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Australia: disoccupazione al 3,5%, è il livello più basso dal 1974

I dati sul mercato del lavoro e l’inflazione ai massimi storici aprono la strada a un rialzo dei tassi di 75 punti base nella prossima riunione della Reserve Bank of Australia in agosto

di Luca Veronese

Il premier australiano Anthony Albanese (Reuters)

3' di lettura

Il boom delle assunzioni in Australia ha superato in giugno tutte le aspettative e ha fatto scendere il tasso di disoccupazione al 3,5%, il più basso da quasi cinquanta anni. In aumento anche i posti che restano vacanti in un mercato del lavoro che sembra andare incontro a ulteriori difficoltà e con una dinamica che giustifica in pieno - assieme alla preoccupante dinamica dell’inflazione - l’attesa per ulteriori e più marcati rialzi nei tassi di interesse da parte della Reserve Bank of Australia, già a partire dal prossimo mese.

I dati dell’Australian Bureau of Statistics, diffusi giovedì 14 luglio, hanno mostrato che l’occupazione netta è aumentata di 88.400 unità a giugno rispetto a maggio, quando già si era registrato un balzo di 60.600 unità. Sono state superate, e di molto, le previsioni degli analisti che avevano indicato un aumento di 30mila occupati a giugno. Dall’inizio dell’anno il mercato del lavoro ha già aggiunto 438mila occupati.

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La disoccupazione ai minimi da quasi mezzo secolo

Il tasso di disoccupazione è sceso al 3,5% dal 3,9% (anche in questo caso ben al di sotto delle previsioni del 3,8%) toccando i livelli minimi dall’agosto del 1974. La diminuzione record si è avuta nonostante l’aumento delle persone che si sono date da fare per cercare lavoro: il tasso di partecipazione è salito infatti al 66,8 per cento.
Il tasso di disoccupazione femminile è sceso al 3,4%, il più basso dal febbraio del 1974 e il tasso del 3,6% per gli uomini è il più basso dal maggio del 1976.
Il rapporto tra occupazione e popolazione è aumentato al 64,4% mentre le ore lavorate mensili sono diminuite meno dello 0,1 per cento.

«Questi dati riflettono un mercato del lavoro sempre più rigido, con un’elevata domanda di reclutamento e mantenimento dei lavoratori, nonché una continua carenza di manodopera», ha affermato Bjorn Jarvis, responsabile delle statistiche sul lavoro presso l’Australian Bureau of Statistics. «Il numero di disoccupati, 494mila, ora quasi corrisponde - ha continuato - al numero di posti vacanti, 480mila: ciò equivale a circa un disoccupato per lavoro vacante, rispetto a un rapporto di tre disoccupati per posto vacante che avevamo prima dell’inizio della pandemia».

Verso un rialzo dei tassi di interesse più marcato

Anche sulla base dei dati del mercato del lavoro, i trader hanno iniziato a valutare un aumento del tasso di riferimento di 75 punti base per agosto da parte della Reserve Bank of Australia. Mentre il rendimento dei titoli del debito pubblico a tre anni sono saliti di ben 19 punti base al 3,06 per cento.

«Nel secondo trimestre non possiamo escludere un aumento di 75 punti base», ha affermato Catherine Birch, economista senior con sede a Melbourne presso Australia & New Zealand Banking Group, che attualmente prevede un rialzo di 50 punti base per il mese prossimo. «Sappiamo - ha aggiunto - che il governatore non lo ha escluso esplicitamente, quindi ciò si aggiunge alla probabilità che potremmo assistere a un aumento di quelle dimensioni».

L’inflazione in costante aumento

Come negli Stati Uniti e in Europa la stretta monetaria ha come obiettivo il contenimento dell’inflazione.
Il rapporto sui prezzi al consumo in Australia per il secondo trimestre uscirà il 27 luglio e gli analisti temono che l’inflazione raggiungerà il massimo dal 1990 a circa il 6,3%, con un ulteriore peggioramento prima della fine dell’anno. «Con il tasso di disoccupazione ai minimi da 48 anni, le condizioni di business ben al di sopra delle medie di lungo periodo e le restrizioni alla mobilità legate al Covid completamente allentate, l’economia sta andando incontro a limiti di capacità in molte aree», ha affermato Andrew Boak, economista di Goldman Sachs. «L’economia australiana rimane sulla strada dell’inflazione e dei tassi di interesse molto più elevati, essendo entrata nel ciclo di inasprimento con un forte slancio».

In Australia la banca centrale ha alzato progressivamente i tassi di 125 punti base fino all’1,35% e gli economisti hanno ampiamente previsto un altro aumento di 50 punti base ad agosto. «I dati si aggiungono alle previsioni per un forte aumento da parte della Reserve Bank of Australia durante la riunione di agosto. Con le pressioni inflazionistiche che rimangono elevate, crediamo che la Rba continuerà la stretta con il suo ritmo rapido», ha spiegato James McIntyre, economista di Bloomberg Economics.

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