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Auto, i big tedeschi rischiano maxi-multa Volkswagen convoca cda straordinario

di Riccardo Barlaam


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(REUTERS)

2' di lettura

«Das Kartell», Il cartello. Sottotitolo: «Vent’anni di accordi sottobanco». L’industria tedesca dell’auto è nella bufera dopo l’inchiesta di «Der Spiegel» che nell’ultimo numero ha rivelato che Volkswagen, e i marchi Audi e Porsche, con Bmw e Daimler (Mercedes) avrebbero avuto dal 1990 riunioni tecniche segrete per lo sviluppo e la progettazione di motori diesel e benzina, componenti come freni e trasmissioni, per selezionare i fornitori, per stabilire i prezzi. «La vicenda dieselgate non è un fallimento delle singole società - scrive il settimanale - ma è il risultato di anni di intrallazzi dell’indutria automobilistica tedesca. Audi, Bmw, Daimler, Volkswagen e Porsche hanno cooperato in segretezza, come se fossero divisioni della stessa azienda». Si parla di 60 gruppi di lavoro sulle tecnologie, con oltre 200 manager coinvolti delle tre Case. Incontri che si sarebbero svolti periodicamente da quasi vent’anni in totale segretezza. Tanto da far concludere a Der Spiegel che «l’Industria dell’auto tedesca è un vero e proprio cartello».

Da venerdì scorso, le azioni delle tre società in Borsa hanno perso circa il 5% del loro valore. Titoli sotto pressione anche ieri. Volkswagen ha ceduto l’1,38%. Bmw, che in un comunicato diffuso domenica, a mercati chiusi, ha negato intese segrete con le società rivali, ha continuato a perdere: -2,77,%. Vendite anche sul titolo Daimler che è sceso del 2,65 per cento.

Der Spiegel cita un documento di Volkswagen dei primi di luglio: Vw e Daimler, sulle corde per le inchieste avviate da due Procure tedesche, il 4 luglio hanno deciso di autosegnalarsi all’Antitrust tedesco e alla Dg Concorrenza della Ue, relativamente al capitolo dell’indagine che riguarda un presunto cartello sulle forniture di acciaio agli stabilimenti. Autodenuncia che rischia di trasformarsi in un boomerang: se il cartello dovesse essere provato, l’industria tedesca dell’auto rischia una multa pesantissima. Arndt Ellinghorst, analista di Evercore, parla di un’ammenda «di diverse centinaia di milioni di euro» o «vicina al miliardo di euro», considerando la durata del cartello.

«Prendiamo in seria considerazione le accuse. In gioco c’è la credibilità dell’intera industria dell’auto tedesca», ha detto Brigitte Zypries, ministro tedesco dell’Economia.

I sindacati dei lavoratori di Volkswagen hanno chiesto un incontro straordinario del Consiglio di sorveglianza: si svolgerà mercoledì ha stabilito il ceo Hans Dieter Poetsch. «Ci aspettiamo che il management ci dia spiegazioni . La fiducia nei vertici della società diminuisce ogni giorno di più», scrivono i lavoratori Vw. «Preoccupati e arrabbiati» per le accuse si sono detti i lavoratori di Daimler. I sindacati nelle grandi aziende tedesche hanno un ruolo attivo nella gestione e occupano metà delle sedie nei Consigli di sorveglianza.

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