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Auto, edilizia e ricerca nel piano Mise per l’industria italiana

Riunione al Mise tra Stefano Patuanelli e i capigruppo della maggioranza su un piano per l’industria italiana di orizzonte decennale

di Carmine Fotina

Il digitale come driver di sviluppo

Riunione al Mise tra Stefano Patuanelli e i capigruppo della maggioranza su un piano per l’industria italiana di orizzonte decennale


4' di lettura

Dopo un primo incontro di preparazione che si è già svolto nelle scorse settimane, il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha coordinato una riunione con alcuni dei capigruppo della maggioranza in Parlamento (Davide Crippa di M5S, Maria Elena Boschi e Annamaria Parente di Italia Viva, Stefano Fassina di Leu) per iniziare il lavoro su un documento per un “Piano industriale Italia” decennale che potrebbe avere un primo approdo concreto con la prossima legge di bilancio e dovrebbe poi dispiegarsi nel prosieguo della legislatura. Per il Pd erano presenti i sottosegretari al Mise Gian Paolo Manzella e Alessia Morani. La difficoltà ora sarà trasformare questi incontri in idee concrete e misure valide, slogan a parte.

I settori di lavoro in vista del documento
Automotive, edilizia (su entrambi i settori ci sono già dei tavoli aperti al ministero), ricerca e trasferimento tecnologico i primi temi concreti citati da Patuanelli. Si va verso la trasformazione dell’agenzia Enea in una vera e propria Agenzia per il trasferimento tecnologico e si studia una semplificazione del sistema degli incentivi del ministero dello Sviluppo, con una specifica attenzione a quelli per le crisi di impresa. «L’obiettivo - secondo Patuanelli - è arrivare a un Piano industriale organico che vada oltre il 4.0, una visione da qui ai prossimi 10 anni che coinvolga ogni componente dell’eccellenza imprenditoriale italiana e che investa sulle tecnologie di frontiera». Il ministro cita come aree di riflessione anche il «green new deal» - per ottenere «lo scorporo degli investimenti green dal calcolo del deficit degli Stati» - e la necessità di rivedere le regole sugli aiuti di Stato a livello Ue. «Cosa ancora più importante - dice - è riequilibrare le fiscalità all’interno della Ue. Ancora oggi esistono paradisi fiscali a norma di legge con cui ci si fa concorrenza sleale tra Stati membri. Chi ne fa le spese è la nostra impresa, specialmente la media e piccola di cui l’Italia è ricca, che spesso si ritrova schiacciata dal peso di multinazionali con fiscalità agevolata».
Il sottosegretario Manzella elenca le idee esposte al tavolo: «Ho portato all’incontro temi come la definizione di nuovi strumenti per fronteggiare le crisi d’impresa; la neecssità di rivedere il sistema di istruzione e di orientamento per avvicinarlo alle esigenze presenti e future delle imprese; una nuova politica per l’attrazione di investienti e per aiutare il resghoring delle imprese che hanno delocalizzato. Nei prossimi giorni formalizzerà le proposte per dare nuovo slancio al piano Industria 4.0 e per costituire il comitato per la produttività».

Patuanelli cerca una via d’uscita dalle crisi
Un’iniziativa che per molti versi sembra rispondere alla necessità per Patuanelli, e in un certo modo anche per i suoi sottosegretari al ministero ancora privi di deleghe, di uscire dall’angolo in cui li hanno confinati le grandi crisi industriali. Si può dire che fin dall’inizio del suo mandato Patuanelli sia stato sovrastato dalla gestione delle crisi aziendali, ex Ilva e Alitalia innanzitutto ma anche Whirlpool, ex Embraco, Blutec solo per citare alcuni esempi. Di qui la necessità di provare a costruire una narrativa diversa, sganciandosi per quanto possibile anche mediaticamente dalla visione di un ministro travolto dalle emergenze industriali e occupazionali. E delineando per converso un’idea “costruens” dello sviluppo economico del paese.

I provvedimenti che sono invece già allo studio
Il Piano ha un orizzonte di lungo termine. Ben più ravvicinati, invece, dovrebbero essere alcuni provvedimenti allo studio del governo e della maggioranza per i prossimi mesi. La tabella di marcia dei prossimi interventi per la crescita prevederebbe al momento nell’ordine un decreto legge per la semplificazione (si parla già di febbraio), un Ddl per l’innovazione e l’attrazione di investimenti (tra febbraio e marzo), un nuovo decreto crescita (maggio). Tra febbraio e marzo dovrebbe arrivare il pacchetto di interventi specifici per il Mezzogiorno più volte annunciato e rinviato.

L’eco delle crisi
Anche nella giornata dell’incontro sulle prospettive future dell’industria italiana, però, ha avuto ampio spazio il dossier delle crisi. Al Mise si è svolto l’ennesimo tavolo sull’ex Embraco, dal quale è emerso che è in corso l’affidamento di un mandato ad un advisor internazionale per verificare la presenza di nuovi possibili investitori per lo stabilimento di Riva di Chieri.
Su un’altra difficile questione - il rilancio di Piombino - si è svolto al Mise un incontro tra la sottosegretaria Alessia Morani e le rappresentanze sindacali Fim, Fiom, Uilm. Morani ha annunciato che convocherà nei prossimi giorni Piero Nardi, commissario straordinario dell’acciaieria Jsw Steel di Piombino (ex Aferpi) per fare il punto sulla reindustrializzazione dell’area. La sottosegretaria del Pd assicura l’impegno a seguire direttamente la crisi di Piombino, favorendo un incontro tra il ministro Patuanelli e i sindacati per rialimentare un dialogo che in molti sul territorio, negli ultimi mesi, hanno giudicato insufficiente. In queste settimane è previsto anche un incontro tra lo stesso Patuanelli e la proprietà indiana.

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    Carmine FotinaVicecaposervizio

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: inglese, spagnolo

    Argomenti: Politica industriale, commercio estero, innovazione digitale, tlc

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