AVANGUARDIA DI CRESCITA

Audi, in Italia 1,5 miliardi di fatturato

Alla terza tappa del Road Show di Confindustria il confronto tra Pmi e multinazionali. L’apporto del gruppo di Ingolstadt alla filiera automotive italiana e la crescita indotta di fornitura e subfornitura

di Simonluca Pini


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4' di lettura

Il confronto e il dialogo tra grandi aziende e piccole medie imprese è fondamentale per migliorarsi e crescere in materia di cambiamento, sostenibilità, internazionalizzazione, evoluzione tecnologica, e trasformazione del prodotto. Su questi elementi si basa il road show di sei tappe organizzato da Piccola Industria Confindustria e Audi Italia per approfondire la cultura d'impresa. Con la seconda tappa di Brescia si arriva in un territorio fondamentale per l’automotive italiano, capace di contare 18.000 addetti impegnati nella filiera. All’interno di questo sistema non manca l’apporto di Audi Group (comprende in Italia Volkswagen Group Italia, Ducati, Lamborghini e Italdesign), capace di generare in Italia un fatturato complessivo di 8 miliardi di euro, pari allo 0.5% del PIL nazionale, e il solo brand Audi ha sviluppato entro i confini nazionali un fatturato di 1,5 miliardi di euro.

Le imprese fornitrici
Altro dato interessante arriva dalle aziende italiane fornitrici del Gruppo Audi, che fatturano circa 1,8 miliardi di euro per la produzione di componentistica. Audi sta evolvendo ulteriormente la sua presenza all’interno della filiera. Infatti La Casa dei quattro anelli ha da tempo deciso di andare oltre la progettazione e produzione di veicoli, trasformandosi da costruttore a fornitore di servizi di mobilità. In una realtà in cui intelligenza artificiale, big data e accelerazione digitale stanno entrando nella quotidianità influenzando le scelte del singolo, Audi si sta impegnando attraverso l’evoluzione tecnologica, parte fondamentale del proprio Dna, a trasformarsi in provider di mobilità sostenibile. Il marchio di Ingolstadt riveste un ruolo sociale attivo e grazie ai sistemi di guida predittiva, di guida autonoma e alla progressiva elettrificazione dell’intera gamma, l’auto si trasforma in strumento sostenibile e di comunicazione a supporto della comunità.

Il cambiamento della mobilità
Sostenibilità non è solo salvaguardia ambientale ma anche sicurezza collettiva visto il numero degli incidenti che avvengono ogni anno sulle strade e il costo sociale derivante. Ecco perché dotare vetture di sistemi di guida intelligenti e connetterle tra loro e con le infrastrutture che le circondano diventa un obiettivo imprescindibile. Il processo di trasformazione della mobilità vede la persona al centro della visione Audi del futuro. Persona che viene valorizzata e tutelata con sistemi e dispositivi di guida predittiva. Da mezzo individuale di movimento, l’auto diviene un’estensione delle proprie capacità cognitive e una ricetrasmittente della conoscenza collettiva. Da personale diviene sociale fondendosi con il tessuto urbano. Evolve in stazione mobile di analisi del territorio e sviluppa le informazioni raccolte per poi condividerle così da trasformarsi, da ospite indesiderato in città, in strumento di comunicazione. Audi sviluppa le tecnologie del domani in stretta sinergia con le istituzioni, così da agevolare la transizione dalla legislazione attuale a quella del futuro, integrando le esigenze del singolo e della collettività con l’obiettivo condiviso di una crescita sociale e di una mobilità più sicura, efficiente, sostenibile e connessa.

L’importanza della sostenibilità
Essere sostenibili. È questo uno dei temi fondamentali per Audi, affrontato attraverso un approccio tecnologico neutrale che prevede lo sviluppo di tutti i sistemi di alimentazione, dall’elettrico all’idrogeno passando al metano e al Diesel di nuova generazione – ma anche sui valori, sull’approccio industriale, sui processi e sulle persone. Ad esempio Entro il 2030, gli stabilimenti produttivi Audi saranno tutti carbon neutral. Inoltre il marchio dei quattro anelli ha dato vita, contemporaneamente al recente lancio della e-tron quattro (prima vettura a zero emissioni), al servizio e-tron Charging Service che agevola la conversione alla mobilità a zero emissioni consentendo, con un unico contratto e dialogando con un solo interlocutore, l’accesso a oltre 110.000 colonnine pari all’80% delle stazioni di ricarica pubblica in Europa. La conversione alla mobilità a zero emissioni viene ulteriormente rafforzata dai servizi sviluppati assieme ad Enel X che consentono ai clienti di rendere più semplice la ricarica domestica e pubblica.

La 25esima ora
Il tempo è diventato il bene più prezioso. L’automobile, e il suo ecosistema, possono aggiungere un’ora alle tradizionali 24 ore. Infatti la digitalizzazione dei servizi d’infotainment, delle funzioni di bordo e delle attività service obbedisce a un nuovo concetto d’utilizzo del tempo. Vale a dire guadagnare ogni giorno un’ora di tempo, la cosiddetta “25esima ora”: minuti restituiti agli automobilisti grazie ai sistemi di assistenza alla guida di ultima generazione. Nascono nuove libertà per conducente e passeggeri grazie alla riduzione della complessità nell’utilizzo dell’automobile e nell’interazione con gli altri utenti della strada. Per la prima volta, l’auto è in grado di elaborare previsioni sulla base dei dati rilevati. La connettività Car-to-Car e Car-to-X consente di evitare code, individuare parcheggi, gestire i flussi, risparmiare energia, condividere informazioni sulla segnaletica stradale, evidenziare eventi atmosferici e pericoli. Nascono auto intelligenti che interagiscono con l’ecosistema urbano, a vantaggio tanto del singolo quanto della collettività.

L’attenzione alla formazione
Il cambiamento richiede nuove competenze e inedite collaborazioni. Al riguardo il budget per la formazione professionale sarà incrementato di ulteriori 60 milioni di euro, sino a un totale di 160 milioni di euro destinati a sostenere l’evoluzione delle risorse umane nella trasformazione digitale del Gruppo Volkswagen. Sul fronte delle nuove collaborazioni grande successo per il progetto che vede Audi e H-Farm insieme per sostenere la cultura dell’innovazione e del cambiamento, con l’obiettivo di favorire la “contaminazione” degli imprenditori del domani. I ragazzi coinvolti nel progetto, che hanno potuto godere dell’erogazione di borse di studio per accedere al corso di laurea triennale in Digital Management di H-FARM e Ca’ Foscari, si sono impegnati con l’obiettivo di raccontare l’impatto della tecnologia e dell’innovazione sulla vita delle persone, sperimentando gli scenari più innovativi e i casi di studio più significativi sia a livello nazionale che internazionale. Dopo questi incontri, hanno partecipato a sessioni di follow-up per mettere concretamente in pratica gli insegnamenti delle lezioni tramite esercitazioni e progetti di gruppo.

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