Strategie

Audi, sì all’elettrico ma il diesel non è morto

di Simonluca Pini

3' di lettura

«Abbiamo bisogno della tecnologia diesel, soprattutto per i suv». Con queste parole Rupert Stadler, il ceo di Audi, mette la parola fine a scenari che annunciano la scomparsa delle motorizzazioni a gasolio.

Il numero uno del marchio dei quattro anelli, nella tavola rotonda a margine della conferenza annuale sui risultati finanziari dove è stato comunicato il fatturato 2017 con oltre 60 miliardi di euro, ha fatto con il Sole 24 Ore il punto su argomenti come i nuovi modelli in arrivo a breve e medio termine. Se per il debutto della nuova suv sportiva Q8 si dovrà aspettare l’estate, la gamma di versioni elettriche crescerà esponenzialmente nei prossimi anni a partire dal suv e-tron.

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Dopo il debutto del modello presentato ancora camuffato al Salone di Ginevra, nel 2019 arriverà la versione Sportback sempre con motore a zero emissioni e nel 2020 sarà il momento della sportiva E-Tron GT. Sul breve termine invece Stadler ha sottolineato l’arrivo nel corso del 2018 delle nuove A1, Q3 e A6, quest’ultima con tecnologia mild hybrid a 48 Volt.

Se da una parte oltre ai modelli elettrici arriveranno nuove versioni ibride, Stadler ha voluto ricordare che continuerà a puntare sulle unità a gasolio effettuando nuovi investimenti per il loro sviluppo. Secondo l’ad il ritiro dal mercato delle vetture pre Euro 5 porterà a un progressivo miglioramento della qualità dell’aria. Infatti i modelli Euro 6 sono necessari per rispettare il limiti sulle emissioni di anidride carbonica che saranno imposti ai costruttori nei prossimi anni.

Durante la tavola rotonda non poteva mancare una domanda su Tesla, considerata l’attenzione mediatica rivolta all’azienda di Elon Musk. «Rispettiamo il loro lavoro ma con poco più di 100.000 auto prodotte nel 2017 non li possiamo considerare un concorrente».

Oltre al marchio californiano, Stadler ha ribadito di non temere confronti con alcun rivale dal punto di vista delle tecnologie propulsive e di guida autonoma.

Proprio sul fronte dell’assistenza alla guida il marchio di Ingolstadt è tra i più avanzati con il livello 3, secondo la scala Sae, presente sulle nuove A8 e A7 Sportback. Peccato che l’attuale normativa non ne permetta l’utilizzo su strada, fermando così i modelli al livello 2.

Buone notizie anche dall’Italia, come ricordato dallo stesso Stadler che ha ribadito l’importanza del nostro mercato per la crescita del marchio. Lo scorso anno le vendite del brand dei quattro anelli sono aumentate entro i confini nazionali del 10%, spinte dai risultati della A3 che rimane l’Audi più venduta e dagli ottimi numeri raggiunti dal suv compatto Q2.

Passando alle alimentazioni a gas l’Italia si conferma fondamentale, con una A3 g-tron su due immatricolata dalle nostre concessionarie. Proprio l’abbondante numero di ordini, in aggiunta alla produzione limitata, ha portato alla sospensione momentanea degli ordini per non generare liste d’attesa troppo lunghe.

Restando in Italia ma passando alle due ruote, Stadler ha aperto nuovi scenari per il marchio Ducati. Nel futuro della Casa di Borgo Panigale c’è infatti un modello a basso impatto ambientale, ma i tempi non sono stati ancora decisi. «Ducati è geneticamente un brand molto sportivo e per arrivare ad una offerta che potrà essere full electric o elettrificata passerà del tempo.

Le due ruote sono la soluzione ideale per completare l’ultimo miglio della futura ecomobilità e che quindi Ducati ha una posizione precisa nella strategia green dei Quattro Anelli».

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