TECNICA

Auto ibride, ecco come sono fatte tipo per tipo: dal mild al full fino al plug-in hybrid

Facile dire auto ibrida, ma in realtà non è così facile capire come sono fatte. Infatti, a prescindere che sulla carta di circolazione sia riportata l'omologazione “ibrido” le tipologie sono molte, specie nel caso delle dilaganti mild hybrid

di Massimo Mambretti


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3' di lettura

Ibride leggere, ce ne sono di tre tipi
Le ibride leggere non marciano mai a emissioni zero perché sfruttano tutte un motore elettrico, in genere un sistema di avviamento che fa anche il generatore di corrente, solo per lenire gli sforzi di quello termico e, quindi, ridurne i consumi in alcune situazioni d'impiego. Per esempio, gli spunti da fermo o le decise variazioni di velocità. Questo schieramento non è solo composto da vetture di piccole dimensioni e poco costose, ma comprende anche modelli di taglia robusta e di prezzo elevato. Detto ciò, va aggiunto che in questo contesto sono presenti i frutti di tre diverse scuole di pensiero.

1. Sistema a 12 V. Il più basico, ma non per questo meno efficace, gioca tra il recupero dell'energia nei rallentamenti per ricaricare una piccola batteria e il suo rilascio per attivare l'unità elettrica sfruttando la rete elettrica classica del settore automobilistico, ovvero quella a 12 V.

2. Supercondensatore. Il secondo step, al momento solo utilizzato dalla Mazda per il suo modello più piccolo, per ottenere lo stesso effetto utilizza una rete a 22,5 V poiché al posto di una batteria utilizza un super-condensatore. Un “oggetto” che accumula e dissipa energia molto rapidamente, pur offrendo una capacità inferiore rispetto a quella degli accumulatori utilizzati dalla mild hybrid più sofisticate, descritte di seguito

3. Sistema a 48 V. Questo impianto funziona analogamente a quelli appena citati, ma utilizza una rete elettrica dedicata a 48 V e, come accennato, una batteria che quasi sempre è agli ioni di litio di dimensioni e, quindi, di capienza superiore a quella degli altri sistemi. Il risultato di questa operazione, ovviamente, influenza i costi. Per questo motivo, l'ibridizzazione leggera a 48 V è in genere riservata a modelli che partono dalla taglia M e sui quali un eventuale upgrading del prezzo non è tale da influenzare le motivazioni d'acquisto.

Ibride pure, gioco di squadra fra motore termico ed elettrico.
Utilizzando sistemi propulsivi nei quali un'unità elettrica affianca quella termica, supportandola o svolgendo svolgendo in modo autonomo il suo lavoro, è alimentata da batterie che si auto-ricaricano, tramite l'energia recuperata nelle decelerazioni e nelle frenate, garantiscono la possibilità di muoversi a costi ed emissioni zero solo per bervi tratti. In pratica, soltanto in città e ad andature basse. Dopo un breve apprendistato, specie nei momenti in cui maggiormente si manifestano situazioni stop & go, non è difficile muoversi a lungo solo elettricamente. Le full hybrid (come spesso sono chiamate) in media costano un po' di più delle auto con il solo motore termico, che sfruttano pienamente quando si affonda con decisione l'acceleratore, si supera una velocità chiaramente indicata dal costruttore e nella marcia extra-urbana dove l'unità elettrica se ne sta tranquillamente in panciolle.

Ibride plug-in, a richiesta vanno a emissioni zero. Oppure no.
Le auto plug-in, quindi ibride con batterie che non sono ricaricate solo dal motore termico o dal recupero d'energia ma che si possono rifornire dalla rete elettrica, hanno un'indole versatile. Infatti, partendo con le batterie belle cariche assicurano, in media, la possibilità di non sfruttare il motore termico per una cinquantina di chilometri e, quindi, di risparmiare molto. A patto, però, di sfruttare principalmente questa possibilità in città. Inoltre, permettono di disinserire la modalità elettrica, per conservare quando contengono le batterie per un uso successivo, o di attivare la ricarica delle batterie da parte del motore termico a velocità stabilizzate quando si va fuori città, dove i tipici vantaggi dell'ibridizzazione non possono manifestarsi.

Ibride, vediamo quali vantaggi offrono
L'omologazione Ibrido è riportata sulla carta di circolazione al punto P.3 del foglio 2. Le vetture classificate in questo modo possono circolare durante i blocchi del traffico, godono in alcune Regioni dell'esenzione del bollo per alcuni anni, in alcune città del pagamento del parcheggio nelle strisce blu.

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