Rivoluzione Bev

Auto elettrica, Italia fanalino di coda a livello mondiale

Secondo l'EY Electric Vehicle Country Readiness Index che classifica i 10 principali mercati automobilistici nell'ambito della mobilità elettrica a livello globale, l'Italia fa meglio solo dell'India

di Simonluca Pini

3' di lettura

L'Italia continua ad essere in fondo alle classifiche legate alla mobilità elettrica, come sottolineato nel nuovo EY Electric Vehicle Country Readiness Index. La classifica, con i dieci principali mercati automobilistici nell'ambito della mobilità elettrica a livello globale, vede tre nazioni leader nella svolta elettrica: Cina, Svezia e Germania. A seguire Regno Unito, Corea del Sud, Stati Uniti, Giappone e Canada. Penultima posizione per l'Italia, davanti solo all'India. L'Indice EY, che rappresenta il 75% del mercato globale veicoli leggeri, mette l'accento su tre principali indicatori di analisi, ovvero offerta, domanda e alla regolamentazione in vigore nei Paesi presi in esame, con l'obiettivo di fornire una panoramica esaustiva per ogni nazione circa l'effettiva maturità e preparazione rispetto alla mobilità elettrica e sostenibile.

Il sorpasso nel 2033 dell'auto elettrica

Secondo le stime previsionali, le vendite di veicoli elettrici in Cina, Europa e Stati Uniti entro il 2033 dovrebbero superare le vendite di tutti gli altri propulsori. Analizzando i fattori abilitanti per la crescita dei veicoli elettrici e il conseguente sviluppo sul mercato, l'EY Electric Vehicle Country Readiness Index indica come il trend mondiale si stia orientando sempre di più verso un'economia de-carbonizzata nel settore automotive ed energetico. Dai risultati emergono alcuni fattori chiave nelle nazioni più virtuose (Cina, Svezia e Germania) dell'e-mobility: in primo luogo, il significativo impegno pubblico/privato nella predisposizione di un ecosistema produttivo e di una supply-chain il più possibile integrata e nazionale sono la base per un vantaggio competitivo e di costo; inoltre la maggiore propensione nei consumatori verso un veicolo elettrico bev/phev; infine lo stimolo governativo combinato ad azioni regolatorie e ad incentivi oltre ad iniziative di supporto alle imprese sono fondamentali per l'ecosistema mobilità. Naturalmente la prima posizione della Cina è legata alla mobilità elettrica, e non certo ad una attenzione all'ambiente a partire dalla dipendenza per il 60% dal carbone per alimentare le proprie centrali elettriche.

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Italia in coda alla classifica

Il ranking italiano, al 9° posto nell'Indice EY, mostra come alcuni fattori non sono ancora maturi, rispetto a ciò che accade nei Paesi ad oggi trainanti, dove è presente una filiera industriale già in stadio avanzato di conversione all'elettrico, che accompagna questo mercato in crescita con infrastrutture adeguate. A giocare un ruolo fondamentale sarà l'obiettivo proposto (e non ancora confermato) sull'eliminazione graduale di veicoli con motore a combustione interna previsto entro il 2040. L’Italia, importatore di energia elettrica con un deficit di fornitura del -6,9%, deve affrontare la sfida della minore affidabilità della rete e di utility e puntare all'espansione delle infrastrutture di ricarica. Se si pensa che nel 2020 il rapporto tra caricabatterie e veicoli elettrici era di 0,13 in Italia, alla pari con la media globale di 0,1, si capisce come i caricatori veloci pubblici installati sono una percentuale esigua del totale, rappresentandone solo il 3,3%.

Crescono le auto elettriche e phev ma restano una nicchia

I sondaggi sulle auto elettriche possono avere diverse interpretazioni. Se da una parte incrementi con percentuali bulgare sono un indicatore della maggiore attenzione legata ai veicoli privi di motore termico, grazie anche ai maxi incentivi governativi, dall'altra è importante quantificare i reali volumi di vendita. Un esempio? Il 232% di crescita del mercato elettrico ed ibrido plug-in in Italia nel 2020, contro la diminuzione del 28% dell'intero mercato. Partendo dal presupposto che il dato si riferisce al combinato tra elettriche pure e ibride plug-in (ovvero auto termiche a cui è stato aggiunto un motore elettrico – con percorrenze medie di circa 50 km a zero emissioni) i numeri delle Bev rimangono una nicchia del mercato come dimostrano le 31.433 immatricolazioni in dodici mesi.

Rispetto alla mobilità sostenibile, Il 54% del campione intervistato, (1.006 cittadini italiani maggiorenni) in procinto di cambiare auto entro i prossimi tre anni, si orienterebbe verso modelli ad alimentazione ibrida (43%) o elettrica (11%). Il 20% del campione mostra apertura verso nuove formule di possesso (ad esempio Noleggio a Lungo Termine) e nuove modalità di acquisto proposte dalle case automobilistiche.

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