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Audemars Piguet: museo-fabbrica per vivere nel cuore di un orologio

Aperto ai visitatori a fine giugno a Le Brassus, in Svizzera, è una struttura ultra moderna perfettamente inserita nel contesto paesaggistico della Vallé de Joux con il tetto in acciaio ricoperto di un reale prato verde

di Paco Guarnaccia

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Aperto ai visitatori a fine giugno a Le Brassus, in Svizzera, è una struttura ultra moderna perfettamente inserita nel contesto paesaggistico della Vallé de Joux con il tetto in acciaio ricoperto di un reale prato verde


3' di lettura

Dopo l’apertura ufficiale a fine giugno, gli appassionati di orologeria potranno finalmente visitare il Musee Atelier di Audemars Piguet a Le Brassus, nella Vallé de Joux, in Svizzera. Un progetto iniziato sette anni fa e il risultato, ultra moderno, fissa nuovi standard per i musei di proprietà dei brand del settore, grazie al design a forma di spirale e alle tecniche di costruzione.

L’edificio è realizzato con spessi pannelli di vetro e occupa una superficie di circa 2.500 metri quadri, 900 dei quali prettamente espositivi. Il museo è a pochi metri dalla sede di Audemars Piguet ed è inserito nel contesto paesaggistico della zona, tanto da sembrare quasi emergere dal terreno con i suoi vari piani costruiti in modo da seguirne le pendenze naturali e con il tetto in acciaio ricoperto un reale prato verde. Inoltre, per regolare luce e temperatura all’interno, la superficie esterna è stata rivestita da una struttura a rete in ottone di grandezza diversa a seconda dell’esposizione al sole delle varie parti del museo.

Concorso internazionale

A disegnare il building che nel 2014 ha convinto il board di Audemars Piguet è stato lo studio danese Bjarke Ingels Group. «Il brief per la gara di appalto non era di semplice realizzazione – racconta Sébastian Vivas, Heritage e Musuem director della maison –. Volevamo che l’edificio fosse moderno, riconoscibile e indimenticabile, ma che, al tempo stesso, fosse rispettoso del nostro passato, dello spirito famigliare e, ovviamente, della complessità dei nostri orologi e del panorama della Vallé de Joux, dove siamo nati».

L’ispirazione per le forme

Partendo dalla struttura a spirale, internamente tutto è studiato per far orientare la visita seguendo una direzione prestabilita, come se si ci trovasse nella molla di un orologio meccanico. Un percorso pensato dai tedeschi dell’Atelier Brückner, specializzato nella progettazione di musei, prevedendo momenti interattivi, installazioni e ovviamente, l’osservazione degli orologi, oltre 300, inclusa una panoramica completa degli iconici modelli Royal Oak e Royal Oak Offshore, attraverso i quali si può rivivere la storia della maison.

I pezzi più preziosi

Al centro della spirale si trovano i modelli più complicati e importanti di Audemars Piguet, a loro volta posti attorno a un vero capolavoro, un modello da tasca del 1899 noto come l’Universelle ,con un movimento da 1.168 componenti che azionano ben 20 complicazioni. In realtà si dovrebbe parlare di “museo vivente”: all’interno dell’edificio si trovano gli atelier della Grand Complication e dei Métiers d’Art, dove lavorano alcuni maestri orologiai (nel primo) e gioiellieri (nel secondo) della maison. Sono separati dai visitatori che li possono vedere, anche se non da vicino. La spirale è inoltre collegata a un edificio del 1868 di proprietà del brand dall’alto valore storico: qui è possibile entrare nelle stanze (ristrutturate) dove i due fondatori , Louis Audemars ed Edward Auguste Piguet, hanno cominciato a creare orologi nel 1875.

Esperienza da vivere con calma

«L’obiettivo non è avere un numero esagerato di visitatori all’anno, anche perché tutto è pensato affinché l’experience sia la migliore possibile – racconta Vivas –. Ci saranno due slot giornalieri, dal lunedì al venerdì, con visite guidate per un numero massimo di quattro persone che dureranno circa due ore». All’indirizzo museeatelier-audemarspiguet.com si può prenotare e acquistare il biglietto (30 franchi). «È un museo no-profit, l’ingresso a pagamento serve a coprire le spese di sicurezza e delle guide – aggiunge il direttore –. È un progetto durato anni che permette di vedere anche la più bella collezione esistente di orologi Audemars Piguet». Finché sarà necessario, le visite si svolgeranno seguendo le direttive locali in termini di sicurezza ai tempi del Covid. L’azienda ha poi annunciato un’altra iniziativa, sempre a Le Brassus, che vedrà la luce a fine 2021 e coinvolge lo stesso team che ha lavorato al museo che è stato chiamato per realizzare un nuovo Hotel des Horlogers, che sostituirà la struttura alberghiera preesistente. «Il museo è stato un investimento importante e lungo termine. Ma ci permetterà di comunicare e condividere al meglio la nostra cultura», conclude Sébastian Vivas.

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