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Attiva, sostenibile e partecipata: come sarà la mobilità urbana del futuro

Gli esperti del settore riuniti in quattro simposi digitali per discutere e diffondere un'idea di mobilità urbana migliore e sostenibile

di Marco Trabucchi

Reuters

3' di lettura

Nel 2020 moltissime persone hanno intuito il valore delle due ruote come alternativa per la mobilità e come occasione per aver cura del proprio benessere. Una crescita non solo in termini di vendite, ma anche da un punto di vista culturale e sociale.

Proprio per incentivare il cambiamento in atto e discutere di una città del futuro diversa, progettata attorno alle esigenze delle persone, più vivibile e sana, è stato concepito MobilitARS, una serie di quattro conferenze digitali gratuite organizzate da Bikenomist che ospiteranno - a partire dal 3 febbraio e per ogni mercoledì del mese - i maggiori esperti sulla mobilità urbana, la tutela dell'ambiente e l'urbanistica.

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Aperto a tutti, ma pensato soprattutto per coloro che saranno chiamati fare la differenza: amministratori, tecnici, professionisti, studenti universitari e tutte le persone che si impegnano per migliorare l'ambiente urbano.

Mobilità, ambiente, gestione della strada e della sicurezza, mobilità attiva e benessere, intermodalità e multimodalità, comunicazione e partecipazione: sono i temi che verranno discussi e approfonditi dai 48 relatori e ospiti all'interno di due macroaree, “Città sana” per i primi due incontri e “Città resiliente” per gli altri.

Mobiltià attiva e salute

Tra i temi c'è il ruolo primario che la mobilità dolce riveste sulla salute, che l’Organizzazione mondiale della sanità definisce come «uno stato di benessere ed equilibrio psico-fisico». In primis disincentivando l'uso dei mezzi a motore, tra i maggiori responsabili dell'emergenza inquinamento atmosferico, che solo in Italia causa 80.000 morti/anno.

Ma anche incentivando uno stile di vita attivo, che riduca la sedentarietà e spinga ad un cambiamento almeno una parte dei 23 milioni di italiani di età maggiore di 18 anni considerati cronicamente sedentari.

Una necessità, quella di diventare più attivi fisicamente nella vita di tutti i giorni, che è ormai un tema assimilato e avvallato anche dall'Oms, che a novembre 2020 ha pubblicato nuove linee guida, considerando una persona fisicamente attiva con almeno 300 minuti di attività fisica aerobica alla settimana, come camminare, correre o pedalare (prima erano 150).

«Vista la cronica mancanza di tempo libero, il modo migliore per diventare più attivi fisicamente nel corso della giornata è sostituire nel tragitto casa-lavoro l'auto con la bicicletta (o andare direttamente a piedi, per chi lavora vicino). L'uso della bici permette infatti di spezzare la catena di inattività fisica “letto-auto-sedia-auto” che caratterizza milioni di italiani moderni e che provoca un aumento dell'infiammazione localizzata, una riduzione dell'assorbimento di zuccheri e grassi nel sangue e un accumulo di adipociti (le cellule del grasso)», spiega Omar Gatti, dottore in Scienze motorie, che a MobilitARS presenterà la sua proposta di “Piano Nazionale Anti Sedentarietà”.

La città sana che abilita

Gli urbanisti sono tutti concordi: lo spazio pubblico può favorire la mobilità attiva attraverso infrastrutture adeguate, come piste ciclabili, Ztl e tutte quelle iniziative che tolgono spazio alle auto per restituirlo ai pedoni, soprattutto ai bambini, i più colpiti da città inquinate.

Una tendenza sposata da tutte le principali capitali europee, assimilata anche in Italia a seguito delle nuove istanze di distanziamento e sicurezza che hanno costretto a reinventare la mobilità urbana dopo la pandemia Covid-19, trainate da incentivi e una pianificazione strategica a livello europeo e nazionale.

Mobilitars in questo scenario porta ad esempio alcune case history virtuose il 17 e 24 febbraio all'interno del simposio “Città resiliente” in cui, tra i numerosi ospiti, interverranno Matteo Dondé, architetto e urbanista, che per primo ha portato in Italia il metodo delle sperimentazioni dal basso di zone 30; Piero Pelizzaro, chief resilience officer del Comune di Milano, con l'esperienza di “Milano, piazze aperte”, programma di sviluppo basato sull'idea di spazio pubblico come luogo di incontro e socializzazione; Roberta Frisoni, Assessora alla mobilità del Comune di Rimini, con l'esperienza virtuosa del “Bici Park” di Rimini; Carlotta Bonvicini, Assessora alla mobilità del Comune di Reggio Emilia con l'intervento “Reggio Emilia città della Bicicletta: interventi innovativi a supporto della ciclabilità”.

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