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Auto elettriche a caccia di colonnine. «Solo l’8% dei siti a ricarica veloce»

Rilevazioni Motus-E: i punti di ricarica salgono a a quota 30.704 (+32,7%) ma l’11,5% è inutilizzabile e solo l’8% è alimentato in corrente continua

di Simonluca Pini

Mobilità elettrica, arriva l’hub di ricarica di Repower

3' di lettura

L'auto elettrica è pronta a sostituire le vetture tradizionali, almeno secondo gli obiettivi dell'Unione europea e di molte amministrazioni pubbliche. Oltre ad aver fissato lo stop all'immatricolazione di auto benzina e diesel dal 2035, sempre più città puntano ad avere una mobilità composta esclusivamente da veicoli privi di cilindri e pistoni sotto il cofano.
Come spesso accade però la realtà è diametralmente opposta agli annunci, come dimostrato dalle tante difficoltà legate alla ricarica, vero collo di bottiglia del passaggio da termico a elettrico.

Il ritardo dell’Italia

Se da una parte i punti dove collegare l'auto sono in crescita, dall'altra l'Italia continua ad essere nelle retrovie sul fronte dei Paesi europei adatti all'utilizzo di vetture a ioni di litio. Complessivamente i punti di ricarica sono in crescita, ma resta bassa la potenza erogata. Sud e Isole offrono poi pochi punti e viaggiare in autostrada richiede una pianificazione ben precisa e diverse uscite dal casello per poter rifornire le batterie.

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Le caratteristiche tecniche

Prima di entrare nel dettaglio delle “colonnine” in Italia, è importante ricordare significati e differenze. Si definisce «punto di ricarica o di rifornimento accessibile al pubblico» un punto in grado di garantire, nella Ue, un accesso non discriminatorio a tutti gli utenti. Può essere di potenza standard, che consente cioè il trasferimento di elettricit̀à a un veicolo elettrico a una potenza pari o inferiore a 22 kW, o di potenza elevata, ossia con trasferimento di elettricità̀ con potenza superiore a 22 kW. Il punto di ricarica di potenza elevata è dettagliato in legislazione nelle seguenti tipologie: veloce con potenza superiore a 22 kW e pari o inferiore a 50 kW; ultra-veloce superiore a 50 kW.

La prima categoria (potenza Standard) comprende tutti i sistemi di ricarica in corrente alternata (AC - Modo 3) e i sistemi di ricarica in corrente continua di potenza fino a 22 kW (DC - Modo 4). La seconda categoria (potenza Elevata) comprende tutti i sistemi di ricarica in corrente continua di potenza superiore a 22 kW (DC - Modo 4).Entrando nel dettaglio della situazione in Italia, al 30 giugno risultano installati 30.704 punti di ricarica in 15.674 infrastrutture di ricarica (o stazioni, o colonnine) e 12.410 aree accessibili al pubblico, delle quali, il 77% è collocato su suolo pubblico mentre il restante 23% su suolo privato a uso pubblico (ad esempio supermercati o centri commerciali) come riportato dalla rivelazione trimestrale realizzata da Motus-E (associazione che promuove la mobilità elettrica in Italia).

Più punti di ricarica, ma poco performanti

Rispetto alla precedente elaborazione di marzo 2022, che riportava 27.857 punti in 14.311 infrastrutture, si registra il più alto aumento trimestrale di punti di ricarica (in termini assoluti) di tutte le rilevazioni effettuate da Motus-E (+2.847 punti di ricarica). Rispetto a marzo 2022 si rilevano +1.363 infrastrutture e +1.077 nuove aree. Confrontando i dati con giugno 2021 la crescita è di +7.429 punti di ricarica (+32%). Oltre all’11.5% di infrastrutture installate non utilizzabili, a causa di difficoltà tecniche o burocratiche, le complicazioni maggiori arrivano dalla potenza erogata: solo l'8% delle colonnine è in corrente continua (DC) e il 92% è in alternata (AC). Tradotto? Meno di 2.500 punti assicurano tempi di sosta realmente ridotti. Il 14% è a ricarica lenta (con potenza installata pari o inferiore a 7 kW), il 78% a ricarica accelerata in AC (tra più di 7 kW e 43 kW), un 4% fast DC (fino a 50 kW) e il restante 4% ad alta potenza (di cui quasi il 2% oltre i 150 kW).

In sei regioni il 64% delle colonnine

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, il 57% circa dei punti di ricarica sono nel Nord Italia, il 23% circa nel Centro mentre solo il 20% nel Sud e nelle Isole. Inoltre il 32% è disponibile nei capoluoghi di provincia e il restante negli altri comuni del territorio. La Lombardia con 5.080 punti è in prima posizione con il 17%, seguita da Piemonte (11%), Lazio ed Emilia-Romagna (10% circa), Veneto (9%) e Toscana (8%). Le sei regioni complessivamente coprono il 64% del totale dei punti in Italia.

Pochi servizi in autostrada

La situazione più complessa arriva dalla rete autostradale, come evidenziato dal report “Colonnine in autostrada 2022” di InsideEVs.it. Solo 59 stazioni di servizio (sulle 506 presenti a livello nazionale) dispongono di colonnine per un totale di 254 punti di ricarica, ma i numeri si riducono a 38 stazioni di servizio e 172 punti di ricarica se si considerano solo le colonnine Hpc (da 150 a 350 kW). Emilia-Romagna e Lombardia, Valle d'Aosta e Umbria (in proporzione ai chilometri di autostrada) dispongono di più di un’area di servizio attrezzata ogni 100 km; nessuna stazione è adatta alle auto elettriche in Basilicata, Molise e Sicilia. La situazione migliorerà nei prossimi mesi e anni, grazie alla crescita delle reti presenti sul territorio nazionale e all'arrivo di nuovi operatori.


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