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Atp Tour, in stand by anche premi record per 159 milioni

Prima della sospensione del Tour, i premi che l’Atp guidata da Andrea Gaudenzi avrebbe distribuito raggiungevano la cifra record di 158,7 milioni di dollari, +13% rispetto al 2019

di Tiziana Pikler

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(AFP)

Prima della sospensione del Tour, i premi che l’Atp guidata da Andrea Gaudenzi avrebbe distribuito raggiungevano la cifra record di 158,7 milioni di dollari, +13% rispetto al 2019


3' di lettura

Il circuito del tennis mondiale è in stand by. L’Atp, l’Associazione tennisti professionisti, ha deciso lo stop dei tornei fino al 13 luglio. La speranza è tornare a giocare in estate. Il primo appuntamento annullato è stato il Master 1000 di Indian Wells, a marzo. Fino ad allora erano stati disputati 16 tornei maschili e 13 femminili, oltre al primo Grande Slam della stagione, in Australia. Nell’eventualità di una ripresa a luglio, i tornei sospesi e da ricollocare sarebbero una ventina soltanto tra gli uomini, tra cui gli Internazionali Bnl d’Italia.

Lo stato dell’arte nel tennis

Nel frattempo, gli organizzatori delle altre 3 prove dello Slam hanno agito autonomamente. Il Roland Garros è stato il primo a “occupare” una nuova data, dal 20 settembre, per scongiurare perdite di oltre 240 milioni. Wimbledon ha annullato l’edizione 2020, ma una polizza risarcirà gli organizzatori per 100 milioni. Gli US Open mantengono la loro collocazione tradizionale, dal 24 agosto, con l’ipotesi delle porte chiuse.

I numeri dell’Atp

I dati dello scorso anno parlano di 4,8 milioni di fan che hanno partecipato all’Atp Tour, prove dello Slam escluse, con un numero di telespettatori globali di 936,8 milioni che arriva al miliardo con chi ha seguito Atp Uncovered, il programma che ogni settimana narra il dietro le quinte dei tornei. L’Associazione, i suoi giocatori e i suoi tornei contano oltre 145 milioni di follower. I ricavi commerciali dell’Atp - sponsorizzazioni, licenze e Finals - hanno registrato un incremento del 100% dal 2008 grazie anche al rinnovo a lungo termine della Premier partnership con Emirates fino al 2025. Prima della sospensione del Tour, i premi in denaro che l’Atp avrebbe distribuito raggiungevano la cifra record di 158,7 milioni di dollari, +13% rispetto al 2019.

I “colpi” per non perdere i ricavi

Quanto costerà, in termini economici, questo stop? «Difficile quantificarlo adesso - spiega Andrea Gaudenzi, chairman dell’Atp dall’inizio dell’anno -, stiliamo ogni settimana budget e calendari. L’intento è quello di disputare il maggior numero di tornei possibile nelle settimane in cui potremmo tornare a giocare. L’obiettivo è scendere in campo in estate, recuperare 3 prove dello Slam e 7 Master 1000 e arrivare a disputare le Finals a Londra a novembre. In questo modo riusciremo a salvare l’80% dei tornei, dei prize money e dei punti».
Gli Internazionali Bnl di Roma finirebbero nelle 4 settimane previste sulla terra dopo gli Us Open. «L’idea allo studio è questa. Non siamo ancora al punto di valutare - assicura Gaudenzi - l’ipotesi “indoor”». L’Italia rimane alla finestra anche per le Finals di fine stagione che potrebbero arrivare a Torino. «Nella riprogrammazione dei tornei vanno tenute in considerazioni le disponibilità dei siti indoor che sono spesso blindate, come la 02 Arena di Londra. Se si arrivasse alla necessità di dover slittare la Finals qualunque sede disponibile ad ospitarci sarebbe ben accetta, ma ci sarebbero penali da sostenere. Non sarà semplice».
Previste tutele anche per i tornei minori. «Stiamo cercando di riprogrammare tutti gli appuntamenti Atp 250 e i challenger. Abbiamo avuto l’ok a schedularli anche nelle seconde settime degli Slam e Master 1000. Non dobbiamo pensare - continua l’ex n. 18 delle classifiche mondiali - soltanto ai giocatori top-50 ma anche ai tennisti con una classifica più alta che devono poter trovare tornei da disputare».
Il Master 1000 di Madrid, dal 27 al 30 aprile, ha lanciato un’edizione virtuale del torneo. «È una novità che abbiamo appoggiato anche se credo - ammette Gaudenzi - che gli esports siano più adattabili alla MotoGp e alla Formula 1».

Alla ricerca dell’unità

I suoi progetti per il futuro sono, per ora, rimandati. «Da questo momento di crisi mi auguro possa emergere un nuovo spirito di collaborazione tra Atp, Wta e Itf. Il tennis ha meno dell’1-2% dei diritti media mondiali, ma è nella top-5 degli sport con il maggior numero di fan, suddivisi a metà tra uomini e donne. È ora di smetterla di litigare tra noi - conclude il numero 1 dell’Atp - e puntare sulle enormi potenzialità che abbiamo: il mondo sta andando verso un direct-to-consumer, ci sono 7,3 miliardi di persone pronte a spendere. È impensabile proporre a un appassionato di abbonarsi a 5 piattaforme diverse per seguire il tennis nell’arco della stagione».

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