EMERGENZA ECONOMIA E SANITARIA

«Auto in crisi epocale, serve la rottamazione per battere il coronavirus»

Abbiamo parlato con parlato della crisi in atto con Gianluca Italia, amministratore delegato Overdrive e con Roberto Pietrantonio, managing director di Mazda Motor Italia per avere un quadro della situazione.

di Mario Cianflone

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(AdobeStock)

Abbiamo parlato con parlato della crisi in atto con Gianluca Italia, amministratore delegato Overdrive e con Roberto Pietrantonio, managing director di Mazda Motor Italia per avere un quadro della situazione.


7' di lettura

A marzo, a causa del lockdown generato dal coronavirus, ha visto le immatricolazioni praticamente azzerate e aprile vedrà uno scenario ugualmente drammatico. In marzo le immatricolazioni in Italia hanno registrato un calo di quasi l'86% (appena 28.326 unità). Un livello analogo un livello paragonabile a quelli dei primi anni '60 del secolo scorso quando il processo di motorizzazione di massa nel nostro Paese stava muovendo i primi passi. Secondo Unrae, l'associazione dei costruttori stranieri, il coronavirus sta mettendo in ginocchio l'intero sistema, che si trova già ad affrontare problemi come costi fissi elevati, scarsa marginalità.

L'associazione ipotizza due possibili scenari: una chiusura totale fino a tutto maggio comporterebbe un calo del 32% (a 1,3 mln di unità nel 2020) e con un prolungamento a tutto agosto porterebbe il mercato soglia del milione di unità segnando un -46%.

Abbiamo parlato della crisi in atto con Gianluca Italia, ex capo di Fiat Emea e ora amministratore delegato della concessionaria Overdrive e con Roberto Pietrantonio, managing director di Mazda Motor Italia per avere un quadro della situazione dal punto di vista di chi è sul mercato e da quello di brand importante ma dai volumi contenuti.

Quale è la situazione attuale? Sia, e da quello del mercato dall'osservatorio di una realtà milanese?
“La situazione – afferma Gianluca Italia - è estremamente difficile per tutti, indipendentemente dal brand o dai volumi, dai generalisti a quelli più di nicchia e premium come Mazda, sono nel medesimo stato. Non c'è possibilità di vendita al netto di quelle fatte via web. Come concessionaria ci siamo strutturati per favorire la vendita online ma questo ha dei forti limiti: sicuramente il cliente può reperire tutte le info di cui ha bisogno sul web – caratteristiche di prodotto, prezzo, valutazione dell'usato, tempi di consegna – ma per finalizzare l'acquisto ha bisogno di vedere dal vivo l'auto e, ovviamente, vuole provarla, non si può prescindere da questo.
Stessa cosa per il service, stiamo creando una lunga coda di clienti che vorrebbero usufruire di servizi come riparazione o tagliandi, ma è tutto bloccato. E la situazione è più drammatica in Lombardia e nell'area milanese duramente colpita dal coronavirus.”

“A soffrire di più in questo momento - dice Roberto Pietrantonio - sono ovviamente le concessionarie che sono più esposte. Tante aziende in Italia, circa 1400 con un giro di affari che ha un peso significativo sul PIL e 120.000 persone impiegate, con un conseguente impatto economico importante. Il mercato è fermo e le concessionarie accusano una grave crisi di liquidità. Per questo, noi di Mazda Italia abbiamo cercato, insieme al nostro partner Santander, di sostenerli da subito concretamente con misure finanziarie per agire sulla dilazione dei pagamenti o anticipando delle somme da parte nostra verso di loro. L'effetto combinato delle misure consente ossigeno alle concessionarie al momento presente, ma si rendono necessarie azioni ulteriori, considerando che le concessionarie sono ferme. Mazda ha cercato, nel suo piccolo, di fornire il proprio contributo - siamo un brand con circa lo 0,7% di quota del mercato in Italia - ma abbiamo cercato di agire in brevissimo tempo per tutelare il business, con grande apprezzamento degli imprenditori nostri partner”.

Cosa accadrà dei prossimi mesi?
“La ripresa sarà molto lenta, prevediamo – dichiara Italia - fino al mese di agosto incluso - un fatturato tra il 20% e il 30% rispetto alla normalità, con la speranza che nell'ultimo trimestre le vendite ripartano. Possiamo sperare in un fatturato del 50-60% fino alla fine dell'anno se lo stato interverrà con misure di supporto come la rottamazione”.

“Stiamo osservando con attenzione ciò che sta accadendo in Cina e le dinamiche che si sono verificate con i primi segnali di ripresa – avverte Pietrantonio - . Ovviamente il contesto economico è totalmente diverso ma sicuramente il comportamento di acquisto dei clienti può essere indicativo. C'è una maggiore attenzione al mezzo privato dovuta alla distanza sociale a cui siamo e saremo costretti a lungo e c'è un forte interesse verso le vendite online. È proprio sulle vendite online che ci stiamo concentrando in questo momento insieme alla rete dei concessionari per mettere la multicanalità a disposizione dei clienti. Infine, il contesto economico è fondamentale e l'auspicio è che ci sia la dovuta attenzione da parte del Governo italiano e delle istituzioni europee con le giuste misure per fare ripartire il mercato e dare fiducia ai consumatori. Su questo ultimo punto auspichiamo misure veramente importanti considerando il peso molto rilevante del settore sul PIL”.
“C'è – continua Italia - un'analisi molto interessante del Cerved che stima l'impatto del coronavirus fornendo due scenari: uno più ottimistico, che prevede una perdita del 25% per il settore auto; l'altro, più pessimistico ma forse più reale, che stima una perdita del 55% ma, molto probabilmente, sarà anche più alta di questa, con la Lombardia come la regione più penalizzata in assoluto.

Quanto ossigeno hanno ancora i concessionari? E le case?
“Dipende molto dal concessionario e dal patrimonio netto – dichiara Italia. Un concessionario di medie dimensioni credo riesca a resistere tre mesi ma poi, per poter ripartire, ha bisogno di misure a capital incentive, ovvero di supporto alla liquidità”. “Certamente – sostiene Pietrantonio - anche le case subiscono importanti ripercussioni, dovendo riadeguare i volumi produttivi alla domanda calata drasticamente, con tutte le conseguenze del caso. La diffusione mondiale del virus non aiuta poi a compensare volumi e profitti su differenti aree geografiche, quindi si prospetta un anno molto doloroso per l'intero settore”.

Quali sono strategie per la ripresa?

Secondo Pietrantonio servirebbe “una ricetta molto ampia, con iniezione robusta di risorse per dare fiducia e serenità ai consumatori, gran parte dei quali sono a loro volta colpiti dalla crisi economica. Idee da parte dei Costruttori ce ne sono tante e più volte sono state poste all'attenzione del Governo, come ad esempio il supporto ai privati – canale di acquisto già in sofferenza a gennaio e febbraio – tramite estensione dell'eco-bonus a fasce emissive più ampie e quello alle aziende tramite allineamento alle logiche fiscali applicate quasi in tutta la UE tranne che in Italia”.

“Ritengo – afferma Italia - ci siano due strategie per la ripresa. Innanzitutto una che definisco di “pronto soccorso” sui costi fissi. Ovvero il supporto alla liquidità prima menzionato ed estendere a tutti i concessionari l'accesso ai finanziamenti a tasso zero che l'ultimo decreto governativo ha definito. Non è realistica la distinzione tra piccole e medie imprese e grandi imprese. Siamo aziende con elevato fatturato ma anche con margini molto bassi, in media dell'1-1,5 e dovremmo per questo essere inclusi nella misura e non essere considerati in base al fatturato.
L'altra area importante sulla quale agire è il costo del personale. Oltre alla cassa integrazione che è sicuramente una misura apprezzabile, è necessario il supporto anche relativamente al pagamento dei contributi dei dipendenti, perché la ripresa sarà molto lenta e graduale”.
Infine, il supporto per gli affitti: il credito di imposta al 60% deliberato per la categoria dei piccoli negozianti sarebbe fondamentale per noi concessionari, perché è sui locali e sulle manutenzioni che sosteniamo i costi più elevati, spazi enormi che allo stato attuale non producono reddito. Per la ripartenza vera, infine, la misura è la rottamazione statale”.
Secondo Pietrantonio servirebbe “una ricetta molto ampia, con iniezione robusta di risorse per dare fiducia e serenità ai consumatori, gran parte dei quali sono a loro volta colpiti dalla crisi economica. Idee da parte dei Costruttori ce ne sono tante e più volte sono state poste all'attenzione del Governo, come ad esempio il supporto ai privati – canale di acquisto già in sofferenza a gennaio e febbraio – tramite estensione dell'eco-bonus a fasce emissive più ampie e quello alle aziende tramite allineamento alle logiche fiscali applicate quasi in tutta la UE tranne che in Italia”.

Serve dunwue una rottamazione?

Da più parti, dunque nel settore automotive si chiede verso un meccanismo di sostegno alle vendite. I due manager ritengono che il ricorso alla rottamazione potrebbe essere una soluzione che stimoli in maniera importante i consumatori, ma è necessario che sia aperta, ovvero che non includa solo le vetture elettriche o ibride, ma anche i benzina e i diesel di ultima generazione, perché in questo momento storico dobbiamo parlare a tutti e non solo a una ristretta nicchia di clienti. In ogni caso Mazda sosterrà le posizioni dell'associazione di cui fa parte, l'UNRAE.
4.È il caso di continuare a spingere, in Italia e tanto più in Europa, sulla riduzione della CO2? Cosa pensate di una eventuale moratoria sulle emissioni UE?

“Credo – dichiara Italia - sia indispensabile una moratoria di almeno un anno, per permettere alle Case di utilizzare le proprie risorse in azioni di supporto ai concessionari con attività di comunicazione e promozione per stimolare la domanda. Per Pietrantonio invece “È importante che vengano riconsiderate le priorità del settore auto in questo momento e sicuramente la situazione attuale lo mette fortemente in crisi e ne mina la sopravvivenza. Abbiamo bisogno di scelte coraggiose e una moratoria da parte della UE darebbe respiro alle Case e permetterebbe loro di investire le risorse per tutelare il business compromesso, senza necessariamente pregiudicare il percorso virtuoso che le tematiche ambientali seriamente pongono”


Quando e se ci sarà la ripresa, quale sarà la geografia del mercato post coronavirus? Su quali segmenti si concentrerà? Vedremo una discesa del segmento premium e un downsizing verso i segmenti B e A?

“La ripresa sarà molto probabilmente – dice Italia nell'ultimo trimestre dell'anno se stimolata da incentivi statali nel periodo giugno-dicembre. Non credo ne risentirà il segmento premium che sicuramente vedrà un rallentamento ma riprenderà a meno che le aziende non si orienteranno verso vetture di segmento più basso per la propria flotta. La vera difficoltà sarà per i generalisti, visto che come per tutte le crisi, le fasce della popolazione che ne risentono e soffrono di più sono da sempre quelle a reddito più basso.

“La situazione è molto fluida – sostiene Pietrantonio -. Ed è difficile fare proiezioni allo stato attuale. Molto dipenderà dalle misure governative, in particolare dagli incentivi alle auto. La proposta dell'UNRAE al Governo sembra rivolgersi verso vetture con fasce di emissioni basse e, quindi, potrebbe favorire i segmenti piccoli. Tuttavia, sarebbe necessario un intervento su tutti i segmenti per permettere all'intero settore di ripartire”.

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