tragedia sfiorata a san donato milanese

Appicca il fuoco a bus con 51 studenti: «Le morti nel Mediterraneo colpa di Salvini e Di Maio»


Milano, il bus sfonda il posto di blocco: le urla e i bambini in fuga

3' di lettura

«Voglio farla finita, vanno fermate le morti nel Mediterraneo». È quanto avrebbe detto, secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, Ousseynou Sy, il 47enne autista di un autobus con a bordo una cinquantina di studenti. Poi gli ha dato fuoco, minacciando di uccidersi. Sul posto sono intervenute numerose ambulanze e anche l'elisoccorso. Come si vede in questo video ha forzato il posto di blocco per pochi metri, con i bambini che scappavano appena liberati dai Carabinieri, per poi dare fuoco al bus. L’uomo aveva precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale. È stato arrestato e portato in ospedale. Le Forze dell'Ordine hanno perquisito la sua abitazione.

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Il bilancio
È di dodici ragazzini e due adulti portati in ospedale il bilancio degli intossicati nel corso del sequestro. I ragazzi sono tutti in codice verde, uno degli adulti è stato trasportato in codice giallo alla clinica De Marchi. «Nessuno», spiegano dal 118, è ferito.

Il pm contesta al senegalese l’ipotesi di terrorismo
Intanto è stata contestata nei confronti di Ousseynou Sy l'aggravante della finalità del terrorismo. Lo hanno riferito in Procura a Milano dove coordina le indagini Alberto Nobili, il responsabile dell'antiterrorismo milanese, insieme al pm Luca Poniz. L'articolo 270-secies del codice penale, relativo alle condotte con finalità di terrorismo, afferma che «sono considerate con finalità di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno a un Paese o a un'organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un'organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un Paese o di un'organizzazione internazionale, nonché le altre condotte definite terroristiche o commesse con finalità di terrorismo da convenzioni o altre norme di diritto internazionale vincolanti per l'Italia».

Il Viminale valuta di togliere la cittadinanza al senegalese
«Perché una persona con simili precedenti guidava un pullman per il trasporto di ragazzini?», ha commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Intanto il Viminale è al lavoro per verificare la possibilità di togliere la cittadinanza italiana al senegalese che ha dirottato e bruciato un pullman a San Donato Milanese. «I pm - spiega il ministero - hanno parlato di ipotesi terrorismo 'perché ha creato panico'». L'eventualità di togliere la cittadinanza è contemplata dal Decreto sicurezza.

L’allarme dato da un ragazzino
È stato uno dei ragazzini a dare l'allarme e a far scattare l'intervento dei Carabinieri che ha consentito di bloccare Ousseynou Sy ed evitare una strage. Secondo quanto è stato finora ricostruito, il 47enne italiano di origini senegalesi era alla guida del bus che doveva riportare i ragazzini a scuola, dopo un'attività sportiva all'aperto. Ad un certo punto Sy avrebbe cambiato percorso e, rivolgendosi agli studenti con in mano un coltello, avrebbe detto: «Andiamo a Linate, qui non scende più nessuno».

Milano, il bus sfonda il posto di blocco: le urla e i bambini in fuga

L’intervento delle pattuglie
A quel punto uno degli studenti a bordo ha chiamato con il cellulare i genitori che, a loro volta, hanno avvisato i carabinieri. Immediatamente sono scattati una serie di posti di blocco mentre le pattuglie hanno raggiunto il mezzo. L'autista a quel punto ha forzato uno sbarramento dei carabinieri, speronando le auto, ma ha perso il controllo: il bus ha rallentato e poi è finito contro il guardrail. A quel punto Sy ha cosparso il mezzo di benzina e ha dato fuoco con un'accendino, ma i militari sono riusciti a mettere in salvo studenti e professori entrando dalla porta posteriore e rompendo i finestrini.

L’alunna: ci ha ammanettati
«Ci ha ammanettati e ci minacciava. Diceva che se ci muovevamo, versava la benzina e accendeva il fuoco. Continuava a dire che le persone in Africa muoiono e la colpa è di Di Maio e di Salvini. Poi i carabinieri ci hanno salvati».

A San Donato area di accoglienza
A San Donato Milanese, cittadina alle porte di Milano attraversata dalla paullese nel punto in cui è stato bloccato il bus, il Comune ha ospitato alcuni dei ragazzi coinvolti. Il Comune informa che sono tutti in buone condizioni di salute - nei locali della scuola Galilei dove, assistiti dagli operatori delle Forze dell'Ordine e dell'Emergenza, attendono l'arrivo dei genitori. «L'Amministrazione comunale esprime la vicinanza della comunità sandonatese alle famiglie dei ragazzi coinvolti e all'intera cittadinanza del Comune di Crema - scrive l’amministrazione in una nota -. L'Amministrazione rivolge, inoltre, un ringraziamento a tutti gli uomini e le donne delle Forze dell'Ordine e dell'Emergenza intervenuti questa mattina e ancora impegnati nel “normalizzare” la situazione».

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