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Auto, vendite a settembre su del 5,4% in Italia, secondo dato positivo

Per gli operatori si tratta di una ripresa ancora molto debole, restano i fattori critici mentre il 96% dei concessionari conferma di non avere giacenze e di non poter soddisfare la domanda

di Filomena Greco

Così cambiano gli incentivi auto

2' di lettura

Settembre sembra confermare il tentativo del mercato auto in Italia di invertire la rotta – 13 mesi di risultati negativi, di seguito – e registra un numero di immatricolazioni di autovetture in crescita del 5,4% sull’anno scorso. Il dato definitivo reso noto dal ministero dei Trasporti segue il +9,9% registrato ad agosto. «Sono segnali positivi, ma ancora flebili» evidenzia Gian Primo Quagliano del Centro Studi Promotor. Il mercato italiano dell’auto si trova ancora in una situazione difficile tanto che il bilancio dei primi nove mesi del 2022 chiude con un calo del 16,3% sullo stesso periodo del 2021.

A confronto con il periodo precedente al Covid, il mercato ha perso oltre un terzo dei volumi globali (-33,5%) con un gap, in valore assoluto, pari a quasi mezzo milione di autovetture. «Con una buona dose di ottimismo si può prevedere che il 2022 si chiuderà intorno a quota un milione e 200mila immatricolazioni, un livello da fine anni '60 del secolo scorso» come evidenzia il Centro Studi Promotor.

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Tra i brand, da segnalare la crescita a due cifre di Audi, Bmw, Citroen, Alfa Romeo, Lancia e Mercedes a settembre 2022 rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Skoda raddoppia i volumi rispetto ad un anno fa mentre Toyota cresce del 40%. Gli unici marchi in terreno positivo sull’intero periodo, da gennaio a settembre, sono Alfa Romepo (+10,3%), Dacia (+10,4%) e Honda, accanto agli exploit registrati di mese in mese da brand come Dr e Cupra.

Dall’inchiesta congiunturale del Centro Studi Promotor di settembre, inoltre, emerge che il 43% dei concessionari è pessimista anche sul prossimo futuro. I fattori di crisi del mercato dell'auto sono ancora tutti molto pesanti, a cominciare dalla carenza di semiconduttori che allunga i tempi di consegna delle auto, contrae il mercato e mette sotto stress la rete dei dealer. Il 96% dei concessionari infatti dichiara di non avere giacenze di auto nuove sufficienti per far fronte alla domanda.

«La forte flessione della quota di auto plug-in scese a settembre al 4% (la seconda più bassa dell'anno) e l'appiattimento di quella delle elettriche pure al 4,5% (dimezzando quasi l'8% di settembre 2021) – evidenzia Michele Crisci presidente dell’Unrae – è un chiaro indice del definitivo esaurimento dell'effetto incentivi 2021 e del fatto che gli incentivi 2022 non siano ancora a pieno regime dopo 3-4 mesi dall'attivazione della piattaforma».

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