ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùTravolto dagli scandali

Austria, addio al Wunderkind: l’ex cancelliere Kurz lascia la politica a 35 anni

Sebastian Kurz lascia la politica e innesca una reazione a catena nella politica austriaca, con le dimissioni anche dell’attuale cancelliere Schallenberg

di Michele Pignatelli

Aggiornato il 2 dicembre, ore 18:00

Sebastian Kurz in conferenza stampa

3' di lettura

Da Wunderkind, bambino prodigio, a baby-pensionato della politica austriaca. È la parabola di Sebastian Kurz, ex cancelliere indagato per favoreggiamento della corruzione e appropriazione di fondi pubblici, che ha annunciato il suo addio alla politica, dimettendosi dunque anche da leader e capogruppo parlamentare del Partito popolare Övp. E innescando un effetto a catena, con Alexander Schallenberg, cancelliere da neppure due mesi, che poche ore dopo si è detto pronto alle dimissioni.

«Non sono nè Un santo né un criminale»

«Non sono né un santo né un criminale - ha dichiarato Kurz in una breve conferenza stampa -. Dimostrerò l’infondatezza delle accuse sollevate contro la mia persona, anche se dovrò aspettare anni». Quindi ha ripercorso la sua carriera, ammettendo di aver preso delle «decisioni sbagliate». «Ultimamente - ha aggiunto - la fiamma dell’entusiasmo si è però affievolita», dovendosi lui difendere da «accuse e insinuazioni» e finendo per sentirsi, insieme allo staff, «la preda di una caccia».

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La notizia era circolata già dalla prima mattinata su alcuni media austriaci, come il Kronen Zeitung, secondo il quale anche la recente nascita di un figlio avrebbe fatto «scattare qualcosa» nell’ex cancelliere 35enne. Ma è inevitabile collegarla agli ultimi sviluppi giudiziari e alle ripercussioni politiche, con il Partito popolare che ha perso ben dieci punti percentuali nei sondaggi, sorpassato, per la prima volta dal 2017, dal Partito socialista.

Attorno a Kurz e al suo “cerchio magico”, capace di dettar legge in politica e pilotare nomine di peso in aziende di Stato, la magistratura aveva puntato l’occhio già da mesi. Senza contare l’”Ibizagate”, lo scandalo che aveva travolto nel 2019 l’ex partner di coalizione Heinz Christian Strache, allora leader della destra populista dell’Fpö, da cui però Kurz era uscito polticamente indenne, riottenendo il cancelleriato alla guida di una nuova maggioranza, questa volta con i Verdi..

Lo scandalo che ha travolto l’ex cancelliere

Lo scandalo che ha fatto però precipitare le cose è emerso a ottobre, con l’ipotesi di reato dormulata dalla procura anticorruzione che il cancelliere, quando ancora era ministro degli Esteri, nel 2016, avesse commissionato e pagato con soldi pubblici alcuni sondaggi (in parte manipolati) per favorire la sua ascesa alla guida del Partito popolare. Ascesa culminata già nel 2017, a soli 31 anni, con la nomina a cancelliere.

Kurz prima ha provato a difendersi, poi ha “abdicato”, lasciando il ruolo di cancelliere a un suo stretto alleato, l’ex ministro degli Esteri Alexander Schallenberg, mantenendo però il ruolo di leader e capogruppo dell’Övp, una sorta di dominus del partito. Ora la capitolazione.

Il futuro del Partito popolare

Con Kurz, l’Austria – ma anche l’Europa - archivia un leader spregiudicato, artefice di un esperimento politico che lo ha visto prima allearsi con la destra populista anti-immigrazione (il Partito della libertà Fpö), poi con la sinistra ambientalista dei Verdi.

Quanto ai Popolari, si tratterà ora di riempire il vuoto lasciato dalla sua partenza. Il leader più accreditato per succedergli è il ministro degli Interni Karl Nehammer, che dovrebbe in prospettiva anche diventare il prossimo cancelliere, stando alla prassi della politica austriaca, che vede tradizionalmente coincidere il ruolo di leader di partito e capo del governo.

Non a caso, poche ore dopo l’addio di Kurz alla politica, Schallenberg si è detto pronto a rimettere il suo mandato non appena l’Övp sceglierà il nuovo leader. «Non è mia intenzione e non era mio obiettivo assumere la funzione di leader del partito. Sono della ferma opinione - ha detto - che i ruoli di capo del governo e di presidente del partito più forte in Austria dovrebbero essere rapidamente riuniti sotto una sola persona».

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