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Auto, frena ancora l’Europa, a marzo -3,6% di immatricolazioni

di Filomena Greco


Auto elettrica: partenza in ritardo, vendite raddoppiano

2' di lettura

Continua il momento negativo dell’auto sul mercato europeo. Nel mese di aprile le immatricolazioni nei paesi dell’Unione e dell’area Efta hanno perso il 3,6% di volumi rispetto al 2018. I dati raccolti dall’Acea, l’Associazione europea dei produttori di auto, fanno emergere un consuntivo per il primo trimestre dell’anno in calo del 3,2%, una contrazione dovuta a cali delle venditein 21 dei 31 mercati considerati. Pesa il quadro congiunturale dell’economia ma anche la discesa delle immatricolazioni di auto diesel.

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Diverse le performance delle case produttrici: il Gruppo Reanult ad esempio mette a segno un mese positivo, con immatricolazioni in crescita del 2,1% a marzo e dello 0,6% nel trimestre, trainate dal marchio Dacia. Volkswagen e Psa, rispettivamente primo e secondo per volumi, fanno meglio del mercato e calano rispettivamente dello 0,6% e dell’1,7% il mese scorso mentre il trimestre archivia un -2,4 per i tedeschi e un -1,2 per i francesi. Hunday conquista la quarta posizione sul mercato nonostante perda il 3,4% a marzo mentre Ford segna -15,5% nel mese e -10,3% nel trimestre.

Bmw resta in terreno negativo ma supera a marzo Fiat Chrysler che il mese scorso ha immatricolato 106.680 autovetture, l’11,7% in meno di un anno fa con un trimestre in calo del 10,6%. A frenare la perdita c’è il brand Jeep, che continua a crescere nel periodo, e Lancia, che recupera oltre il 30% dei volumi nel trimestre. Scendono anche i marchi del Gruppo Daimler, Mercedes e Smart, sia nel mese che nel trimestre, più contenuta la contrazione per Toyota.

Dopo avere quasi sfiorato, nel 2018, il massimo toccato nel 2007, fa notare Gian Primo Quagliano, responsabile del Centro Studi Promotor, «il mercato dell’area UE+Efta sta infatti risentendo del rallentamento economico». Ma se i segnali che arrivano da più parti a sostegno dell’idea che nel primo trimestre dell’anno possa maturare una ripresa degli indici fossero confermati, allora, aggiunge Quagliano, «si potrebbe ritenere che la causa più importante della situazione che sta caratterizzando il mercato europeo dell’auto risieda nella demonizzazione del diesel, che sta creando un forte disorientamento fra gli automobilisti che vorrebbero sostituire la loro auto a gasolio e non trovano sul mercato una soluzione altrettanto conveniente».

L’elaborazione fatta dall’Acea sulle immatricolazioni di veicoli ad alimentazione alternativa su dati del 2018 confermano che il diesel in Europa ha perso nell’ultimo trimestre dell’anno scorso il 23,6% di volumi (-18% nell’intero anno) e che la fotografia delle vetture immatricolate nel 2018 vede la benzina attestarsi al 56,7% del mercato e il diesel scendere al 35,9%, sotto di quasi 10 punti rispetto al 2017. Il trend delle nuove immatricolazioni di autovetture ad alimentazione alternativa nell’area, spiega un approfondimento curato da Anfia, segna un aumento del 28% sul 2017, che già registrava una crescita del 39% sul 2016, avvicinandosi ad una quota di mercato dell’8%.

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