Infrastrutture

Atlantia in vetta al listino su ipotesi F2i per riassetto Autostrade

di Stefania Arcudi

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2' di lettura

Atlantia ha premuto sull'acceleratore a Piazza Affari e, con un guadagno anche del 3% circa, si è portata in cima al Ftse Mib (segui qui l'andamento degli indici). Nelle ultime sedute le azioni hanno cercato di risollevare la testa, dopo il crollo del 31% circa registrato tra il giorno del crollo, il 14 agosto appunto, e il 5 settembre, quando erano scivolate fino a un minimo di 17,17 euro. Come scrive Il Sole 24 Ore, si starebbe lavorando per una soluzione alternativa alla revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia, dopo il crollo del ponte Morandi di Genova dello scorso 14 agosto, assegnando i poteri all'Autorità dei trasporti e modificando i contratti, ma ridimensionando il ruolo di Atlantia. Il primo passo sarebbe trovare un soggetto cin grado di riunire una maggioranza che tenga le redini del concessionario autostradale. Il dossier sarebbe sul tavolo di F2i, che avrebbe però il problema di trovare le risorse. Secondo Equita, così fosse, «si tratterebbe di una soluzione positiva per Atlantia perché si definirebbe un valore di Aspi e si ridurrebbe il rischio sulle concessioni».

Alberto Biancardi, ex componente dell'Autorità dell'energia, parlando al Sole 24 Ore ha sottolineato che il decreto all'esame del Governo potrebbe portare alla revisione dei contratti e delle tariffe autostradali, una via per evitare lunghi contenziosi dovuti a una revoca, ma l'Autorità dei trasporti dovrebbe avere deleghe definite ed il supporto del mondo politico. «Riteniamo che una modifica di questo sistema tariffario comporterebbe un negoziato con Aspi», hanno scritto gli analisti. Infine, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha più volte escluso che Aspi possa partecipare alla ricostruzione del ponte, spiegando che dovrà solo finanziarne la costruzione. «La decisione finale sarebbe però in mano al commissario straordinario, che deciderà chi parteciperà al consorzio di ricostruzione. Aspi, infatti, potrebbe fare ricorso in caso di esclusione allungando i tempi di ricostruzione, perché il contratto le riserva l'obbligo di mantenere e riparare le infrastrutture in concessione», scrive Equita.

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(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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