tennis internazionale

Atp finals e Internazionali di Roma, l’Italia in attesa del tennis che conta

di Marcello Frisone


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(Afp)

4' di lettura

Tra Internazionali d’Italia di prossimo svolgimento a Roma e le Atp finals (riservato agli 8 migliori giocatori dell'anno, i campioni più forti) sempre più vicine a Torino, il tennis nel nostro Paese sembra rivivere una nuova stagione. Dopo la vittoria di Fabio Fognini a Montecarlo, che avrà un effetto-traino per l'edizione n.76 degli Internazionali d'Italia in programma a Roma dal 12 al 19 maggio prossimi, sembra in dirittura d’arrivo l’ufficializzazione (a dire il vero più volte annunciata come imminente) di Torino quale sede che ospiterà le Atp finals dal 2021 al 2025. Due eventi, anche se distanziati tra loro e non gli unici, che di sicuro daranno nuova linfa, anche dal punto di vista economico, al movimento tennistico italiano. Vediamo nel dettaglio i due eventi.

La decisione dell’Atp (l’Associazione dei giocatori professionisti)

L' Atp doveva annunciare la decisione a chi assegnare le “Finals” (gli altri pretendenti sono Londra, Singapore, Tokyo e Manchester) già a Indian Wells (California) a metà marzo. Poi è però slittata a Miami, ma adesso sembrerebbe che la decisione sia imminente. Infatti, nelle ultime ore sarebbero stati completati tutti i passaggi richiesti. Oltre al già esistente decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, adesso ci sarebbero anche le due fidejussioni: alle garanzie dell'Istituto del credito sportivo si sono aggiunte quelle di Bnl (già main sponsor degli Internazionali d'Italia da 13 anni). Soddisfatto il requisito di 78 milioni di euro richiesto per ottenere il torneo, avrebbero assicurato il loro contributo anche il Comune di Torino e la Regione Piemonte con un milione e mezzo l'anno ciascuno. Oltre a una cordata della Camera di Commercio. Risorse alle quali andranno aggiunti gli introiti della biglietteria, il marketing e le sponsorizzazioni.

Gli introiti 2018 dell’Atp finals

Nel 2018 gli introiti dell'Atp (che si svolgono a Londra dal 2009 fino al 2020) sono stati di 143 milioni di dollari (+13% rispetto al 2013). E le Atp finals (conosciute anche come i vecchi Masters) rappresentano il 20% di questa cifra (cioè quasi 30 milioni di dollari). Da questa cifra bisogna sottrarre circa 8 milioni di montepremi e le spese di gestione che alla 02 Arena di Londra sono state valutate in 1,4 milioni l'anno, anche se a fronte di un'area di ben 607mila metri quadrati, comprensivi di ristoranti, cinema, bar, negozi. Che però, proprio per questo motivo convogliano continuamente più gente e aumentano considerevolmente gli introiti del gestore britannico.

Il PalaAlpitour di Torino
Se tutto andrà come sperato, le Atp finals saranno ospitate al PalaAlpitour di

Torino, cioè l'impianto polifunzionale coperto, adiacente allo Stadio Olimpico Grande Torino, costruito in occasione dei Giochi del 2006, in cui fu la casa dell'hockey su ghiaccio. Capace di 14.350 posti a sedere, è la più capiente struttura coperta d'Italia a uso sportivo. Il Masters, che ha iniziato la sua storia nel 1970 a Tokyo e ha poi toccato alcune delle più importanti città del mondo, da New York a Sydney, da Francoforte a Shanghai, non è mai stato organizzato in Italia. L'Italia vanta al momento l'organizzazione degli Internazionali d'Italia di Roma (uno dei 9 Masters 1000 della stagione) e le Atp Next Gen Finals, l'equivalente del Masters che racchiude però i migliori giovani del circuito.

Gli Internazionali d’Italia

Grazie dunque all’effetto-Fognini, sembrerebbe tornato in Italia l’interesse per il tennis che conta. All'edizione n.76 degli Internazionali sono iscritti i primi 43 giocatori del mondo, sia in campo maschile sia femminile. Nonostante manchi ancora l'ufficialità del forfait di Roger Federer (il campione ha pubblicato sul proprio sito web i suoi prossimi due appuntamenti, Madrid e Roland Garros, ma molto dipenderà anche dall'andamento del torneo spagnolo), al Foro Italico saranno in campo il n.1 del mondo Novak Djokovic (già iscritto 4 volte il suo nome nell'albo d'oro), il campione in carica Rafa Nadal, n.2 del ranking e il giocatore più vincente della storia sul rosso (57 titoli) e a Roma (8 trofei).

Nell'entry-list spiccano anche il tedesco Alexander Zverev, n.3 del mondo, campione 2017 e finalista lo scorso anno, l'austriaco Dominic Thiem, n.5 Atp, il giapponese Kei Nishikori e i Next Gen Stefanos Tsitsipas, Denis Shapovalov e Felix Auger-Aliassime. Ovviamente c'è grande attesa per Fabio Fognini, oggi n.12 del mondo e reduce dal trionfo monegasco, e Marco Cecchinato che sul “rosso” del Roland Garros un anno fa si fece conoscere al mondo.

Il fatturato e gli obiettivi di crescita

Quello che un tempo era soltanto uno dei tornei preparatori allo Slam parigino è dunque adesso cresciuto, diventando a tutti gli effetti uno dei più importanti eventi sportivi dell'anno in Italia. «Con un fatturato 2018 di oltre 33 milioni in una sola settimana - ha ricordato il presidente federale, Angelo Binaghi -, l'edizione n.76 mira a un ulteriore incremento dell'11%, con l'obiettivo di battere il record di incassi del 2017. Le premesse ci sono tutte: al momento, la prevendita certifica un +9%, con oltre 8 milioni di incassi, mentre l'impresa di Fognini a Montecarlo avrà certamente un effetto-traino sugli spettatori, con altri record nel mirino». Nel 2106, per la prima volta, è stato abbattuto il muro delle 200mila presenze, già sfiorato l'anno scorso se non fossero sopraggiunte due giornate di maltempo in mezzo alla settimana, solitamente le più affollate, che ne compromisero il sorpasso.

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