terrorismo in russia

Attacco al quartier generale dell’ex Kgb, ucciso un agente

Sparatoria nel centro di Mosca, sotto attacco il quartier generale dei servizi di sicurezza. Ucciso un agente dell’intelligence, «neutralizzato» l’assalitore. Da poco tempo si era conclusa la lunga conferenza stampa annuale di Vladimir Putin. Al momento dell’attacco il presidente russo si trovava al Cremlino per commemorare la “Giornata dell’agente segreto”, l’Fsb: non è una coincidenza

di Antonella Scott

default onloading pic
Un agente di polizia ferma il traffico accanto alla Lubjanka, la sede dei servizi segreti a Mosca

Sparatoria nel centro di Mosca, sotto attacco il quartier generale dei servizi di sicurezza. Ucciso un agente dell’intelligence, «neutralizzato» l’assalitore. Da poco tempo si era conclusa la lunga conferenza stampa annuale di Vladimir Putin. Al momento dell’attacco il presidente russo si trovava al Cremlino per commemorare la “Giornata dell’agente segreto”, l’Fsb: non è una coincidenza


2' di lettura

Il terrorismo è ritornato a Mosca, andando a colpire proprio il suo nemico numero 1. Un uomo armato ha aperto il fuoco sulla Lubjanka, nel centro della capitale russa nel pomeriggio di giovedì, intorno alle 18 locali (le 16 in Italia). Attaccando - secondo le prime ricostruzioni - uno degli edifici presso il quartier generale dei servizi di sicurezza interna Fsb, eredi del Kgb. Un agente è rimasto ucciso.

Dai primi video circolati sui media si distinguono distintamente spari prolungati. L’uomo che ha aperto il fuoco, ha poi riferito una fonte dei servizi, è stato «neutralizzato», senza specificare se ucciso o catturato. Si parla anche di alcuni feriti. Almeno due di loro, ancora agenti dei servizi, sarebbe in gravi condizioni, comunica il ministero della Sanità.

È in corso l’identificazione del presunto assalitore. Avrebbe agito da solo: alcune versioni dei fatti avevano parlato di un commando di tre uomini, armato di armi automatiche e di un fucile. L’episodio è stato qualificato come atto di terrorismo, ed è stata aperta un’inchiesta.

Al momento dell’attacco, scrive l’Izvestija, all’interno di tutti gli edifici dell’Fsb è scattato il piano “Krepost’”, fortezza, blindati gli ingressi in entrata e in uscita. Sul posto sono state subito schierate le forze speciali che hanno allargato il cordone di sicurezza, allontanando i passanti dalla Lubjanka. Il luogo dell’incidente è centralissimo, vicino a stazioni del metrò e a pochi passi dal Cremlino. Al centro della piazza della Lubjanka c’è un grand ealbero di Natale illuminato: proprio dove un tempo era invece la statua del temuto fondatore della polizia segreta , Felix Dzerzhinskij.

E forse non è una coincidenza - conferma una fonte vicina all’Fsb - che proprio il 19 dicembre i servizi di intelligence celebrino la Giornata del “Cekista”, in omaggio al primo nome della polizia segreta di Lenin, la Cheka. Al momento dell’attacco Putin si trovava nel Gran Palazzo del Cremlino, al concerto in cui aveva reso omaggio «alla professionalità e al coraggio» degli uomini dei servizi. Ironia della sorte, il presidente aveva ricordato che nel 2019 l’intelligence aveva sventato 54 attacchi terroristici.

La giornata di Putin era iniziata diversamente, con il presidente russo impegnato nella lunghissima conferenza stampa di fine anno con la stampa nazionale ed estera: paragonata proprio ai servizi di intelligence, un complimento venendo da Putin: «Sia voi giornalisti che i servizi avete a che fare con l’informazione», ha detto il presidente russo.

Che nelle quattro ore e 18 minuti della conferenza stampa ha accennato, per la prima volta, alla possibilità di emendare la Costituzione russa in modo da togliere il vincolo di due mandati consecutivi per la presidenza. È una delle strade che Putin potrebbe scegliere per restare al potere oltre il 2024, l’anno in cui scade quello che al momento sarebbe il suo ultimo mandato possibile.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti