ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa geografia dell’auto

Auto, i cinesi fanno sul serio: invasione in Europa di auto a ioni di litio

di Simonluca Pini

BYD.  Atto 3 è una delle tre nuove proposte per l'Europa della casa cinese (le altre due si chiamano Han e Tang) in grado di gestire l'intera supply chain delle e-car

3' di lettura

L’invasione cinese si avvicina. Nessuna allusione geopolitica ma un’anteprima di quello che succederà in Europa e in Italia a partire dal 2023. Perché se ad oggi le immatricolazioni di auto prodotte in Cina e vendute nel vecchio continente sono in netto aumento ma rimangono una nicchia dell’intero mercato, in futuro la situazione potrà cambiare radicalmente.

Il motivo di questa attesa crescita esponenziale, è legata principalmente alla scelta della Comunità Europea di dire addio ai motori a combustione interna a partire dal 2035. Questa decisione non solo ha azzerato la supremazia industriale tra costruttori europei e cinesi, in materia di motorizzazioni termiche, ma ha messo i produttori asiatici in una posizione di vantaggio in materia di mobilità alimentata a ioni di litio a partire dal reperimento di batterie e di materie prime necessarie alla produzione di auto elettriche.

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Oltre ai modelli già in vendita a marchio MG, brand di proprietà del gruppo Saic. nel 2023 l’offerta di novità del Dragone vedrà l’arrivo della Aiways U6 che si andrà ad affiancare alla U5. Il suv coupé sarà spinto da una motorizzazione da oltre 200 cavalli e potrà fare affidamento su un’autonomia di 410 km grazie alla batteria da 63 kWh. Nessuna certezza temporale sulla vendita in Italia dei modelli Han, Tang e Atto 3 prodotti da Byd, costruttore cinese capace di costruirsi in toto i modelli a partire dalle batterie per arrivare agli “introvabili” microchip. A questo si aggiunge la posizione di secondo produttore mondiale di batterie per veicoli elettrici, superando la rivale sudcoreana LG Energy. Se la data di commercializzazione non è stata ancora ufficializzata, l’attenzione al mercato europeo di parte di Byd è stata recentemente sottolineata dalla presenza al Salone dell’Auto di Parigi.

Tra i costruttori cinesi pronti a vendere in Italia non manca Chery, i cui modelli sono già presenti in Italia grazie alla partnership con DR e da sempre impegnata nell’internalizzazione della propria gamma. Infatti, per 19 anni consecutivi, è stato il costruttore cinese che ha fatto registrare i migliori risultati nell’esportazione delle proprie vetture in altri mercati arrivando a vendite cumulate di 2 milioni di vetture. Impegnata attualmente in più di 80 paesi in tutto il mondo, producendo e mettendo su strada oltre 10 milioni di veicoli, Chery arriverà in Italia tra il ’23 e il ’24 con il suv elettrico Omoda.

Ayways. Il brand di Shanghai ha lanciato il suv coupé U6 che offre 200 cavalli e oltre 400 km di autonomia. Lo stile esibisce proporzioni decisamente discutibili

Continuando con il lungo elenco di novità cinesi in arrivo in Europa spicca Great Wall pronta a commercializzare il suv Coffee 02 a marchio Wey e la compatta elettrica Ora Cat, entrambe recentemente espooste a Parigi. Dongfeng Motor, storico partner di Renault, arriverà con il marchio Voyah e il suv Free.

Passando a Xpeng, conosciuta come la Tesla cinese in virtù dello stile proposto e dell’elevata tecnologia a bordo, già vende i propri modelli già in Norvegia, Svezia e Olanda e punta ad aumentare la sua presenza in Europa grazie all’ottimo rapporto qualità prezzo. La startup cinese Nio invece ha recentemente annunciato lo sbarco in Germania, Norvegia, Svezia, Danimarca e Paesi Bassi, con una gamma composta da berline e suv con prezzi per l’alto di gamma che si avvicinano a concorrenti blasonati del calibro della Porsche.

Tra le caratteristiche dei modelli Nio la possibilità di effettuare il “battery swap”, che si traduce nel cambio della batteria in stazioni dedicate in pochi minuti invece di effettuare una ricarica tradizionale. In Cina sono oltre 1000 le aree attrezzate per la sostituzione delle batterie della Nio, mentre in Europa ne sono presenti quattro in Norvegia e una sola in Germania; cifre che sottolineano il grande lavoro necessario per rendere Nio una reale concorrente dei principali produttori europei e americani.

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