Collezionare

Auto da collezione: mercato ricco e stabile

di Giovanni Gasparini


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Ferrari 250 GTO, 1962 by Scaglietti, venduta per 48.405.000 $ da RM Sotheby's Monterey 2018

3' di lettura

Il rapporto annuale sul mercato dell'auto da collezione nel periodo 2017-18 presentato alla Fiera dell'Auto d'Epoca di Padova il 25 ottobre dagli autori Adolfo Orsi e Raffaele Gazzi riporta l'Italia e la Ferrari in cima al mercato, dopo una stagione, quella del 2016-17, di flessione, dominata da marche inglesi, Aston Martin in particolare. Le aste di agosto 2018 in America hanno confermato la buona salute del mercato di fascia alta, grazie anche ai 48,4 milioni di dollari pagati per una delle 38 rarissime Ferrari 250 GTO, prezzo già superato sul mercato privato secondo indiscrezioni, ma che rappresenta comunque il prezzo record per un'auto in asta.

Grazie a questa aggiudicazione record il valore totale delle auto storiche di Maranello vendute in asta ritorna sopra la soglia dei 300 milioni di dollari, 334,5 per l'esattezza, pari al 28% del mercato totale, 200 milioni oltre la seconda marca in classifica, la Porsche. Sale di 200mila dollari anche il valore medio per ogni lotto Ferrari, a 722mila dollari, ben oltre il valore medio del mercato di 284mila, in salita rispetto al periodo precedente ma pur sempre sotto ai valori del 2013-2016.

ANDAMENTO DEGLI SCAMBI D'ASTA

ANDAMENTO DEGLI SCAMBI D'ASTA

Complessivamente le oltre 5.600 unità messe in vendita, valore stabile sin dal 2015, hanno riportato 4.200 venduti pari al 75%, un buon risultato in linea con quello degli anni passati, per un ricavo complessivo di 1,2 miliardi di dollari, pari a circa un +10% sull'anno precedente e vicino al record del 2014-15 di 1.229 milioni. L'elevata percentuale di venduto è in parte legata all'adozione su larga scala da parte delle case d'asta di due strategie complementari: l'incremento dei lotti offerti senza riserva di prezzo e l'adozione di garanzie di prezzo minimo.

In entrambi i casi si tratta di portare in asta lotti che sono in qualche modo già venduti, o perché non vi è un prezzo minimo di scambio (assenza di riserva), oppure perché un garante si è impegnato a pagare un prezzo minimo ancor prima dell'inizio dell'asta. La pratica delle garanzie – importante per la competitività delle case d'aste nel mercato dei capolavori d'arte e oramai applicata ai lotti di stima superiore ai 10 milioni di dollari –, coinvolge ora con regolarità anche il settore delle auto.

Ben 1.600 auto offerte, pari al 29% per numero e 18% del valore totale, sono state proposte senza riserva, a dimostrazione di come il mercato di fascia bassa si sta sempre più trasformando in un territorio favorevole ai compratori. L'adozione di garanzie rende, invece, il mercato di fascia alta appannaggio esclusivo delle tre grandi case che operano sul mercato americano: RMSotheby's, Gooding&co. e Bonhams. Dal punto di vista geografico, gli Usa rimangono il mercato di riferimento per quasi i due terzi del valore, mentre Regno Unito e Francia si contendono il secondo posto con il 12% e l'11% rispettivamente, l'Italia si conferma al quarto posto grazie a 85 milioni di dollari di transazioni, pari al 7% del totale mondiale, un numero destinato a crescere man mano che si aggiungono nuovi attori alla scena, come la genovese Cambi che segue la strada di Bonhams – che propone il 27 ottobre un incanto durante la fiera di Padova – e Pandolfini con l'asta del 24 novembre durante (23-25) la seconda fiera per importanza nel paese: Milano Autoclassica.

Si spera che questi segnali incoraggianti per il mercato nazionale non vengano ridimensionati dalle recenti e bizzarre iniziative di procedura di notifica del Ministero dei Beni Culturali (caso Bolaffi), che sembra volersi interessare al settore con lo stesso deleterio approccio finora destinato all'arte, fintamente interessato alla tutela del patrimonio e realmente teso ad affermare una burocrazia sempre più soffocante per il mercato. Negli ultimi anni il mercato dell'auto da collezione si è caratterizzato per un progressivo allargamento dello zoccolo duro dei “motoristi”, accogliendo collezionisti più interessati agli aspetti storico-culturali ed estetici.

Il mercato è sempre più diversificato, giovane e aperto alla presenza femminile. La tendenza a portare in asta auto di recente produzione, le “Instant classic”, ricorda l'evoluzione del mercato dell'arte contemporanea in questo ventennio: il mercato dell'auto contemporanea (prodotte dal 2000) vale ormai il 10% del totale, a cui si aggiunge un altro 20% per le auto prodotte nel periodo 1975-1999; negli ultimi cinque anni l'età media dei veicoli proposti è salita di ben otto anni, passando dal 1959 al 1967, mentre il periodo pre-guerra (fino al 1945) vale solo il 18%. Però il periodo di riferimento del mercato di fascia alta rimane quello degli anni '50 e '60, mentre gli elementi più speculativi si rivolgono al passato recente, spesso coinvolgendo auto ancora in produzione.

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