Auto elettriche, il mercato europeo rispecchia il Pil pro-capite dei Paesi

Le case automobilistiche dovranno portare sul mercato milioni di auto ricaricabili nei prossimi anni per raggiungere gli obiettivi europei

di Biagio Simonetta

(Adobe Stock)

3' di lettura

C'è una relazione assai stretta fra Pil pro capite di un Paese e il mercato delle auto elettriche. Una relazione che dimostra come proprio l'accessibilità (in senso economico) a questo mercato rimanga una delle principali barriere per i consumatori nell’Unione Europea. Una relazione che, tra le altre cose, sta spaccando l'Europa in due su questo fronte. Perché c'è una chiara divisione tra l’Europa centro-orientale e quella occidentale, nonché un divario importante fra Europa del Nord. E del Sud.

È quanto emerge dal mix di dati pubblicati da Acea (European Automobile Manufacturers’ Association) ed Eurostat. Dati che evidenziano come nell'Unione Europea, il 10,5% di tutte le nuove auto immatricolate nel 2020 sono veicoli a ricarica elettrica (ECV). E che, tuttavia, 10 Stati membri hanno ancora una quota del mercato ECV inferiore al 3%. E fa riflettere che questi stessi Paesi abbiano un prodotto interno lordo medio pro capite inferiore a 17.000 euro.

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La corsa del Nord Europa

Questo comporta che il 73% delle vendite di auto elettriche sia concentrato in soli 4 paesi dell'Europa occidentale. E a farla da padrone sono Svezia, Paesi Bassi, Finlandia e Danimarca. Diametralmente opposta la situazione di Paesi come Cipro, Estonia, Lituania e Croazia. E l'Italia? Il nostro Paese è nella zona medio bassa della classifica, col 4,3% del mercato di nuove immatricolazioni di auto a ricarica elettrica dell'Unione. Dietro a Belgio, Francia, Germania e Portogallo (tutte sopra il 10%), ma anche dietro a Spagna e Ungheria.

Un fatto di stazioni di ricarica

Se l'acquisto delle auto a ricarica elettrica è palesemente collegato alla ricchezza di un Paese, è altrettanto evidente che esistano anche altri punti in sospeso. Il più importante riguarda sicuramente la presenza di punti di ricarica. Perché un Paese che investe poco nella rete delle stazioni di ricarica, sicuramente non dà una mano a chi ha voglia di acquistare un'auto del genere.

E allora, ecco che sempre ACEA ha prodotto una speciale classifica europea sulla situazione dei punti di ricarica dei vari Paesi. Dall'indagine di ACEA emerge in modo vistoso che ci sia una grave mancanza di punti di ricarica elettrica lungo le reti stradali nella maggior parte degli Stati membri. I risultati mostrano che 10 Paesi non hanno nemmeno una “colonnina” di ricarica per ogni 100 chilometri di strade. E non è un caso che tutti questi paesi abbiano anche una quota di mercato delle auto elettriche inferiore al 3% (eccetto l’Ungheria). Poi ci sono 10 Stati membri con meno di 5 punti di ricarica per 100 km di strade, e solo quattro che possiedono più di 10 stazioni per ogni 100 km.

Come parte del pacchetto sul clima “Fit for 55” pubblicato a luglio, la Commissione europea ha proposto che entro il 2030 le emissioni di CO2 delle nuove auto dovrebbero essere del 55% inferiori ai livelli del 2021, rispetto all’obiettivo del 37,5% fissato solo tre anni fa.

La sfida per le case automobilistiche

Le case automobilistiche dovranno dunque portare sul mercato milioni di auto ricaricabili nei prossimi anni per raggiungere questo nuovo obiettivo impegnativo. Ma serviranno anche reti di ricarica capillari.«I consumatori non saranno in grado di passare ai veicoli a emissioni zero se non ci sono abbastanza stazioni di ricarica e rifornimento lungo le strade in cui guidano», ha spiegato il direttore generale di ACEA, Eric-Mark Huitema.

«Ad esempio, se i cittadini di Grecia, Lituania, Polonia e Romania devono ancora percorrere 200 km o più per trovare una stazione di ricarica, non possiamo aspettarci che siano disposti ad acquistare un’auto elettrica», ha spiegato Huitema.«Dovranno essere compiuti enormi progressi nell’implementazione delle infrastrutture in tutta l’UE in un lasso di tempo molto breve. I progressi fatti in alcuni paesi dell’Europa occidentale sono incoraggianti, ma non dovrebbero distrarci dallo stato disastroso della rete di ricarica in altri paesi dell’UE».

Colpisce, infatti, il contrasto tra i Paesi Bassi – il Paese con più stazioni di ricarica (47,5 per ogni 100 km di strada) – e un Paese vasto come la Polonia (otto volte più grande, ma un solo punto di ricarica ogni 250 km).In Italia, secondo la fotografica scattata da ACEA, ci sono 5,1 stazioni di ricarica ogni 100 km di strada. Un numero che proietta il nostro Paese nella zona centrale della classifica europea, sopra Paesi come Francia, Danimarca e Finlandia.

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