la giornata dei mercati

Borse europee chiudono in lieve calo, pesano Cina e dati Germania. Fitch conferma rating Italia

Gli indici europei sono riusciti a contenere le perdite grazie a un buon recupero sul finale ma hanno comunque terminato in territorio negativo. La Cina resta in primo piano soprattutto dopo la decisione di S&P di abbassare le stime di crescita del pil del paese per il 2020 al 5% dal 5,7% atteso in precedenza. Negli Usa Wall Street rimane in ribasso nonostante la nuova prova di forza del mercato del lavoro in gennaio.

di Andrea Fontana e Corrado Poggi


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(EPA)

4' di lettura

L’agenzia internazionale Fitch ha confermato il rating dell’Italia a BBB e un outlook negativo. Le borse europee chiudono la seduta con un contenuto calo, al termine di una settimana sull’ottovolante a causa delle incertezze legate alla diffusione del coronavirus. Investitori e analisti cercano di capire quale sarà l’impatto di medio e lungo termine di questa crisi e intanto registrano la decisione di S&P di tagliare le stime di crescita della Cina – seconda economia mondiale – al 5% per il 2020 dal 5,7% atteso in precedenza.

Sul fronte europeo gli investitori hanno registrato il netto calo della produzione industriale tedesca a dicembre (-3,5% su mese e -6,8%) mentre negli Stati Uniti il mercato del lavoro ha dato nuovi segnali di forza con la creazione di 225.000 nuovi impieghi in gennaio pur a fronte di un aumento del tasso di disoccupazione di un decimo al 3,6%. A Piazza Affari invece atmosfera di attesa per il giudizio di Fitch sul rating sovrano dell’Italia che verrà comunicato dopo la chiusura dei mercati.

Al termine degli scambi a Milano il Ftse Mib ha dunque registrato una perdita dello 0,05% mentre Londra ha ceduto lo 0,53%, Parigi lo 0,14% e Francoforte lo 0,52%. Fra i titoli da registrare lo scivolone del 4,94% registrato da Cnh industrial dopo aver riportato i conti per il 2019 e aver fornito una guidance per il 2020 che non ha convinto i mercati. In difficoltà anche Fca (-1,63%) sull’ipotesi che uno stabilimento possa sospendere temporaneamente la produzione a causa del coronavirus.

Negli Usa creati in gennaio 225.000 posti, oltre attese
Continua l'ottimo momento del mercato del lavoro negli Stati Uniti. Secondo i dati pubblicati oggi dal governo federale infatti in gennaio sono stati creati 225.000 posti di lavoro, ben oltre i 158.000 attesi dal consensus. Nel mese il tasso di disoccupazione si è attestato al 3,6%, dal 3,5% di dicembre. Per tutto il 2019 sono stati creati (escludendo il settore agricolo) 2.09 milioni di posti di lavoro mentre i salari orari sono cresciuti del 3,1%:

Fra i bancari svettano Finecobank e Mediobanca
Gli acquisti su alcuni titoli del comparto finanziario hanno permesso di limitare il passivo dell’indice delle blue chips. Finecobank è salita del 3,71% dopo la diffusione dei dati sulla raccolta di gennaio. Se la raccolta netta è scesa a 323 milioni di euro dai 348,2 milioni di un anno fa, il patrimonio totale sfiora 82 miliardi di euro, con una crescita del 15% su base annua. Da inizio anno inoltre sono stati acquisiti oltre 8mila nuovi clienti, portando il totale a 1.361.138. Bene anche Mediobanca (+2,74%) in ripresa dopo il calo che ha accompagnato la semestrale, e Banco Bpm, salito del 2,5% dopo aver riportato i conti per il 2019 che hanno evidenziato un utile sopra le previsioni, a 797 milioni di euro, e che hanno permesso al gruppo di staccare il primo dividendo dalla fusione tra Banca Popolare di Milano e Banco Popolare. Praticamente ferme sulla parità invece le due big del settore, UniCredit (+0,2%) e Intesa Sanpaolo (+0,18%).
Bene Leonardo (+3%), soffre Tenaris (-1,81%)

Fra le altre blue chips da segnalare i rialzi di Leonardo (+3,14%) e Poste Italiane (+1,02%) mentre Saipem (-2,77%) e Tenaris (-1,82%) hanno risentito della debolezza del petrolio dopo il fallimento delle trattative in sede Opec+ per una nuova riduzione della produzione di greggio. Le parti dovrebbero riannodare i fili del negoziato nei prossimi giorni per cercare un terreno di intesa.

Settore auto sotto pressione: Hyundai prolunga stop siti Cina
In Europa vendite generalizzate sul settore auto con le preoccupazioni che riguardano gli impatti del coronavirus sulla produzione in Cina. Hyundai ha annunciato la sospensione delle attività nel Paese almeno fino al 16 febbraio e ieri il ceo di Fca Manley ha ipotizzato lo stop a un impianto in Europa a causa delle difficoltà di approviggionamento di componenti cinesi. Al termine della giornata, a Parigi Peugeot ha perso il 2,41% mentre Renault ha lasciato sul terreno il 2,8%. Male a Francoforte anche Volkswagen che ha ceduto oltre il 2%.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Sui listini esteri i casi Credit Suisse e Nokia-Ericsson
Fra i titoli quotati sulle altre principali piazze finanziarie, da registrare il balzo rispettivamente del 7% e 5% messo a segno da Nokia ed Eriksson dopo che il ministro della Giustizia Usa ha ipotizzato la creazione di un gruppo tlc europeo in funzione anti-Huawei. Alla borza di Zurigo invece ha chiuso in rialzo dopo essere stato in ribasso anche di oltre il 2% Credit Suisse, sotto i riflettori oggi dopo il ribaltone ai vertici le dimissioni di Tidjane Thiam da ceo e la sua sostituzione con Thomas Gottstein per una vicenda di spionaggio di ex dipendenti. In una nota Moody's ha reso noto che monitorerà da vicino gli sviluppi della vicenda per rivelare eventuali danni reputazionali e valutare eventuali impatti sui rating.

Petrolio in calo: si aspetta posizione Russia su tagli
Il prezzo del petrolio ha terminato in calo dello 0,6% a 50,61 dollari mentre si aspetta la posizione di Mosca sulla raccomandazione del comitato tecnico dell'Opec+ (cioè i Paesi appartenenti all'Organizzazione più gli altri grandi esportatori di greggio) in favore dei tagli produttivi per sostenere i prezzi.
Valute, rublo giù dopo taglio tassi banca centrale russa

Russia protagonista anche sul mercato valutario. Il rublo perde terreno verso euro e dollaro dopo la decisione della banca centrale russa di tagliare al 6% i tassi di interesse. Al termine della giornata l’euro scambia a 1,0964 dollari (da 1,097 ieri) e a 120,21 yen (120,7) mentre il dollaro incrocia lo yen a 109,63 (da 109,95).

BTp, spread chiude invariato a 133 punti
Stabile lo spread tra BTp e Bund che resta sui livelli di ieri sul mercato secondario telematico Mts dei titoli di Stato. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005383309) e il pari durata tedesco è indicato a 133 punti base, invariato rispetto alla giornata di ieri

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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