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Auto, a febbraio un calo del 7,2% in Europa: un assaggio del crollo di marzo

Da inizio anno scendono le vendite di tutti i principali gruppi, a eccezione di Bmw e Toyota. Martedì la chiusura anche degli stabilimenti Volkswagen

di Filomena Greco

(AFP)

2' di lettura

Il mese di febbraio replica il risultato negativo di gennaio del mercato auto in Europa e anticipa il crollo atteso per il mese in corso. A febbario le auto immatricolate sono state un milione e 66.794, il 7,2% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, dopo il -7,4% di gennaio. Nei paesi europei si indebolisce la domanda dei privati mentre cresce, in valore assoluto, il numero di automobili ad alimentazione alternativa.

Il calo delle immatricolazioni
Da inizio anno le immatricolazioni sono calate del 7,3%, un anticipo del ciclone che si sta abbattendo sul comparto in queste settimane, con la chiusura degli stabilimenti produttivi dei principali car maker europei. «Il consuntivo dei primi due mesi del 2020 – sottolinea Gian Primo Quagliano responsabile del Centro Studi Promotor – passerà alla storia come lo spartiacque tra l’auto prima del coronavirus e l’auto dopo il coronavirus. L’impatto della pandemia sarà estremamente duro in marzo e nei mesi successivi fino alla fine dello stato di allarme ed interesserà tutti i mercati dell’area».

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Male tutte le case
Tutte in terreno negativo le case automobilistiche a febbraio, fa eccezione soltanto Hunday (+0,3% nel mese, -1,9% però da inizio anno) e il Gruppo Bmw che cresce del 2,1% nel mese e del 3,1% da gennaio. Trend positivo anche per Toyota, che mette a segno una crescita a doppia cifra e raggiunge una quota di mercato pari al 6%.

L’impatto della chiusura di Volkswagen
Volkswagen, l’ultimo dei grandi produttori europei ad aver deciso lo stop della produzione a seguito dell’allarme sanitario in corso, ha perso nel mese il 4,4% delle immatricolazioni, il 2,2% da inizio anno, con Seat che però cresce e contribuisce a mantere i volumi intorno al 25% del mercato. Male le francesi, con il Gruppo Psa che cede l’8,5% dei volumi e Renault che cala del 14,3%.

Il trend di Fca
Fiat Chrysler fa leggermente meglio del mercato e cala del 6,9% nel mese e del 6,6% da inizio anno, con una quota di mercato intorno al 6,5%, accanto a Bmw. Anche il Gruppo Daimler perde quota (-12%) , così come Ford in calo nel mese del 20%. Quanto ai paesi, nei primi due mesi dell’anno il risultato peggiore lo registra proprio la Germania, il primo mercato europeo pervolumi, in calo del 9% da gennaio dopo una performance positiva nel corso del 2019. Analoga la situazione in Francia (-7,8%) e in Italia (-7,3%), con la Spagna che accusa un calo del 6,8% e il Regno Unito del 5,8%.

La crescita nelle vendite di modelli a basso impatto ambientale è accelerata nel corso del 2019 come rilevato dall’Acea. L’anno scorso in particolare la percentuale di autovetture ricaricabili (elettriche e plug in) ha raggiunto quota 3%, un punto in più dell’anno prima, con una crescita intorno al 50% sia per le ricaricabili che per le ibride, perrcentuale salita al 70-80% nell’ultimo quadrimestre dell’anno.

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