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Auto elettriche, la cinese Byd sbarca in Europa partendo dalla Norvegia

Byd programma l'espansione in Europa a partire dalla Norvegia. Il costruttore cinese metterà in vendita il suv elettrico Tang EV600 nel paese scandinavo, nell'ambito di una più ampia presenza nel Vecchio Continente. Altri brand cinesi dell'auto potrebbero fare altrettanto all'indomani del coronavirus

di Corrado Canali

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Byd programma l'espansione in Europa a partire dalla Norvegia. Il costruttore cinese metterà in vendita il suv elettrico Tang EV600 nel paese scandinavo, nell'ambito di una più ampia presenza nel Vecchio Continente. Altri brand cinesi dell'auto potrebbero fare altrettanto all'indomani del coronavirus


3' di lettura

L'auto cinese sbarca anche in Europa. Byd annuncia di voler lanciare in Norvegia entro fine 2020 un suv compatto elettrico. Byd Company, da sei anni è primo costruttore di veicoli elettrici in Cina, ma nasce come produttore di batterie per telefoni cellulari e soltanto dal 2003 ha debuttato nel mondo dell'auto prima con qualche clone di troppo, ma poi con un suo modello lanciato nel 2006. A sostenerlo in questa scelta è stato da subito il magnate americano Warren Buffett che è considerato fra i numeri uno fra i value investor al mondo. Senza contare che il brand fondato da Wang Chuanfu è attivo nel settore degli autobus e dei veicoli commerciali, ma ha siglato un accordo con Toyota per la fornitura di batterie e per uno sviluppo tecnologico congiunto, oltre a cooperare col Gruppo Daimler insieme al quale produce in Cina una gamma di auto elettriche col marchio Denza. Ma ora sulla base di una solidità finanziaria superiore ad altri brand cinesi Byd è pronto ad allargarsi fuori dei confini cinesi mettendo nel mirino l'Europa.

In Norvegia il mercato dell'auto ad alto tasso di vetture elettrificate
Il primo Paese europeo messo nel mirino di Byd è la Norvegia che non fa parte dell'Unione visto che in due occasioni nel 1972 e nel 1994 la popolazione tramite referendum ha espresso parere negativo all'adesione all'Eu sia pure con percentuali non altissime: nel 1994 i no furono il 52%. Nonostante le tendenze isolazioniste del Paese scandinavo legati ad interessi strategici in particolare tema di energia, i rapporti con la Comunità europea restano di natura solo economica, anche se la Norvegia aderisce agli accordi di Schenger per la libera circolazione di persone Eu. Forte del ruolo di primo produttore di petrolio in Europa e fra i tre più grandi esportatori di greggio al mondo è anche il primo per concentrazione di auto elettriche, ma anche ibride: su 5 milioni di abitanti il numero di elettriche supera le 140 mila unità a cui si aggiungono oltre 70 mila ibride e nel 2019 ha superato le vendite delle auto tradizionali.

Il crossover a batteria Tang Ev600 per il debutto in Norvegia
La valenza strategica della Norvegia è, dunque, innegabile per un costruttore cinese come Byd, ma non solo, visto l'elevato numero di elettrificate ibride incluse immatricolate grazie alle politiche nazionali di incentivi e alla disponibilità di energia ricavata da fonti rinnovabili. Da segnalare che Byd è già presente sul mercato europeo con i modelli eBus ed eCoach ed ha in programma l'introduzione di veicoli commerciali leggeri, ma il settore automotive è l'obiettivo principale. Il modello per il debutto in Norvegia è il crossover compatto a 5 o 7 posti Tang EV600. Il powertrain elettrico ha una potenza di 483 cv, la trazione è integrale e l'autonomia di oltre 500 km. Solo 4,4 secondi da 0 a 100 kmh e la ricarica rapida: in 30 minuti si recupera l'80%. Il prezzo di listino in Cina tradotto in euro sarebbe da choc: circa 35 mila euro.

Il mercato europeo dell'auto a picco terreno di conquista?
L'esempio di Byd potrebbe essere replicato anche da altri costruttori cinesi che approfittando del disastroso andamento del mercato a causa del coronavirus hanno visto azzerarsi quasi del tutto la concorrenza con i costruttori europei alle prese con reti di vendita mai così in crisi e in attesa di incentivi che rendano più presentabile l'acquisto di nuove auto devono mettere mano a formule a costo più basse. Uno sbarco di brand dell'auto cinesi in Europa che potrebbero approfittare di un disimpegno manifestato di recente da Nissan per il mercato europeo per concentrarsi su mercati più attraenti come gli Usa, la Cina e quello giapponese. Resta poi attuale l'interesse da parte cinese per gli accordi con brand europei sotto forma di partecipazione azionaria. L'esempio di Geely è da manuale visto che ha in squadra marchi europei come Volvo e Lotus e ha poi siglato un accordo con Daimler per lo sviluppo delle Smart del futuro.

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