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Audit centralizzato sui fondi post pandemìa diretti agli enti locali cinesi

Pechino rafforza la dote canalizzata a sostegno delle province alle quali ha trasferito in quattro mesi l’equivalente di 435,5 miliardi di dollari

di Rita Fatiguso

2' di lettura

Maxi-trasferimento di fondi dal centro alla periferia. Agli enti locali cinesi nei primi quattro mesi del 2021 sono stati erogati 435.5 miliardi dollari pari a 2,8 trilioni di yuan, 1,1 in più dell’anno scorso. Finora 1 trilione è stato già impegnato per far fronte alla cura degli anziani, all’educazione, per favorire nuova occupazione e alle cure mediche di base nonchè all’accesso alla casa da parte dei soggetti più bisognosi. Queste voci hanno già assorbito il 70% del totale. I trasferimenti attraverso il canale diretto sono figli dell’emergenza Covide-19.

Il maxi-piano di sostegno all’economia locale

Il sistema utilizzato anche quest’anno è nato durante la pandemìa nel maggio del 2020 quando, in piena emergenza sanitaria, i fondi furono trasferiti in una sola settimana dal centro alla periferìa, inaugurando un nuovo metodo per la gestione della finanza pubblica. Quest’anno i trasferimenti includono anche quelli diretti a sostenere la riduzione di tasse e puntano a supportare il reddito dei cinesi attaccato dall’inflazione in crescita.

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Il canale diretto è stato inserito nel Work Report del premier Li Keqiang a marzo e impatta anche le misure di stabilizzazione decise nel frattempo per mantenere stabile l’economia.

L’importanza del meccanismo è stata ribadita dal premier anche lo scorso 21 aprile in occasione di un incontro di altro livello del Consiglio di Stato.

Il cambio di passo nella gestione dell’audit

Pechino non può permettere che il debito degli enti locali possa essere alimentato da questi nuovi fondi in una spirale senza fine.

Nè che si ripeta il problema delle misure di stimolo all’economia erogate nel 2008, in piena crisi finanziaria globale: erogate a pioggia si tradussero in molti casi in investimenti non centrati in grado di aggravare in certi casi la situazione dell’economia locale alimentando la spirale del debito.

Alcuni fondi sono stati utilizzati per ripagare debiti precedenti in scadenza, attirare investimenti o far fronte ad altri progetti legati a tutto tranne che ad alleviare gli effetti della pandemìa.

Quest’anno, quindi, il ministero delle Finanze ha deciso di accendere un faro sulla gestione di questi fondi. L’anno scorso ci sono stati anche errori nell’utilizzo delle risorse, come ha ammesso lo stesso ministero delle Finanze.

Per questa ragione l’audit sarà centralizzato e soprattutto ampliato per la supervisione dell’uso dei fondi diretti. Il ministero delle Finanze sta creando una struttura adeguata per assicurare un contro in tempo reale.

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