La relazione del Csp

Auto, immatricolazioni ferme a 1,46 milioni «Volumi al minimo anche per tutto il 2022»

di Mario Cianflone

 La Fiat Nuova 500 Elettrica durante il processo di assemblaggio finale post verniciatura nell’impianto di Mirafiori

3' di lettura

Auto: una situazione drammatica con un 2021 che si chiuderà lasciando sul terreno, in Italia, oltre un quarto delle immatricolazioni rispetto al 2019 prepandemico e un 2022 che fa intravedere un futuro difficile.

È un quadro preoccupante quello disegnato nella relazione annuale Centro studi Promotor (Csp) diretto da Gian Primo Quagliano che evidenzia, una volta di più, la tempesta perfetta che si sta abbattendo sull’automotive con tre grandi elementi di criticità: la pandemia, il chip shortage che riduce l’offerta e la transizione energetica, a tappe forzate e senza un piano organico e tecnologicamente neutrale, per il passaggio da motori a combustione a quelli elettrici ed elettrificati. E questo aggiunge incertezza in un mercato già in profonda sofferenza. E l’incertezza in un acquisto rilevante come l’auto vuol dire ulteriore compressione della domanda. Secondo il Csp, il 2021 si chiuderà a quota 1,46 milioni di auto immatricolate e il 2022 non farà molto meglio con 1,5 milioni. Si tratta di valori che non si vedevano dal 1980 e che danno la misura della demotorizzazione in corso. L’anno si chiuderà con vendite in aumento del 5,7% rispetto al 2020, ma il dato non è significativo perché si riferisce ai 12 mesi di depressione pandemica, infatti, rispetto al 2019, il calo è stato del 23,8 per cento. In pratica, è andato perso un quarto del mercato passando da quota 2 milioni di unità (1,917 per la precisione) alla soglia dei 1.5 milioni.

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Le cause dei volumi ridotti per il 2022 sono, secondo Csp, in parte le stesse che hanno inciso sul risultato del 2021 e cioè pandemia, quadro economico debole, insufficiente sostegno alla domanda degli incentivi statali e la crisi dei microchip.

Per il 2022 la previsione di una leggera crescita rispetto al 2021 a 1,5 milioni di targhe è su livelli ben lontani rispetto al pre-covid e a quelli del periodo 2000-2009, quando il mercato italiano registrava regolarmente oltre 2 milioni di nuove targhe all’anno.

«Nel primo semestre 2022 sarà particolarmente dura - ha detto il presidente di Csp Gian Primo Quagliano. Pesano molti fattori, tra cui: incentivi stop and go con finanziamenti insufficienti. Ma ci sono anche altre criticità come il minor uso delle auto a causa della pandemia e quindi la minore necessità di sostituire la vettura in possesso e soprattutto nel disorientamento degli acquirenti: molti aspettano a comprare per avere maggiore chiarezza sullo stop ai motori termici e sulla possibilità di passare alle auto elettriche».

Dalla relazione Csp emerge inoltre un fatto chiave: il parco auto sta invecchiando a dismisura e questo si traduce in maggiori emissioni inquinanti (sia di gas serra climalteranti sia di veleni come gli NOX) e soprattutto in un maggior numero di veicoli ormai obsoleti e inadeguati sotto il profilo sicurezza attiva e passiva.

Infatti, per il terzo anno consecutivo, il livello di immatricolazioni è tanto depresso da non poter soddisfare la fisiologica domanda di sostituzione del parco circolante, che è già tra i più vecchi d’Europa. Nel triennio 2020-2022 verranno immatricolate 4.341.646 autovetture.

Per evitare un ulteriore invecchiamento del circolante sarebbe, secondo Csp, necessario immatricolarne 6 milioni. Per il 2022 non sono al momento previsti incentivi statali, ma per uscire da questa situazione, secondo il Csp, servirebbero piani pluriennali per sostenere il mercato con interventi che spazino da incentivi per l’acquisto di nuove vetture «euro 6d» con rottamazione degli esemplari con oltre 10 anni d’età e per l’acquisto, con o senza rottamazione, di auto elettriche o a basso impatto.

«Governo e Parlamento - dice Quagliano - dopo i proclami che hanno dichiarato la messa al bando delle auto con powertrain a combustione interna dal 2035, dovrebbero varare un piano organico per la transizione all’elettrico che comprende sostegni per lo sviluppo della rete di ricarica».

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