terrorismo

Attentato Londra, un assist elettorale alla linea dura di Johnson sulla sicurezza

L'accoltellamento piomba come un macigno sulle elezioni nazionali previste tra due settimane

di Simone Filippetti


Attacco a London Bridge: due morti. Ucciso l'aggressore

4' di lettura

Lungo Piccadilly, l'arteria dei musei, dei grandi alberghi e delle boutique di Londra, una delle mete turistiche più visitate, la mattina di venerdì 29 novembre, una giornata soleggiata ma freddissima, una marea umana affollava la Royal Academy of Arts, i grandi magazzini di Fortnum&Mason, che vende il migliore thé d'Inghilterra, la libreria Waterstone's, e i vari Starbucks, Pret-a-Manger, Caffè Nero che rifocillano la gente sfiancata da tour de force culturali e shopping. C'era più folla del solito: il Black Friday, ennesima americanata (come Halloween, ma in realtà più seria perché segue il giorno del Ringraziamento), ormai importata anche in Europa, ha attirato ancora più turisti, tantissimi gli italiani.

Nel giorno che dà ufficialmente inizio al Natale, con una città presa d'assalto, è tornato l'incubo del terrorismo islamico. Dopo le una del pomeriggio, al picco dei passanti, tra visitatori e pausa pranzo degli uffici,

Usman Khan, un 28enne con precedenti di terrorismo (e che aveva già scontato 6 anni di carcere per legami con Al-Qaeda), ha ucciso 2 persone prima di essere abbattuto dalla polizia: aveva parcheggiato un furgoncino in modo sospetto e ha iniziato ad aggredire la gente che camminava per la strada. Pare non fosse da solo, il che escluderebbe la pista del “Lupo Solitario”, solitamente la spiegazione più immediata fornita all'opinione pubblica: alcuni testimoni hanno visto altre persone muoversi con lui, ma poi si sono disperse. Tra i passanti, ed erano tanti a quell'ora, è scoppiato il panico: urla e spintoni lungo il più antico ponte della città.

Il Calendario del Terrore
L'attentato del Black Friday entra di diritto nel “Calendario del Terrore” che dal 2001 sta occupando sempre più giorni dell'anno: dalle Torri Gemelle al Bataclan, da Westminster a Nizza, l'Europa convive con la paura. A Londra è ancora vivo nella città il ricordo di Borough Market, la tragica notte del 3 giugno del 2017 quando un furgone si gettò sulla folla e ne uscì un gruppo di attentatori che uccise 11 persone. Quella sera si giocava a Cardiff la finale di Champions League, tra Juventus e Real Madrid, e nella capitale del Galles l'allerta era massima. Si temeva un attentato, tanto che la partita fu giocata in uno stadio “indoor” per timore di attacchi aerei. Che alla fine ci fu, ma a Londra nella zona abituale della movida, dove nessuno se l'aspettava.

London Bridge si trova esattamente nello stesso punto dell'attentato di due anni da, la fermata della metro omonima è proprio sotto al mercato, che pullula di negozi, bancarelle e ristoranti; virtualmente impossibile da controllare o sorvegliare. Per precauzione, lo stesso Borough Market, stracolmo di gente e turisti a quell'ora, è stato evacuato e molti si sono barricati all'interno dei negozi. L'Isis, dato troppo presto per sconfitto, ha insanguinato il Natale del 2019, così come aveva già fatto a Parigi per il Natale del 2015.

Il tempismo dell'ennesimo attentato a Londra è diabolico, o meglio “talebano”: Black Friday è un emblema dell'America, e ora dell'Occidente in generale; segna l'inizio delle festività natalizie che nonostante la piega sempre più consumistica rimane il culmine del cristianesimo. In più, questo è anche il venerdì che dà il via ai week end delle vacanze invernali, con i turisti europei che da qui al 25 dicembre arrivano in massa in una delle città più gettonate d'Europa. Un giorno simbolico per l'Isis che nella sua follia omicida e nel suo fondamentalismo religioso sogna di punire l'Occidente, “infedele” e materialista. Inizialmente la polizia di Scotland Yard non si era sbilanciata sull'origine dell'attentato, ma la firma dell'integralismo islamico è ormai evidente, per le modalità (coltello, furgone), località, riferimenti e la ricorrenza; e soprattuto per i precedenti penali dell'attentatore.

Una città impaurita
Sabato mattina, mentre folle di turisti si riversano di nuovo in città per i loro tour tra attrazioni e compere, la città si sveglia di nuovo straniata. Ma il vero tema del Venerdì Nero non è tanto l'ordine pubblico e la sicurezza, che pure a Londra sono un'ossessione; e, a vedere la serialità degli attentati, un'ossessione anche giustificata.

Il risvolto elettorale
L'accoltellamento piomba come un macigno sulle Elezioni nazionali: a due settimane dal voto, in un paese disinteressato da un'inutile e costosa consultazione (la terza in quattro anni), annoiata da una classe politica inconcludente, e sfinita da 3 anni di Brexit senza esito che però ha logorato economia e tenuta del paese, il terrore è una molla politica enorme. Dopo i 2 morti di venerdì, è certo che l'opinione pubblica sarà più motivata e schierata. Per Boris Johnson è il miglior assist che potesse sperare di ricevere: non ha mai perso occasione per attaccare Sadiq Khan, il sindaco di Londra, primo musulmano nella storia millenaria della città. E ora il caso gli mette in mano un atout per la sua campagna elettorale, finora non particolarmente brillante: Boris non può cavalcare l'onda in maniera aperta, sarebbe accusato di cinismo, ma già ieri è stato il primo a commentare l'accaduto elogiando l'operato della polizia: uno dei pilastri del suo Manifesto è l'assunzione di più agenti e un inasprimento dei poteri di “search&stop” (perquisizione e fermo) per la polizia. Una recrudescenza del terrorismo riconducibile alI'Islam porta acqua al mulino, malconcio, dei Conservatori; e rafforza la fazione della Hard Brexit, che vuole un giro di vite su immigrazione, indicata sottovoce come la prima causa del terrorismo fondamentalista. Dopo l'attentato del Black Friday, il voto del 12 dicembre diventa improvvisamente una scelta cruciale per l'Inghilterra: non solo tra chi vuole uscire dalla Ue e chi vuole rimanere. Ma verrà caricato anche di un valore implicito e subdolo: vogliono, gli elettori, la sicurezza o le strade di Londra insanguinate?

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