immatricolazioni

Auto, crollo dell’85,4% sul mercato italiano per colpa del Covid-19

Vendute 28.326 autovetture nel mese, con un terzo dei volumi perso dall’inizio dell’anno

di Filomena Greco

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Vendute 28.326 autovetture nel mese, con un terzo dei volumi perso dall’inizio dell’anno


2' di lettura

Un vero e proprio tracollo quello del mercato auto italiano nel mese di marzo, con le immatricolazioni calate dell’85,4% a quota 28.326 unità come rivelano i dati del ministero dei Trasporti. Un risultato atteso, visti i blocchi alle attività produttive e alla circolazione imposti per fronteggiare l’allarme sanitario, ma non per questo meno grave. Che accomuna l’Italia alla maggioranza dei paesi europei coinvolti dall’epidemia di Coronavirus.

La Francia, ad esempio, ha registrato un crollo del 72% nelle vendite come riferito dall’associazione dei produttori di auto CCFA, una situazione che rischia di estendersi all’intero primo semestre dell’anno, condizionando pesantemente l’andamento dell’intero 2020. Difficile fare previsioni, servirebbe sapere quando l’emergenza sanitaria sarà in via di risoluzione e quando saranno superati gli attuali limiti imposti alla mobilità e alle attività produttive.

Per il Centro Studi Promotor, il risultato di marzo rappresenta «un livello paragonabile a quelli dei primi anni ’60 del secolo scorso, quando il processo di motorizzazione di massa nel nostro Paese stava muovendo i primi passi». E dall’inchiesta congiunturale condotta sui concessionari, aggiunge Gian Primo Quagliano, «emerge un quadro assolutamente allarmante, con la quasi totalità degli interpellati che denuncia la caduta verticale nell’acquisizione degli ordini».

Da inizio anno il calo delle immatricolazioni, con il crollo di marzo, ha raggiunto il 35% rispetto al primo trimestre del 2019. In prospettiva il mese di aprile potrebbe riproporre un calo dei volumi molto simile a quello registrato a marzo, condizionando ancora di più l’andamento dell’intero periodo. A determinare però la ripresa del mercato sarà, come sottolineano gli operatori, non soltanto la durata delle misure di lock down ma anche gli interventi che saranno messi in campo per riavviare il sistema.

Secondo Quagliano è indispensabile mettere a punto strumenti per rilanciare la domanda non appena l’emergenza finirà, con un meccanismo di incentivi della domanda che superi il sistema bonus-malus e sia in grado di favorire non solo l’acquisto di auto verdi, ma anche di auto ad alimentazione tradizionale di ultima generazione. La rottamazione, sul modello di quanto fatto nel 1997, servirebbe a svecchiare il parco auto e sostenere un comparto che rischia di pagare un prezzo molto alto.

In un frangente di mercato così drammatico, Fca registra circa 4.700 immatricolazioni nel mese, un decimo di quelle realizzate a marzo del 2019. Calo verticale per tutti i principali brand, con Volkswagen che perde l’86,8% dei volumi, in linea con i risultati di Renault e Peugeout. Con una sola eccezione rappresentata da Tesla, che vende nel mese 424 autovetture contro le 269 di un anno fa.

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