il raid

Attacco aereo Usa contro milizie filo iraniane in Siria

Il Pentagono riferisce che l’azione è una risposta ai recenti attacchi missilistici contro le forze americane in Iraq

Razzi su base Usa in Iraq, risale la tensione con l'Iran

2' di lettura

Gli Usa hanno compiuto un attacco aereo, il primo da quando si è insediato Joe Biden, contro una struttura legata a una milizia filo iraniana in Siria, dopo tre separati attacchi missilistici contro le forze americane in Iraq. Lo riferiscono i media Usa, citando fonti del Pentagono. Lo strike, ordinato dal presidente, era volto a danneggiare la capacità della milizia di condurre altri attacchi in futuro. «Questi raid sono stati autorizzati in risposta ai recenti attacchi contro personale americano e della coalizione in Iraq e alle minacce continue a questo personale», ha fatto sapere il portavoce del Pentagono, John Kirby.

«Siamo fiduciosi sull'obiettivo che abbiamo attaccato, siamo convinti che era usato dalla stessa milizia sciita che ha condotto gli attacchi» contro basi Usa in Iraq, ha detto il portavoce Kirby, secondo cui gli strike hanno distrutto varie strutture localizzate ad un punto di controllo alla frontiera usate da una serie di gruppi di militanti sostenuti dall'Iran.

Loading...

Kirby ha parlato di una risposta militare proporzionata condotta insieme a misure diplomatiche, compresa la consultazione con i partner della coalizione. Gli attacchi alle basi americane in Iraq sono stati lanciati sullo sfondo della possibile ripresa dei negoziati sul nucleare tra Teheran, gli europei e gli Usa. Secondo alcuni analisti erano un modo di testare la reazione di Biden, che non ha esitato a rispondere ma in modo chirurgico.

In effetti, il blitz appare una risposta ai recenti attacchi contro le forze Usa in Iraq, iniziati il 15 febbraio e proseguiti nei giorni scorsi, e attribuiti a milizie alleate a Teheran. Ma la mossa sembra essere circoscritta, per ridurre il rischio di una escalation. Inoltre la decisione di effettuare lo strike in Siria e non in Iraq concede al governo di Baghdad un po' di respiro mentre conduce le indagini sugli attacchi che hanno ferito soldati americani.

Secondo l’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo, basato a Londra, almeno 17 combattenti pro-Iran sono stati uccisi in seguito all'attacco americano in Siria. «Gli attacchi hanno distrutto tre camion di munizioni, ci sono molti morti. Secondo un primo bilancio sono rimasti uccisi almeno 17 combattenti».

Da parte sua, il governo di Damasco ha condannato «con forza» l’attacco americano contro la zona frontaliera siriana vicina all'Iraq, parlando di un «segnale negativo, in contrasto con il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite» e che «porterà a un inasprimento della tensione nella regione».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti