Turchia: violata la coesistenza

Austria, il governo chiude 7 moschee e decide l’espulsione di alcuni imam


Austria chiude sette moschee ed espelle gli imam

2' di lettura

Giro di vite in Austria contro l’Islam «illecito». Il governo di Vienna ha infatti comunicato la chiusura di 7 moschee e l'imminente espulsione di alcuni imam. Come hanno spiegato il cancelliere Sebastian Kurz e il ministro degli Interni Herbert Kickl, i capi religiosi dell'associazione Atib (Unione turco-islamica per le collaborazione culturale e sociale in Austria) sono accusati di finanziamenti illeciti dall'estero e di violazione della legge austriaca sull'islam. Inoltre una quarantina di imam dell'Atib rischia di perdere i permessi di soggiorno.

La chiusura riguarda quattro moschee a Vienna, due in Alta Austria e una in Carinzia. La chiusura avviene con decreto dell'ufficio della cancelleria competente per le questioni religiose e non è appellabile. Come ha ribadito il cancelliere Kurz (Oevp) «in Austria non c'è spazio per società parallele e radicalizzazioni». Il vice cancelliere della Fpoe Heinz-Christian Strache ha aggiunto che «non tolleriamo predicatori dell'odio che agiscono in nome della
religione».

L’associazione islamica: «Contributi servono per l’educazione religiosa»
L'associazione islamica Atib ha ammesso che gli imam dell'organizzazione presente in Austria percepiscono fondi dall'estero, ma afferma che questo dipende dal fatto che le risorse nel paese non bastano alla formazione religiosa. È quello che ha spiegato il portavoce Yasar Ersoy all'emittente tv Oe1 dopo la decisione di Vienna.
Yasar Ersoy si propone come “partner” del governo di Sebastian Kurz, e fa appello a uno “scambio”. Secondo il portavoce i finanziamenti che arrivano dalla Turchia - così vengono pagati gli stipendi delle guide religiose - sono necessari, perché in Austria non vi sarebbero adeguate possibilità di formazione: «Non lo abbiamo voluto noi, questo accade per coprire questo deficit», ha affermato.

Il governo turco: «Vienna cerca vantaggi politici»
La decisione ha comportato una immediata reazione del governo turco:  Ibrahim Kalin, portavoce di Recep Tayyp Erdogan, ha infatti detto che la chiusura delle moschee in Austria e l'espulsione degli imam «è il frutto dell'ondata anti-islamica, razzista, discriminatoria e populista», accusando il governo di Vienna di voler «trarre vantaggi politici colpendo le comunità musulmane».

«Le scelte ideologiche del governo austriaco violano i principi della legalità internazionale, le politiche di integrazione sociale, i diritti delle minoranze e l'etica della coesistenza», ha scritto Kalin. «I passi per normalizzare l'islamofobia e il razzismo vanno respinti in ogni circostanza», ha aggiunto.

Salvini: chi usa la fede per mettere in pericolo la sicurezza di un Paese va allontanato
«Credo nella libertà di culto, non nell'estremismo religioso. Chi usa la propria fede per mettere a rischio la sicurezza di un paese va allontanato». Lo scrive il ministro dell'Interno Matteo Salvini su Twitter dopo l'annuncio dell'Austria della chiusura di 7 moschee e l'espulsione di alcuni imam. «Spero già la prossima settimana - aggiunge - di incontrare il collega ministro austriaco per confrontarci su linee d'azione».

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