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Aumento della tassa sugli extra-profitti non spaventa gli energetici

Secondo gli analisti gli impatti sulle utility sono limitati. Tuttavia, utility ed energetici a Piazza Affari si muovono in coda al listino

di Chiara Di Cristofaro

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Una notizia negativa, ma con impatti limitati. Commentano così gli analisti l'aumento della tassa sugli extra-profitti per le società energetiche dal 10% al 25%. Utility ed energetici a Piazza Affari si muovono in coda al listino, ma in ordine sparso. Eni, che secondo gli analisti dovrebbe essere quella con il maggior impatto, è poco mossa, mentre il FTSE MIB è nettamente in rialzo. «Eni a marzo, con la tassazione al 10%, aveva parlato di un impatto di poche centinaia di milioni nel caso peggiore», ricordano gli analisti di Banca Akros. Anche per gli analisti di Intesa Sanpaolo la notizia è «negativa per le società energetiche e le utility». Eni potrebbe essere una delle società «maggiormente colpite - dice Intesa Sanpaolo - anche se con un impatto sull'ebit a una cifra. Anche il settore delle rinnovabili potrebbe risentire della decisione nel breve termine, anche se un più rapido processo autorizzativo potrebbe supportare la crescita della capacità nel medio-lungo temrine».

Effetti limitati invece sulle multiutility. Terna, A2a, Italgas, Hera, Enel e Snam Rete Gas si muovono in ordine sparso. L'aumento della tassa sugli extraprofitti è una «notizia negativa per il settore utility, a esclusione dei settori regolati, anche se con impatti potenzialmente contenuti», commentano gli analisti di Equita. Le società coinvolte hanno finora dato indicazione di effetti contenuti nel periodo indicato, «nell'ordine dei 10-30 milioni che vengono quindi raddoppiati dalla nuova norma», per Equita. L'impatto, si aggiunge, non dovrebbe essere particolarmente rilevante considerando che nel periodo citato «le società non hanno realizzato extra-profitti consistenti in ragione dei contratti di vendita forward chiusi nei mesi scorsi a prezzi più contenuti e la natura una tantum del provvedimento». Equita stimava effetti nell`ordine dell 1%-2% dell`Ebitda per il settore, che vengono quindi raddoppiati con la nuova misura.

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L'innalzamento della tassazione provvisoria sulla crescita del gross margin ai fini Iva, che dal 10% diventa del 25%, si riferisce al periodo ottobre 2021-aprile 2022. La disposizione è contenuta in un pacchetto ampio che prevede agevolazioni per famiglie e aziende per controbilanciare l'aumento dei costi energetici, sono previsti anche un social bonus per le famiglie e un credito d'imposta per le imprese ad alto consumo energetico così come l'accelerazione delle procedure per le rinnovabili, per l'autorizzazione dei rigassificatori e facilitazioni anche per gli impianti a carbone.

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