ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùinvestimenti

Aumenta la quota di cash nel portafoglio dei Paperoni

Nel complesso più che l’economia è la politica ad alimentare incertezza. Soprattutto con riferimento alle dinamiche poliche nazionali che vengono considerate un fattore di rischio dal 47% degli intervistati mentre il 44% ha espresso ha affermato di temere una guerra commerciale globale

di Andrea Franceschi


Chi sono i quattro «Paperoni» ottantenni che scuotono Piazza Affari

3' di lettura

Cresce l’avversione al rischio tra i Paperoni. Lo evidenzia una ricerca condotta da Ubs che ha coinvolto oltre 4.600 investitori e imprenditori facoltosi in 18 Paesi. «Il 73% degli intervistati si è detto preoccupato dalla volatilità del mercato derivante dalla guerra commerciale. Di conseguenza, il 34% ha dichiarato di aver aumentato la propria quota di liquidità, adottando quella che, fra gli intervistati, è la reazione più diffusa agli sviluppi commerciali in atto». Questo trimestre le disponibilità liquide sono aumentate di un punto percentuale e rappresentano il 27% dei portafogli degli intervistati. Si tratta, spiegano da Ubs, di «una quota molto superiore a quella solitamente raccomandata dal Chief Investment Office di UBS Global Wealth Management».

Leggi anche / Come finirà la guerra dei dazi? Tre scenari possibili sui mercati

Al netto dell’incertezza sulla volatilità dei mercati si registra, tra i super ricchi, un miglioramento nella percezione dello stato di salute dell’economia mondiale. «Il 53% degli intervistati ha espresso infatti un giudizio positivo sull'economia globale e il 61% di essi sull'economia della propria regione, con una crescita di due punti percentuali su base trimestrale per entrambi i dati». Crescono di un punto percentuale, al 56%, gli ottimisti sui titoli della propria Paese.

Leggi anche / Il timore dei mercati: l'impotenza delle banche centrali di fronte al rallentamento economico

Un moderato ottimismo accomuna anche gli imprenditori: scende di cinque punti percentuali, al 34% del campione, il numero di quelli che hanno pianificato l'assunzione di nuovi lavoratori, mentre il 44% ha ritenuto una recessione globale altamente probabile nei prossimi sei mesi.

Indice di Wall Street Standard and Poor’s 500

Nel complesso più che l’economia è la politica ad alimentare incertezza. Soprattutto con riferimento alle dinamiche poliche nazionali che vengono considerate un fattore di rischio dal 47% degli intervistati mentre il 44% ha espresso ha affermato di temere una guerra commerciale globale. «È una preoccupazione particolarmente diffusa negli Stati Uniti - fa notare Ubs - dove la politica interna è temuta dal 60% del campione mentre il commercio allarma il 44% degli intervistati».

LEGGI ANCHE /Aumenta la quota di cash nel portafoglio dei Paperoni 

«L'ottimismo degli investitori statunitensi sulla loro economia non ha subito variazioni rispetto al precedente trimestre. Si è tuttavia abbassata dal 53% al 50% la percentuale delle valutazioni positive sulle azioni statunitensi. Particolarmente cauti si sono dimostrati gli imprenditori: è scesa al 31% la percentuale di chi ha intenzione di assumere, rispetto al 46% del secondo trimestre». È anche vero tuttavia che la propensione al rischio tra gli investitori facoltosi negli Stati Uniti non ha subito un particolare deterioramento: la liquidità in portafoglio è scesa dal 22% al 21% in controtendenza rispetto al resto del mondo.

Le preoccupazioni sulla situazione politica riguardano anche gli investitori europei. Il 43% del campione ha espresso questo timore. Da Paese a Paese cambiano tuttavia i focus: «Nel Regno Unito, a preoccupare sono soprattutto la politica interna, al 51%, e la Brexit, al 49%. In Germania, prevale la paura dei bassi rendimenti, al 46%. In Italia, pesa invece il debito nazionale, al 47%».

Paolo Federici, Market Head Italy, UBS Global Wealth Management, ha così commentato lo studio: «La guerra commerciale in atto e, più in generale le tensioni geopolitiche a cui stiamo assistendo, sono occasione di riflessione per gli investitori di tutto il mondo che, come noto, non amano la volatilità dei mercati. Questa situazione li porta spesso a un approccio attendista e ad accumulare liquidità. Il loro ottimismo verso il rendimento futuro dei mercati resta comunque elevato: il 50% degli investitori HNW vede il mercato azionario in crescita nei prossimi sei mesi».

Riproduzione riservata ©
  • default onloading pic

    Andrea Franceschiredattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Mercati, finanza, bond, azioni. obbligazioni, titoli di stato, banche, borsa, politica monetaria, Bce, Fed, tassi

Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...