la giornata dei MERCATI

Lagarde delude ancora i mercati: Wall Street e Piazza Affari chiudono in negativo, ma aprile è da record

Ai listini non bastano le rassicurazioni della presidente Bce che si è detta «pronta a tutto per supportare i cittadini». Peggio delle attese il dato sui senza lavoro negli Usa, mentre il Pil europeo segna un crollo storico. Banche in profondo rosso in tutto il Vecchio Continente: a Piazza Affari giù UniCredit e Intesa

di Enrico Miele e Paolo Paronetto

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Ai listini non bastano le rassicurazioni della presidente Bce che si è detta «pronta a tutto per supportare i cittadini». Peggio delle attese il dato sui senza lavoro negli Usa, mentre il Pil europeo segna un crollo storico. Banche in profondo rosso in tutto il Vecchio Continente: a Piazza Affari giù UniCredit e Intesa


5' di lettura

Il boom di disoccupati negli Usa e il crollo record del Pil europeo hanno zavorrato i listini mondiali. A nulla sono servite le rassicurazioni della Bce e di Christine Lagarde, che si è detta «pronta a tutto per supportare i cittadini». Le Borse del Vecchio Continente, peggiorate in scia con Wall Street, hanno chiuso con pesanti rossi la seduta del 30 aprile, con Piazza Affari giù del 2,09%. La Borsa Usa ha visto invece chiudere in calo di 1,23% il Dow Jones e dello 0,28% il Nasdaq.

A incidere sulla fuga dal rischio degli investitori – dopo un aprile record per i mercati – sono i dati sulla recessione che morde sulle due sponde dell’Atlantico: il presidente della Bce ha annunciato che l'Eurotower prevede un calo del 15% del Pil nel secondo trimestre, mentre nel 2020 l’economia dell'eurozona accuserà una flesisone tra il 5% e il 12%. Lagarde ha anche confermato le dimensioni del programma pandemico di acquisti, deludendo chi si aspettava una revisione al rialzo dei 750 miliardi messi in campo. Segnali preoccupanti sono arrivati dagli Stati Uniti, dove le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione nell'ultima settimana sono scese a 3,89 milioni ma risultando superiori alle attese degli analisti (pari a 3,5 milioni).

Aprile resta però un mese positivo
Il generale incremento dell'avversione al rischio ha portato così gli investitori a far scattare i realizzi, nell'ultima seduta di quello che è stato un mese comunque da record per i listini. Dopo il crollo di marzo, infatti, per l'Europa questo è il miglior mese dal 2009, mentre per l'Msci World Index è il più felice fin dalla nascita dell'indice nei tardi anni '80. Sui listini continentali le vendite hanno colpito in primo luogo le banche, con il sottoindice Stoxx del comparto che ha ceduto oltre il 4%.

Per quanto riguarda Wall Street, nonostante i ribassi di oggi, i tre indici principali mettono a segno uno delle loro migliori performance mensili in assoluto ad aprile.

Calo record per il Pil dell'Eurozona
Sull'umore degli investitori hanno pesato così i pessimi dati macroeconomici arrivati nel Vecchio Continente . Dopo aver certificato che l'economia Usa ha interrotto la fase di espansione più lunga della storia nel primo trimestre, nel Vecchio Continente il Pil dell'Eurozona ha segnato un ribasso del 3,8% nel primo trimestre, un record. Va ancora peggio ai singoli stati: la Francia è entrata in recessione (-5,8% la crescita del primo trimestre, il dato peggiore dal 1949) , il Pil spagnolo ha segnato un -5,2% e per l'Italia, dove la disoccupazione è calata all'8,4% con una sostanziale tenuta degli occupati, il Pil ha segnato una contrazione del 4,7% rispetto al trimestre precedente (-4,8% il tendenziale). Il dato è leggermente migliore delle stime, gli analisti ipotizzavano un calo del 5%, ma è comunque la contrazione maggiore dal 1995. Inoltre, in Germania la disoccupazione in Germania è salita al 5,8%e le vendite al dettaglio sono calate del 5,6%.

A Piazza Affari pioggia di vendite sulle banche
Sull'azionario milanese, il Ftse Mib ha registrato vendite a pioggia su tutte le banche, da UniCredit (con S&P che ha abbassato il suo outlook a "negativo") a Intesa Sanpaolo, fino a Bper e Mediobanca. In una seduta nervosa si sono salvati gli energetici con Saipem e Tenaris, dopo la trimestrale in linea con le attese, che salgono grazie alla ripresa del prezzo del petrolio. Vendite su Fca in attesa della ripartenza di alcune fabbriche il prossimo 4 maggio. Tra i settori peggiori c'è stato quello farmaceutico con Diasorin e Recordati dopo il rally del 29 aprile legato al +12% dei ricavi nel primo trimestre.

Prezzo petrolio - Wti
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Greggio in rialzo, "oro nero" cerca stabilità
Il petrolio ha proseguito sulla via dei rialzi visti nelle sedute precedenti. Anche se non si attenuano i timori sulla capacità di stoccaggio, vicina ai limiti, e sulla domanda globale, a incoraggiare gli investitori sono i timidi segnali di recupero della richiesta di benzina, mentre in vari Paesi si va verso un allentamento delle misure restrittive varate in risposta alla pandemia di coronavirus. Negli Stati Uniti, le scorte di greggio sono aumentate, ma meno delle previsioni. Così i future del Wti giugno sono saliti del 16% sopra i 17 dollari al barile mentre il Brent di pari scadenza ha guadagnato il 12% a quota 25 dollari. Dopo lo scivolone che ha portato i prezzi del Wti in territorio negativo e il successivo parziale recupero, «siamo più vicini a un equilibrio tra 15 e 20 dollari, livello che riflette temi noti, dalla distruzione della domanda che ha portato ai problemi di stoccaggio all'attesa di notizie sul fronte del taglio dell'offerta» spiegano gli analisti di Cmc Markets.

Spread chiude in rialzo a 239 punti
Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund nella giornata segnata dalla decisioni della Bce e dalle comunicazioni della Presidente, Christine Lagarde. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark scadenza agosto 2030 si è assestato a 239 punti base, in rialzo rispetto ai 228 punti base del closing di ieri. In aumento anche il rendimento del BTp decennale benchmark che in chiusura è indicato all'1,81%, in sensibile rialzo dall'1,77 per cento del 29 aprile.

Dollaro in ribasso con Fed «pronta a tutto». Risale l'euro
Il dollaro è in ribasso sulle principali valute dopo che la Federal Reserve si è impegnata a «fare tutto il necessario» per sostenere l'economia americana, messa in ginocchio dalla pandemia di coronavirus (-4,8% il Pil del primo trimestre), aprendo a ulteriori misure di allentamento monetario. Sull'andamento del biglietto verde incide la Banca centrale americana che ha spento l'ottimismo di chi prevedeva una ripresa rapida, parlando di «notevoli rischi per le prospettive nel medio termine». Infine, il dollaro non è aiutato dai segnali di rallentamento della pandemia in molti Paesi, ma non negli Stati Uniti, cosa che riduce la domanda di investimenti considerati sicuri (come quelli nei fondi denominati appunto in dollari.) L'euro, di conseguenza, guadagna terreno in scia alla mancata espansione del programma di quantitative easing della Bce: la moneta unica vale 1,0944 contro il biglietto verde (1,0852 il 29 aprile in chiusura) e 117,10 yen (115,27), mentre il rapporto dollaro/yen è a 106,97 (106,65).

In Usa 3,8 milioni disoccupati in una settimana
Si continuano a fare sentire gli effetti del coronavirus sulle richieste dei sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti. Stando a quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, 3,893 milioni di nuovi lavoratori hanno fatto richiesta per i sussidi la scorsa settimana, in calo di 603.000 unita’ rispetto alla settimana precedente; le attese erano per 3,5 milioni nuove richieste. Il dato della settimana precedente è stato rivisto in rialzo di 15.000 unita’ a 4,442 da 4,27 milioni di unità. Nelle ultime 6 settimane, da quando e’ iniziata l’emergenza legata al coronavirus, oltre 30 milioni di lavoratori hanno fatto richiesta per i sussidi.

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