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Auto, il 2022 inizia in salita: immatricolazioni giù di oltre il 30% sul 2019

Poco più di 100mila autovetture immatricolate a gennaio, meno 19,7% sul 2021 - Centro Studi Promotor: «Il calo sul 2021 potrebbe superare il 17%»

di Filomena Greco

Dondi -Nomisma-: "Mobilità, il 35% delle immatricolazioni è green”

2' di lettura

Inizia in salita il 2022 per l’auto, con un mese di gennaio che registra 107mila immatricolazioni, un numero in calo del 34,8% sul 2019 e del 19,7% sullo stesso periodo dell’anno scorso. Si aggrava dunque lo scenario sul mercato, con risultati che rischiano di essere anche peggiori di quelli dell’anno scorso. La gravità della situazione è messa bene in luce dal fatto che, se si proietta il dato di gennaio sull'intero 2022, come evidenzia il Centro Studi promotor, si ottiene un volume di immatricolazioni pari a un milione e 198mila autovetture con un calo del 17,8% sul 2021.

L’effetto-domino sull’industria

Una situazione di mercato assolutamente anomala, in cui confluiscono la crisi dei microchip e l’incremento dei prezzi di energia e materie prime, che contrasta con la crescita del Pil registrata a livello nazionale e che riporta il paese indietro di decenni. «È del tutto evidente – sottolinea Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – che, in mancanza di interventi urgenti, il settore dell'auto, che vale il 12% del Pil, potrebbe diventare una pesante palla al piede per il Pil, mettendo a rischio la prospettiva di una crescita del 3,8% del Pil prevista per quest’anno».

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In questo contesto molto difficile tutte le principali case automobilistiche segnano il passo con alcuni brand che fanno eccezione e segnano un incremento rispetto alle immatricolazioni di gennaio 2021. È il caso di Dacia, Dr, Honda, Mini e Porche. Mosche bianche in realtà che non riescono a frenare la caduta dei player più grandi come Fiat (-20,8%), Volkswagen (-29,6%), Ford (-8,6%), Peugeot (-27%), Renault (-21,5%), Toyota (-12,8).

I produttori: subito misure di sostegno

La priorità per gli operatori del settore è quella di invertire la rotta e mettere in campo misure che favoriscano la transizione ecologica attraverso il rinnovo del parco circolante e che garantiscano sostegni necessari alle imprese per la riconversione, limitando l’impatto su occupazione e lavoro. In questo quadro, in cui l'Italia risulta fanalino di coda in Europa per le politiche di incentivi green sulla mobilità, il presidente dell'Unrae Michele Crisci sottolinea l'urgenza di sostenere l'acquisto di veicoli a basse emissioni, per non bloccare il processo di elettrificazione nel paese.

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