RINNOVI

Authority, il governo tenta le nomine. Si parte dalla Consob

di Laura Serafini


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3' di lettura

Il governo cercherà di mandare in porto la partita delle nomine che coinvolgono la Consob e l’Autorità per l’energia prima della fine della legislatura. Si tratta di un tentativo che potrebbe non andare in porto dopo la fase di esasperazione dello scontro politico seguito allo strappo del segretario Pd, Matteo Renzi, sulla nomina del nuovo governatore della Banca d’Italia. Ma nell’esecutivo e a palazzo Chigi, in particolare, sono consapevoli dell’importanza di assicurare una stabilità e nomine adeguate nelle due Autorità in questa fase.

In particolare per l’Autorità per l’energia, i cui componenti scadono in blocco, per cui, a partire dalla prossima primavera, c’è il rischio di una paralisi delle attività. L’intenzione di alcuni esponenti del governo, tra cui probabilmente il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, cui spetta la proposta della rosa dei tre nomi per il collegio dell’Authority per l’energia, è quella di affrontare prima le nomine in Consob, che vengono ritenute più complesse per le implicazioni sul tema del controlli delle banche (oggi il direttore generale Angelo Apponi verrà sentito nella commissione bicamerale di inchiesta sulle banche). E a seguire quelle per l’Autorità per l’energia, sebbene qui l’iter per l’approvazione sia più lungo e politicamente più complesso, visto che serve il via libera al parere vincolante delle commissioni parlamentari di competenza con maggioranza dei due terzi dei componenti. Nonostante ciò, i tempi tecnici per l’operazione ancora ci sono.

Sullo sfondo, qualora il tentativo non andasse in porto, l’esecutivo tiene in serbo il paracadute di una proroga (una delle ipotesi era di inserirla nella legge di stabilità), sicuramente per l’Autorità per l’energia ma forse anche per il presidente della Consob, Giuseppe Vegas (di cui va scelto il successore assieme a un commissario tuttora vacante), nonostante questa Autorità possa proseguire il suo operato in regime di vacatio, perché assumerebbe le funzioni del presidente il commissario più anziano per presenza nel collegio.

«Auspichiamo che il governo trovi il tempo e il modo per prendere una decisione prima del periodo elettorale - afferma Simone Mori, presidente di Elettricità Futura, l’associazione di settore nata dalla fusione di Assoelettrica con Assorinnovabili -. Il modello dell’Autorità per l’energia sinora ha dimostrato di funzionare bene. È un’Autorità autorevole, forte e indipendente che ha una linea tecnica nelle decisioni apprezzata dagli operatori. Oggi si pone il problema che la scadenza naturale sia sovrapposta al periodo elettorale. I tempi tecnici per proporre una rosa e perché questa vada all’esame parlamentare ci sono ancora. L’alternativa è che si definiscano con chiarezza tempi e modalità di una proroga. Lo scenario peggiore sarebbe lasciare le cose come sono, portando l’Autorità a scadenza, una scadenza perentoria perché non il collegio è prorogabile in base alla legge istitutiva, e che questa si trovi senza poteri. Si aprirebbe a quel punto un lungo periodo di incertezza forte, perché ci sono gli adeguamenti tariffari, va impostato il percorso che porterà alla fine della maggior tutela, bisognerà darà applicazione della Sen (Strategia energetica nazionale) anche dal punto di vista della regolazione».

I nomi per i potenziali candidati alle due Autorità circolano già da qualche settimana. Per l’energia (di cui vanno nominati due componenti e un presidente) si parla di Francesco Sperandini, presidente e ad del Gse, di Raffaele Tiscar (già vice segretario generale a palazzo Chigi), l’attuale ministro per la coesione territoriale Claudio De Vincenti per il ruolo di presidente. Per lo stesso ruolo è in corsa anche Federico Testa, presidente dell’Enea. Per le opposizione e in quota rosa circola il nome di Luisa Todini, già presidente di Poste e oggi azionista del fondo che opera nel fotovoltaico Green Arrow.

Candidati per la presidenza della Consob sono i due componenti attuali, Giuseppe Maria Berruti, con un profilo più giuridico, Carmine Di Noia con uno skill più focalizzato sui mercati e sul framework europeo, il capo di gabinetto del ministero dell’Economia, Roberto Garofoli, consigliere di Stato. Si è parlato anche di Mario Nava, che oggi guida la direzione Stabilità finanziaria europea della Commissione, un percorso professionale tutto costruito a Bruxelles. Difficile pensare che lascerebbe quella posizione per andare a Roma.

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