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Auto aziendali, cambiano le tasse sui benefit (ma la stretta è soft)

La stretta sui veicoli inquinanti - valida per i contratti stipulati dal 1° luglio - sarà inasprita nel 2021. Ma non riguarderà il grosso delle flotte

di Maurizio Caprino

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La stretta sui veicoli inquinanti - valida per i contratti stipulati dal 1° luglio - sarà inasprita nel 2021. Ma non riguarderà il grosso delle flotte


2' di lettura

La stretta parte il 1° luglio, e all’inizio sarà “soft”. Solo dall’anno prossimo il trattamento del fringe benefit sulle auto aziendali sarà effettivamente inasprito, ma ciò comunque non riguarderà il grosso delle flotte. Semmai, ci sarà qualche piccolo beneficio per chi fa le scelte più “green”.

È così che, in sostanza, si possono leggere le nuove regole, introdotte dalla legge di Bilancio 2020 (la n.160/2019, articolo 1, commi 632 e 633). Si passerà da un trattamento indifferenziato per tutti a uno per fasce di emissione di CO2 (che non inquina ma causa i cambiamenti climatici). Finora si è considerato come percorso nel tempo libero il 30% dei 15mila chilometri della percorrenza media annua di un veicolo.

Quindi al lavoratore veniva attribuito come reddito in natura quel 30%, moltiplicato per il costo chilometrico Aci, mentre l’azienda poteva dedurre il 70% di uso lavorativo presunto. Dal 1° luglio il meccanismo resta così nella fascia di emissioni tra 60 e 160 g/km di CO2, che corrisponde alle utilitarie, a quasi tutte le auto medie e a vetture anche più grandi se ibride o diesel.

Penalizzati i veicoli più inquinanti

La quota tassabile al lavoratore scende al 25% solo per i modelli che emettono meno di 60 g/km, che sono quelli elettrici e gli ibridi plug-in, più sofisticati e costosi. Invece, la tassabilità sale al 40% (e al 50% dal 2021) nella fascia 160-190 g/km, che comprende soprattutto modelli non molto diffusi nelle flotte aziendali, come grandi berline specie se a benzina, suv medio-grandi e modelli di prestazioni piuttosto sportive. Oltre i 190 g/km (fascia popolata prevalentemente da grosse suv e supercar) si passa al 50% di tassabilità (60% dal 2021, quindi l’onere per il lavoratore raddoppierà rispetto alla situazione in essere fino al 30 giugno).

Tutto ciò vale solo per i «contratti stipulati» dal 1° luglio. Quindi chi ha già in uso un’auto aziendale non viene toccato: lo sarà quando ne riceverà un’altra.

I contratti inclusi nelle nuove regole

Si attende però un chiarimento su cosa s’intenda per «contratti stipulati». Più di un’azienda ha presentato interpelli all’agenzia delle Entrate. La soluzione più semplice sarebbe interpretare come contratto l’atto di assegnazione del mezzo al dipendente, che però penalizzerebbe chi si vede assegnare un veicolo usato, cioè precedentemente utilizzato da un collega. In ogni caso, la stretta è applicabile solo a veicoli immatricolati dal 2020.

È attesa a breve la pubblicazione delle nuove tabelle dei costi chilometrici Aci. Sarà la prima edizione che contiene anche le emissioni di CO2. Le novità si applicano non solo alle vetture, ma a tutti gli autoveicoli, i motocicli e i ciclomotori.

Riproduzione riservata ©
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    Maurizio Caprinovicecaposervizio

    Luogo: Milano

    Argomenti: Circolazione stradale nelle sue varie implicazioni (multe, assicurazioni, sicurezza, economia, appalti, energia)

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