LA RIVOLUZIONE

Auto elettriche, come si caricano e quanto costa fare il «pieno»

La mobilità a zero emissioni comporta nuovi voci di spesa e un cambiamento delle abitudini degli automobilisti che devono gestire i veicoli utilizzando le app degli smartphone

di Nicola Desiderio

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La mobilità a zero emissioni comporta nuovi voci di spesa e un cambiamento delle abitudini degli automobilisti che devono gestire i veicoli utilizzando le app degli smartphone


3' di lettura

Ridurre le emissioni fino ad azzerarle costa. E molto. Se ne stanno accorgendo le case automobilistiche, che stanno tagliando l'occupazione per continuare a finanziare le innovazioni, e lo sanno bene i clienti di fronte ai prezzi ancora elevati delle auto elettriche e alle carenze delle reti di ricarica. A questo si sommano anche i costi di rifornimento che non offrono sempre risparmi sostanziali rispetto ai carburanti tradizionali. Enel X è di gran lunga il più grande operatore in Italia: entro il 2022 avrà 14mila colonnine e 4.200 sono già operative con 4 piani tariffari per i clienti privati. La Pay per Use costa 0,45 euro/kWh per le colonnine fino a 22 kW in corrente alternata e 0,50 euro/kWh per quelle da 50 kW a corrente continua; il Pay per Use Premium aggiunge 25 euro annuali per poter effettuare prenotazioni illimitate; il Flat Small costa 25 euro al mese per 60 kWh (pari a 0,416 euro/kWh) al cui esaurimento scatta il Pay per Use così come per il Flat Large che chiede 45 euro mensili per 120 kWh (0,375 euro/kWh). Per gestire la ricarica si usano la scheda o l'app JuicePass e l'energia è certificata al 100% da fonti rinnovabili. Uguale garanzia arriva da A2A, operatore forte in Lombardia grazie alla rete E-Moving composta da oltre 500 punti di ricarica con potenze che vanno da 3,6 a 22 kW in corrente alternata e a 50 kW in corrente continua, senza differenze di costo. Per i privati c'è la tariffa flat: l'attivazione e i primi 3 mesi costano 30 euro, 15,10 euro i successivi rinnovi trimestrali. Per l'utenza business invece si pagano 15 euro all'attivazione e 0,40 euro/kWh.

L'app E-Moving consente di localizzare le colonnine, ma non la gestione della ricarica che è possibile solo con la tessera. E a proposito di utenze business e di flotte, Repower si concentra solo su questo tipo di clienti fornendo soluzioni di ricarica per le aziende che hanno auto ricaricabili in parco o società di noleggio o car sharing. Gli utenti hanno a disposizione l'app Recharge Around per gestire la ricarica, pagarla e localizzare le colonnine (denominate Palina) a 22 kW. Repower non decide la tariffa, ma suggerisce di suddividerla in una parte fissa pari a 3 euro per ricarica e una parte variabile di 0,30 euro/kWh, particolarmente conveniente per ricariche di oltre 20 kWh. Il cliente business paga un fisso inferiore a 100 euro e può inoltre scegliere di aprire – ad esempio quando l'azienda o l'esercizio sono chiusi – le proprie colonnine ad altri utenti di auto elettriche sfruttando la loro visibilità su oltre 70 app che permettono il collegamento in roaming delle varie reti di ricarica. Proprio l'interoperabilità permette già alle case automobilistiche di offrire al cliente finale la possibilità di rifornirsi presso oltre 120mila punti di ricarica in Europa, ma con un unico sistema di pagamento, con il proprio brand e ad un costo certo ovunque ci si trovi. Tale fattore è destinato e diventare una leva di marketing fornendo un salutare effetto di calmierazione sulle tariffe. Le reti più veloci hanno costi variabili. Quella di Ionity, un consorzio che comprende diversi costruttori (BMW, Daimler, Ford, Hyundai gruppo Volkswagen) e prevede 400 stazioni di ricarica (20 in Italia) a 350 kW entro la fine del 2020, costava 8 euro a sessione, indipendentemente dal tempo e dall'energia imbarcata. Per un'auto con batteria da 90 kWh voleva dire meno di 9 centesimi al kWh. Musica completamente diversa con le tariffe definitive che entreranno in vigore dal 31 gennaio: si passa a ben 79 centesimi al kWh. Per la stessa auto vuol dire che un pieno costa 71 euro, 9 volte tanto. Proprio una buona notizia per chi ha già comprato una Taycan, una EQC o una E-Tron.

Per un'elettrica che consuma 15 kWh/100 km vuol dire spendere quanto un'auto a benzina che consuma circa 8 litri/100 km. Decisamente più a buon mercato è la Tesla, che ha una rete dedicata di oltre 1.600 Supercharger in Europa e chiede 0,30 euro/kWh. Capitolo a parte costituisce invece la ricarica domestica o all'interno della propria azienda. Con l'aumento della capacità delle batterie, la wallbox è quasi d'obbligo. I tre operatori considerati, così come le case automobilistiche, ne offrono con potenze da 3,7, 7,4, 11 e fino a 22 kW con corrente trifase a 400 Volt, con prezzi che partono da poco meno di mille euro. A2A fornisce anche l'installazione (entro 10 metri dal contatore) a 1.499 euro, Repower la offre come servizio facoltativo mentre Enel X la include nel prezzo della wallbox. Articolato è invece il costo della ricarica che dipende dal contratto del fornitore d'energia, ma va detto che l'innalzamento della potenza comporta un sostanziale e proporzionale aumento delle voci accessorie in bolletta.

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