Survey Continental

Auto elettrica, agli italiani piace ma i costi eccessivi frenano gli acquisti

Oltre un italiano su due sarebbe interessato ad acquistare un'auto elettrica ma a frenare sono i costi ancora troppo alti e la mancanza di incentivi certi.

di Giulia Paganoni

(mauritius images / AGF)

5' di lettura

Dal 2035 l'Europa dirà addio alle auto endotermiche per far posto a quelle elettriche con la messa al bando dei motori diesel e benzina. L'obiettivo primario dichiarato dell'Unione Europea di ridurre le emissioni di CO2 almeno del 55% è ormai alle porte: la strada dell'elettrico sembra già tracciata. Ma la domanda è: gli italiani sono pronti al cambiamento e sufficientemente informati?

La ricerca Continental
Il terzo Osservatorio Mobilità e Sicurezza organizzato da Continental Italia mette in luce percezioni, informazioni, giudizi e aspettative del popolo italiano riguardo la mobilità elettrica. L'Osservatorio fa una panoramica di un'Italia interessata e incuriosita dalla svolta elettrica ma non ancora pronta ad affidarsi completamente a questa nuova frontiera. I dati emersi raccontano come i più favorevoli alla transizione siano i giovani, mentre le generazioni più adulte, che però hanno il maggiore potere d'acquisto, siano le più ostili al cambiamento. L'esperienza al volante fondamentale per comprendere il prodotto Ad oggi solo un italiano su otto ha provato a guidare una Bev (Battery Electric Vehicle) a fronte di diversi segmenti di mercato potenziali quali ad esempio coloro che vivono in provincia, in una casa autonoma con spazio per una colonnina e percorrono meno di 150 chilometri al giorno, pari circa al 71% degli intervistati. In questo processo di transizione se le case automobilistiche, i noleggiatori, le reti concessionarie e i fornitori di energia elettrica lavoreranno in sinergia per fornire ad esempio canoni anziché listini, comprensivi di wall box a condizioni interessanti e comprensivi di auto tradizionali per i viaggi lunghi o per il weekend, si potrebbero fare dei grandi passi in avanti verso gli obiettivi prefissati dall'Europa.

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Interesse e informazione
Gli italiani sembrano essere abbastanza interessati; infatti, su una base campionaria, composta da 3.000 unità (all'interno di ogni area geografica sono state rispettate le relative proporzioni demografiche presentate dall'Istat) dei cittadini con un'età compresa tra i 18 e i 75 anni, il 76,8% degli italiani si dichiara interessato a partecipare al processo di transizione, ma al momento non è intenzionato ad aprire il portafoglio per comprare un'auto elettrica.La propensione all'acquisto dei consumatori risulta dunque essere bloccata da ragioni economiche, infrastrutturali e di prodotto che, al momento, sembrano essere barriere difficili da superare. Oltre ad essere interessati, gli italiani sono anche informati: tre consumatori su quattro (74,7% degli intervistati) identificano correttamente le proposte BEV e ibride presenti sul mercato; tuttavia, quando si parla di un veicolo ibrido plug-in, la percentuale degli informati scende al 47%. I più preparati restano coloro che hanno provato a guidare l'auto elettrica e sono disposti ad acquistarne una.

Chi sono i più interessati al cambiamento
Due italiani su tre, ovvero il 66,1% degli intervistati, si dichiarano potenzialmente interessati all'acquisto di un'auto elettrica (il 55,5%) oppure affermano di essersi informati o addirittura di possederne già una (il 10,6%). Molto dipenderà quindi da come si muoveranno i protagonisti dell'ecosistema della mobilità che hanno davanti a sé la grande opportunità di modificare l'approccio delle persone avvicinandole all'elettrico. I più interessati risultano essere uomini di età compresa tra i 27 e i 41 anni che vivono al sud i in zone di Provincia, hanno un garage dove poter installare una wall box e posseggono un'auto di proprietà alimentata a benzina con la quale percorrono tra gli 11 e i 50 chilometri al giorno.

Come reagisce il mercato
Esiste un gap tra Italia ed Europa nel mercato della domanda di Bev. Nel nostro Paese le vendite totali di auto elettriche nel 2020 sono state il 4% rispetto al 10% dell'Unione Europea, per un totale del parco circolante elettrico al 0,25% rispetto al 1,07% europeo. I dealer italiani sono al momento poco reattivi a spingere l'elettrico, nonostante ci siano sempre più modelli Bev sul mercato (+89% vs. H1'20) e i piani produttivi Oem (original equipment manufacturer) indichino un'espansione nei segmenti dove oggi l'elettrico è meno presente. La rete vendita è sicuramente indietro a causa della limitata conoscenza e del gap generazionale, i risultati migliori infatti arrivano dai venditori più giovani. Il concessionario è chiamato quindi a reinventarsi, trasformandosi da puro venditore a consulente di mobilità.

Il problema costi e infrastruttura
Il fattore economico risulta essere il primo punto debole delle Bev: il 62,8% dei consumatori afferma di non avere un budget adeguato ad acquistarne una. E la leva delle agevolazioni sembra convincere, infatti, solo il 30% degli intervistati, nello specifico la generazione Z e coloro che vivono in una città di provincia. Gli italiani percepiscono i costi di manutenzione delle BEV superiori rispetto a quelli delle automobili con motore endotermico; per contro, è curioso come la gestione delle elettriche sia ritenuta più economica delle auto tradizionali. In seconda posizione, troviamo il problema dell'autonomia limitata delle batterie (dichiarata dal 38,7% del campione), seguito dalla scarsa diffusione. In Italia gli incentivi sono tra i più alti d'Europa. Tuttavia, quello che penalizza è l'incertezza sulla loro durata e la distribuzione non omogenea sul territorio, cause che influiscono negativamente sul processo di acquisto del consumatore che ritiene la Bev meno conveniente rispetto alle auto a benzina e diesel. L'Industry automotive sostiene, al contrario, che il costo elevato di una BEV rispetto a un'auto termica sia bilanciato dagli incentivi all'acquisto e dai minori costi di gestione dell'auto elettrica. In seconda posizione, dopo il costo, nella classifica dei punti di debolezza dell'elettrico, troviamo il problema dell'autonomia limitata delle batterie (dichiarata dal 38,7% del campione), seguito dalla scarsa diffusione delle colonnine di ricarica (dichiarata dal 37,4% degli intervistati) due temi importanti e strettamente connessi.

Cosa convincere dell'elettrico
La mobilità elettrica viene vissuta da quasi il 60% dei consumatori come la soluzione tecnologica in grado di risolvere i problemi dell'inquinamento ambientale, ma non quello di mobilità almeno per i prossimi 5 anni. Quello ambientale rimane comunque il principale punto di forza dell'elettrico, riconosciuto dal 43,8% degli italiani, per contro il 28% degli intervistati si dice preoccupato d'inquinamento provocato dallo smaltimento delle batterie esauste. In seconda posizione troviamo il comfort e la silenziosità (27,3%) mentre sul gradino più basso del podio la libertà di spostamento nelle città e l'accessibilità alle aree a traffico limitato (25,4%). Curiosamente non vengono rilevate le prestazioni del motore elettrico.

Come sarà il futuro?
Oltre 1 italiano su 2 (il 53,9%) ritiene che per avere tutti i veicoli di nuova immatricolazione elettrici bisognerà attendere oltre 10 anni, più fiducioso il 17,3% del campione che abbassa il periodo d'attesa da 6 a 10 anni, mentre non mancano i pessimisti (il 16,3%) certi che il cambiamento non accadrà mai. Il 16,5% dei consumatori pensa che tra 10 anni il parco macchine delle città sarà ancora popolato da automobili con motore endotermico; il 37,1% dei cittadini punta su ibrido e plug-in. Infine, sono ottimisti e propensi alla completa transizione solo il 16,4% degli intervistati, sicuri che le auto elettriche conquisteranno le città.

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