Uci World Tour 2020

Australia, Emirati, Canada e Cina: il ciclismo è sempre più globale

La stagione ciclistica è partita a gennaio dall’Australia e terminerà a ottobre in Cina con il Gree-Tour of Guangxi

di Emanuele Cuomo


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4' di lettura

La stagione ciclistica 2020 è partita dall’Australia con i corridori delle squadre del World Tour che dal 21 al 26 gennaio hanno disputato il Santos Tour Down Under . La corsa a tappe australiana si corre dal 1999 e quest’anno ha visto gli atleti pedalare da Adelaide a Willunga Hill. La più importante manifestazione ciclistica dell’Oceania richiama sulle strade oltre 800mila spettatori. Nel 2019 l’evento ha generato un impatto economico di 70,7 milioni di dollari sull’economia dell’Australia Meridionale.

Le nuove frontiere
Anche grazie all’introduzione dell’ Uci World Tour , istituito nel 2011, il mondo delle due ruote ha aperto le porte del grande ciclismo mondiale a nuovi mercati. Per la stagione 2020 l’ultima gara inserita nel calendario del circuito mondiale è il Gree-Tour of Guangxi (in Cina dal 15 al 20 ottobre). Gli altri appuntamenti in programma fuori dal Vecchio Continente sono i 2 Grand Prix canadesi del Québec e di Montréal e l’Uae Tour. La corsa a tappe, che si svolge dal 23 al 29 febbraio 2020 negli Emirati arabi uniti (Uae), prevede un percorso di 1.177 km che si snoda nei 7 Emirati. L’unica gara WorldTour del Medio Oriente è organizzata dal Dubai Sports Council, dall'Abu Dhabi Sports Council e dallo Sharjah Sports Council, in collaborazione con Rcs Sport. L’Uae Tour è sponsorizzato da Emirates, Abu Dhabi Aviation, dalla società di investimenti Mubadala e da Nakheel (attiva nel comparto immobiliare).

Giro d’Italia e Tour de France
Rcs Sport organizza anche il Giro d’Italia che quest’anno partirà da Budapest il 9 maggio. Le prime 3 tappe della Corsa Rosa si svolgeranno in Ungheria, paese scelto per la 14esima partenza dall’estero. Alla 103esima edizione della corsa a tappe italiana prenderanno parte le 19 squadre dell’Uci World e 3 compagini (tutte italiane) assegnatarie delle wild card. Senza l’invito ufficiale presentato da parte degli organizzatori alla Androni Giocattoli-Sidermec, alla Bardiani Csf Faizanè e alla Vini Zabù Ktm, il movimento tricolore si ritroverebbe senza squadre italiane ai nastri di partenza del Giro.
Una sorta di protezionismo vige anche al Tour de France dove oltre ai 19 team del World Tour parteciperanno su invito anche le francesi B&B Hotels–Vital Concept e Team Arkéa–Samsic. Sogno maglia gialla anche per gli uomini della Total Direct Energie Team (prima squadra Uci ProTeams del 2019).
In uno scenario sempre più internazionale, considerando che anche il Tour de France 2021 partirà dall’estero (Danimarca), l'Italia rischia di perdere il suo peso nel movimento globale. A febbraio 2020 i ciclisti italiani tesserati dai team World Tour sono 55 (in leggero rialzo rispetto ai 52 del 2019, ma in calo rispetto ai 59 di fine 2018). L’ultima squadra con sede in Italia a ottenere la licenza World Tour è stata la Lampre nel 2016. Da 4 stagioni consecutive, ormai, non ci sono compagini maschili nel circuito principale.
Tra le big del ciclismo figurano: i kazaki dell’Astana Pro Team, i polacchi del Ccc Team, la Bahrain-McLaren, gli statunitensi dell’Ef Pro Cycling e dalla Trek-Segafredo, la Israel Start-Up Nation, gli australiani della Mitchelton-Scott, i sudafricani della Ntt Pro Cycling Team, l’Uae Team Emirates. La tradizione europea resiste grazie a: AG2R La Mondiale, Cofidis e Groupama-Fdj (Francia), Bora-Hansgrohe e Team Sunweb (Germania), Deceuninck-Quick-Step e Lotto Soudal (Belgio), Movistar Team (Spagna) e Team Jumbo-Visma (Olanda). La Gran Bretagna è presente con il Team Ineos, che nel 2019 ha ereditato dal Team Sky la licenza World Tour e spese annue di 34 milioni di sterline. Costi sostenibili per la Ineos, attiva nel comparto chimico, con un fatturato di 60 miliardi di dollari.

Le licenze Uci
La licenza Uci viene riconosciuta tenendo conto di 5 criteri: sportivi, etici, finanziari, amministrativi e organizzativi. Il budget medio di una squadra World Tour è di circa 15 milioni di euro. Va sottolineato che le squadre italiane della categoria ProTeam (ex Professional) quest’anno si sono ridotte da 4 a 3. La Nippo-Vini Fantini-Faizané ha chiuso i battenti per motivi economici, e gli sponsor hanno deciso di affiancare altre realtà. Il budget necessario a una squadra ProTeam per affrontare una stagione varia tra i 2,5 e i 4,5 milioni. La riforma Uci, che ha aumentato da 18 a 20 il numero di licenze World Tour assegnabili, riduce ulteriormente le possibilità per i team di seconda fascia di partecipare ai Grandi Giri (eventi che garantiscono visibilità agli sponsor ed entrate economiche).

Circuito femminile
Nel circuito femminile troviamo la Alé BTC Ljubljana. La compagine con sede nel veronese è tra le 8 squadre femminili ad aver ottenuto la licenza (quadriennale) per la partecipazione alle gare dell’Uci Women's World Tour. L’accordo di partnership tra il team del gruppo Zecchetto (Alé, Dmt, Cipollini) con la slovena Btc Plc (centri commerciali e logistica) è stato raggiunto lo scorso anno in vista dell’ottenimento della licenza.
La riforma Uci punta a rafforzare il ciclismo femminile su strada e anche dal punto di vista economico il trattamento riservato alle donne è stato regolamentato. Per il 2020 alle cicliste viene garantito uno stipendio annuo lordo di 15.000 euro, per poi salire ai 20.000 del 2021, e ai 27.500 del 2022, mentre dal 2023 la retribuzione per le donne sarà la stessa garantita agli uomini tesserati dagli Uci ProTeams.
Con l’accordo raggiunto nel 2018 tra l’Uci e le Associazioni dei ciclisti (Cpa e Aigcp) lo stipendio lordo annuo minimo da garantire a un atleta World Tour passa dai 39.068 euro (del 2019) ai 40.045 euro (del 2020), mentre per i ciclisti dei ProTeam il salario minimo passa da 31.472 euro a 32.102 euro. Ai neo-professionisti bisogna garantire tra i 26.849 e i 32.400 euro.

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