ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’intervista

Auricchio (Assocamerestero): «Fare sistema è la priorità. La sfida è raccontare davvero il made in Italy»

Il presidente sottolinea come la chiave di volta della promozione delle Pmi sia far capire i valori di un prodotto italiano: qualità, creatività, territorio.

di Marta Casadei

(Imagoeconomica)

2' di lettura

«è sempre più importante fare sistema a supporto delle Pmi. Questo vale all’interno della rete delle Ccie ma anche tra i soggetti con cui collaboriamo attivamente: le ambasciate, l’Ice. Il nostro è solo un pezzettino del lavoro per l’internazionalizzazione delle imprese». Gian Domenico Auricchio è presidente dell’associazione delle camere di commercio italiane all’estero che nel luglio 2021 ha siglato una intesa con Ice e Unioncamere, nell’ambito del Patto per l’export .

Presidente Auricchio, cosa è cambiato con la pandemia?

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L’accelerazione della digitalizzazione. La stessa associazione si è trovata a dover trovare una soluzione all’impossibilità di fare eventi fisici e si è inventata gli show-cooking e le degustazioni virtuali. Ora gli eventi stanno tornando a essere organizzati in presenza, ma il digitale continuerà a essere uno strumento decisivo per raccontare il made in Italy nel mondo.

Un racconto difficile, visto il valore del mercato dell’italian sounding..

Dobbiamo farlo sempre meglio. Non si tratta di promuovere solo prodotti, ma cultura e stile di vita. Di far capire i valori di un prodotto italiano: qualità, creatività, territorio.

A quali mercati guardano le piccole e medie imprese?

Le più piccole di solito ai mercati più tradizionali come Europa, Usa e Canada, ma negli ultimi anni molte realtà hanno cominciato a interessarsi a Paesi più piccoli e dal potenziale elevato, come Vietnam e Congo.

Le aziende italiane stanno facendo i conti con l’impennata dei costi e l’instabilità geopolitica internazionale. Quali le sfide urgenti?

Ce ne sono tante. Sul fronte dei prezzi, per esempio, per ora le aziende hanno assorbito buona parte dei rincari. Questo però non deve pesare sugli investimenti in innovazione e ricerca.

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