Transizione green

Auto elettriche ed ibride, piacciono sempre più ma costano troppo

Gli italiani apprezzano sempre più le auto ibride ed elettriche pure, ma le ritengono troppo care per le loro tasche anche considerando gli incentivi governativi.

di Massimo Mambretti

Tesla Model 3

2' di lettura

Un'indagine condotta da Areté a soli tre mesi di distanza dalla precedente evidenzia che cresce sempre più la conoscenza degli italiani verso le auto a batteria, ibride plug-in o full-electric che siano. Il fattore costo, però, è considerato ancora troppo elevato, pur considerando gli incentivi governativi che, peraltro, non sono ancora noti e quelli che possono mettere in campo le case.

L'analisi evidenzia come quattro italiani su dieci hanno già guidato, anche occasionalmente, una vettura elettrica. Poco meno della metà del campione considerato ne ha apprezzato la silenziosità e poco meno del 20% sia la gradevolezza di guida sia i consumi ridotti. Caratteristiche che si aspetta dalla vettura alla spina anche chi non ha ancora avuto occasione di provarla. La crescita dell'interesse è spinta da quella molto consistente della comunicazione, dovuta alla costante introduzione di modelli elettrificati sui quali le case puntano molto per evitare di infrangere la media delle emissioni di CO2 stabilità dalla UE.

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Il risultato si traduce nel fatto che ormai la metà del campione considerato dalla ricerca si dice propenso ad acquistare un'auto ibrida e quasi il 40% una vettura elettrica, ovvero quasi il doppio di coloro he le prendevano in considerazione tre mesi fa. Le motivazioni principali sono il rispetto ambientale, seguito dalla possibilità di risparmiare sui consumi e sulla manutenzione ordinaria.

Lo scoglio dei prezzi

Di contro la diffusione massiva delle auto elettrificate è frenata dal prezzo d'acquisto, in genere ritenuto superiore del 30% a quello ideale. Questo gap tra listini e capacità di spesa degli automobilisti italiani potrà solo essere solo parzialmente e temporaneamente colmato dagli incentivi. In altri termini, sino a quando non ci sarà una significativa riduzione dei prezzi di partenza non ci sarà una significativa crescita delle vendite di auto a batteria. Lo testimonia anche il fatto che più della metà del campione considerato è disposto a spendere meno di 20.000 euro per una citycar green e non più di 40.000 euro per un'analoga vettura compatta. In ogni caso, dalla ricerca emerge che solo il 25% degli intervistati considera il pagamento in contanti mentre gli altri ritengono più opportuno ricorrere a finanziamenti, formule di noleggio o leasing. Quindi, spalmando il prezzo sul medio periodo e includendo i costi di mantenimento in una spesa mensile definita.

Dalla ricerca emerge che un altro fattore importante per incrementare l'interesse verso l'auto a batteria è quello legato alle infrastrutture di ricarica, sono considerate (giustamente) ancora poco diffuse quelle veloci e sono pochissimi i servizi di ricarica a domicilio, e al costo dell'energia. Fattore che l'attuale situazione geo-politica non aiuta a sottovalutare.

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