i Quattro Anelli

Audi, il quarto trimestre record salva i conti 2020

La casa di Ingolstadt (gruppo Vw) che controlla Ducati e Lamborghini resiste alla crisi della pandemia con un utile operativo pari a 2,6 miliardi di euro, in calo rispetto ai 4,6 miliardi riportati nel 2019.

3' di lettura

Le berline, le wagon, le auto sportive e i suv dei Quattro Anelli piacciono e vengono acquistati nonostante la pandemia. Lo dimostrano i risultati comunicati oggi dal Ceo del Gruppo Audi Markus Duesmann e dal Cfo Arno Antlitz nella sua ultima uscita a Ingolstadt prima del passaggio a Volkswagen AG, in occasione della conferenza annuale sui risultati finanziari. Il Gruppo Audi ha infatti salvato i propri conti 2020 grazie ad un andamento record delle vendite nell'ultimo trimestre, il migliore nella storia dell'azienda, e alla crescita in Cina (+5,4%) il cui mercato si era ripreso per i Quattro Anelli già dal mese di marzo.

Miglior trimestre della storia dell’azienda

Le consegne sono state di 1.692.773 unità (nel 2019 avevano raggiunto quota 1.845.573) con un calo di circa l'8% inferiore dunque al calo di quasi il 15% nel mercato mondiale totale. Nell'ultimo trimestre sono state immatricolate 505.583 Audi, mentre nel 2019 erano state 488.471 facendo segnare il trimestre di maggior successo nella storia dell'azienda. Come è stato ribadito nella conferenza via web, questa forte impennata finale nel 2020 è anche dovuta alla gestione attiva della crisi da Coronavirus (il Ceo Duesmann ha voluto ringraziare per la collaborazione e la flessibilità gli 87mila dipendenti) e una notevole ripresa nei mercati principali.

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Flusso di cassa migliore che nel 2019

Pur se inferiori rispetto all'anno precedente, i ricavi hanno raggiunto un totale di 49,973 miliardi nel 2020. Il profitto netto prima degli articoli speciali è stato di 2,739 miliardi e un ritorno operativo sulle vendite prima degli articoli speciali è stato del 5,5% (nel 2019 8,1%). Un risultato finanziario che è stato anche influenzato positivamente dalla vendita della società Audi Electronics Venture GmbH a Volkswagen AG per 589 milioni di euro.

L’utile operativo pari a 2,6 miliardi di euro, in calo rispetto ai 4,6 miliardi riportati nel 2019. L'utile netto dopo le tasse ha raggiunto i 3,774 miliardi. Il flusso di cassa netto - è stato sottolineato nella conferenza via web - rimane un punto di forza del Gruppo Audi, con una cifra a fine 2020 di 4,6 miliardi superiore ai 3,160 del 2019.

Controllo dei costi e raddoppio delle elettriche

Un risultato raggiunto con un rigoroso controllo dei costi, con una più ampia utilizzazione delle sinergie nel Gruppo Volkswagen, oltre che con l'Audi Transformation Plan (ATP) e l'Audi.Zukunft che hanno apportato importanti contributi finanziari. Inoltre è stata contabilizzata la cessione di partecipazioni Audi in Volkswagen AG per circa 1,5 miliardi di euro. Nonostante la difficile situazione complessiva Audi ha portato avanti con determinazione la sua trasformazione in fornitore di mobilità premium sostenibile e collegata in rete, andando decisamente avanti con la sua e-roadmap. Audi ha raddoppiato il numero di modelli completamente elettrici nella sua gamma e sta anche rafforzando la sua offensiva PHEV.

Cauto ottimismo per il 2021

Fatti salvi gli sviluppi della pandemia di Coronavirus e la crisi della fornitura di semiconduttori, Audi guarda al 2021 con cauto ottimismo. Forte del successo che stanno ottenendo modelli come Q3 (+ 18,1% nel 2020 rispetto al 2019) e A6 (+11,8%) oltre che le molte novità elettriche ed elettrificate, il Gruppo Audi prevede di mantenere anche nel 2021 il forte slancio del quarto trimestre.

«Il nostro obiettivo ambizioso - ha detto Antlitz - è crescere in modo significativo rispetto all'anno precedente». Per il 2021 il Gruppo Audi prevede un netto aumento delle consegne e dei ricavi rispetto all'anno precedente, con un ritorno operativo sulle vendite compreso tra il 7 e il 9%, puntando quindi ad avvicinarsi alla sua zona strategica compresa fra il 9 e l'11%. A questo scopo - è stato ribadito - Audi come produttore premium sta dando la priorità agli investimenti relativi ai prodotti e riducendo gli investimenti fissi di 1 punto percentuale, per restare tra il 4 e il 5% dei ricavi delle vendite. Al contrario, verranno intensificati gli investimenti in prodotti e tecnologie future, salendo dall'attuale 5-6% a un 6-7% dei ricavi di vendita alla ricerca e sviluppo.

Ducati oggi in posizione più stabile di un anno fa

«Nonostante l'impatto della pandemia, la nostra controllata Ducati ha venduto l'anno scorso oltre 48.000 modelli grazie a una forte ripresa della domanda nei mesi estivi ed è stato il secondo miglior semestre di sempre per il gruppo», ha detto Duesmann. «Il gruppo Ducati - ha aggiunto - è oggi in una situazione più stabile di un anno fa». Grazie al risultato registrato nel secondo semestre, Ducati è riuscita a contenere la flessione dei ricavi su base annuale sotto il 10%.

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