Startup

Aumento di capitale da 7,3 milioni per StartupItalia. I nuovi investitori

L'operazione riflette appieno la natura di partnership pubblico-privato alla base del progetto

di G.Rus.

2' di lettura

Ci sono alcuni dei principali protagonisti dell'ecosistema dell'innovazione italiano nell'aumento di capitale da 7,3 milioni di euro deliberato a fine aprile da StartupItalia, il polo nato nel 2015 (e oggi assunto allo status di Gruppo con una mezza dozzina di diverse realtà che si occupano di digitale ad ampio spettro) in cui convergono startup, giovani imprenditori, piccole e medie imprese e grandi aziende che opera da abilitatore per favorire l'incontro tra il mondo istituzionale, la community degli startupper e il mondo corporate.

I nuovi investitori

L'operazione, non a caso, riflette appieno la natura di partnership pubblico-privato alla base del progetto: il lead investor Cdp Venture Capital Sgr, il fondo di Cassa Depositi e Prestiti, che partecipa con tre milioni di euro (due milioni attraverso il Fondo Italia Venture II – Fondo Imprese Sud e un milione di euro con il Fondo Italia Venture I) mentre gli altri sottoscrittori sono Fondazione di Sardegna (con 500mila euro di investimento), P101 Sgr per conto dei fondi in gestione e Primo Ventures tramite il fondo Barcamper Ventures, che hanno investito 250mila euro ciascuno. La quota residua di 3,3 milioni di euro sarà disponibile per la sottoscrizione da parte degli attuali soci investitori fino al 30 ottobre 2021 (alla campagna di equity crowdfunding lanciata a fine 2018 su Mamacrowd parteciparono oltre duemila soggetti per una raccolta complessiva di 2,8 milioni di euro).

Loading...

Focus sulle community e i talenti del Centro Sud

Gli obiettivi dell'aumento di capitale, come si legge nella nota diffusa dalla società, guardano sostanzialmente al consolidamento e all'ampliamento del ruolo di aggregatore di StartupItalia su tutto il territorio nazionale, con il fine mirato di integrare quelle community che, soprattutto al Centro-Sud, faticano a restare connesse con l'ecosistema e pagano ancora oggi dazio in fatto di gap economico e digitale. Il piano di investimenti in nuove risorse contempla in modo particolare l'apertura di una nuova sede a Cagliari, che si aggiunge a quelle di Firenze e Milano per operare da hub tecnologico e di sviluppo per tutto il gruppo facendo leva sulle competenze e sui talenti locali (è già scattata in tal senso la ricerca di profili quali sviluppatori, ingegneri, data scientist, growth hacker e altri). L'idea di fondo, confermano i diretti interessati, è quella di costruire un network unito a livello nazionale, per poi passare all'internazionalizzazione del modello stesso. “Valorizzeremo ancora di più la nostra community lavorando allo sviluppo di un ecosistema nazionale e facendo da ponte con il Sud e le Isole”, ha ribadito in una nota il Ceo di StartupItalia, Filippo Satolli, confermando come una delle chiavi per accelerare in questa direzione sarà “la contaminazione fra il mondo delle startup e le grandi aziende del territorio, che devono puntare sull'open innovation come leva principale per affrontare il processo di trasformazione”.


Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti