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Auto, l’Europa frena e segna un calo delle immatricolazioni del 5,2%

di Filomena Greco

Ad Amburgo i test dell’auto che parcheggia da sola

2' di lettura

Segna il passo il mercato europeo dell’auto e registra un segno negativo per le immatricolazioni nel mese di marzo: nell’Unione europea e nell’area Efta le registrazioni sono state un milione 836.963, con un calo del 5,2% rispetto allo stesso mese del 2017. Una battuta d’arresto condizionata probabilmente dal computo delle giornate lavorative, con una o due giornate di calendario in meno in alcuni paesi, ma che potrebbe rappresentare un campanello d’allarme collegato ad una crescente cautela dei consumatori verso le motorizzazioni diesel.

A incidere sul risultato di marzo, che non condiziona in negativo il primo trimestre dell’anno – +0,6% nell’intero periodo rispetto al 2017 – è il risultato registrato dal mercato tedesco, il più importante in Europa per volumi: nel paese le immatricolazioni sono stateil 3,4% in meno dell’anno scorso, sebbene con due giorni lavorati in meno, e con un calo di oltre il 20% delle vendite di auto diesel.

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Al contrario, in Spagna, nonostante due giorni lavorati in meno, le immatricolazioni sono cresciute del 2,1% nel mese, del 10,5% nel primo trimestre. Continua la contrazione sul mercato britannico, che ha registrato il 15,7% di immatricolazioni in meno rispetto allo stesso mese del 2017, ultimo periodo prima dell’entrata in vigore della nuova imposizione fiscale sulle emissioni che sta penalizzando le vendite.

In terreno negativo le vendite in capo alla maggior parte dei gruppi automobilistici anche se Volkswagen resta di fatto stabile nel mese e cresce di oltre 5 punti nel trimestre. In terreno negativo Fca, perde l’8% di immatricolazioni – con Jeep che cresce di oltre il 40% – e archivia un trimestre a -4,3%, mentre perde la quarta posizione in Europa e scende alla quinta dopo Ford, che pure chiude il mese con una contrazione a due cifre. Il Lingotto chiude il trimestre con una quota di mercato del 6,8. Bmw e Daimler perdono rispettivamente il 5,6 e il 2,7% nel mese, in terreno negativo anche Toyota e Nissan mentre Hyunday e Kia crescono.

La «frenata» di marzo secondo l’analisi del Centro Studi Promotor comunque potrebbe rimandare alla decisione di quegli automobilisti che posseggono un diesel da sostituire e che rinviano l’acquisto della nuova auto «essenzialmente per valutare le alternative al diesel che, tra l’altro, comportano tutte costi di esercizio più elevati». Se questa ipotesi trovasse confermata, conclude il responsabile del Centro Gian Primo Quagliano, «dovremmo rivedere tutte le previsioni sulle immatricolazioni in Europa per il 2018».

Autovetture per costruttore Unione europea
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