Automotive

Auto, in Europa il mercato perde quota in estate: -24% sul 2019

Tra le case produttrici il Gruppo Renault perde il 5,3% di volumi sul 2020 - Bene Seat e Audi per Volkswagen, in casa Stellantis crescono del 30% Jeep e Lancia

di Filomena Greco

(AdobeStock)

2' di lettura

Il mercato auto fa fatica a risalire la china e se da inizio anno recupera il 12,7% sullo stesso periodo del 2020, perde invece il 24,4% rispetto a gennaio-agosto del 2019, periodo precedente alla crisi indotta dal Covid 19, come evidenziano i dati diffusi da Acea. A pesare sull’andamento delle immatricolazioni nei paesi europei c’è anche la crisi dei semiconduttori che sta interessando in maniera sempre più seria la produzione di auto provocando blocchi e chiusure in molti stabilimenti e allungando i tempi di consegna degli autoveicoli.

Estate in calo

Nei mesi di luglio e agosto, fa notare il Centro Studi Promotor, «c’è stato un peggioramento che dovrebbe accentuarsi nei prossimi mesi» proprio per la carenza di microchip che sta determinando fermi nella produzione di molte case automobilistiche. Acea fa notare come il trend di recupero dei volumi registrato da marzo a giugno si sia di fatto interrotto. A confronto con luglio e agosto 2020, infatti, le immatricolazioni risultano in calo in Europa (con Uk e Efta) rispettivamente del 23,6% e del 18,1% sullo stesso periodo dell’anno scorso.

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I mercati

Sempre con riferimento al 2019, dai dati diffusi dall'Acea emerge che dei 30 mercati dell'Europa Occidentale soltanto la Norvegia, paese fortemente sostenuto da incentivi per le auto elettriche, risulta in crescita (+11,5%), mentre tutti gli altri mercati sono sotto la soglia pre Covid, Se si considerano i cinque maggiori mercati emerge come il risultato peggiore sia quello della Spagna, che accusa un calo del 33,4%, seguita da Regno Unito (27,5%), Germania (-27%), Francia (-23,3%) e Italia (-20%).

Le case

Da gennaio ad agosto segnano volumi in aumento sull’anno scorso tutte le principali case produttrici fatta eccezione per il Gruppo Renault che perde il 5,3% sullo stesso periodo dell’anno scorso. Volkswagen e Stellantis, con quote di mercato rispettivamente al 26 e al 20%, aumentano le immatricolazioni di circa il 14%. Bene Audi e Seat per i tedeschi, mentre per il Gruppo guidato dal ceo Carlos Tavares sono Jeep e Lancia i brand con le migliori performance. Recuperano più del 20% di immatricolazioni sul 2020 Hyundai e Toyota, che migliorano di circa un punto la quota di mercato. Da segnalare poi la performance, in seno al Gruppo Daimler, di Smart che raddoppia i volumi sul 2020.

Gli incentivi in Italia

L’Italia regge meglio degli altri major market rispetto ai volumi pre Covid grazie alla politica degli incentivi che sostiene anche l’acquisto di auto tradizionali, ma a basse emissioni di CO2 (da 61 e 135 grammi al chilometro). Pesa sull’andamento delle immatricolazioni la crisi dei semiconduttori. Inoltre, come fa notare Gian Primo Quagliano del Centro Studi Promotor, «dello stanziamento di 200 milioni utilizzabile dal 2 agosto per gli incentivi alle auto con motorizzazioni tradizionali restano poco più di 100 milioni che dovrebbero esaurirsi entro il mese di ottobre. Ne consegue che anche la situazione di lieve vantaggio dell'Italia rispetto al resto dell'Europa Occidentale si esaurirà entro la fine dell'anno proprio mentre la crisi dei semiconduttori inizierà a mordere più forte».

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