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Acea, de Meo presidente. «L’Europa ci consenta di affrontare la concorrenza»

Il ceo della Renault è il primo italiano a un decennio dall’incarico a Sergio Marchionne ed è il successore del numero uno della Bmw, Zipse

di Alberto Annicchiarico

Luca de Meo, nuovo presidente Acea

2' di lettura

L’amministratore delegato del gruppo Renault, Luca de Meo, è stato nominato presidente dell’Acea, l’associazione dei produttori di auto europei. Assumerà l’incarico dal 1 gennaio. È il ritorno di un italiano al vertice di Acea a un decennio di distanza dalla presidenza Marchionne. Il manager sarà presidente per il 2023, prendendo il posto di Oliver Zipse, ceo di Bmw, che è stato presidente negli ultimi due anni. «Guardando al futuro, abbiamo urgentemente bisogno che l’Europa attui politiche che sostengano pienamente il nostro obiettivo di decarbonizzazione e ci consentano di affrontare la crescente concorrenza globale», ha affermato de Meo. In particolare quella delle case cinesi, che si apprestano a entrare in maniera massiccia sul mercato continentale.

«Accogliamo con favore il lavoro su una legge europea sulle materie prime, che dovrebbe sostenere la resilienza economica del continente e il passaggio a emissioni zero. Il nostro settore è impegnato a investire massicciamente nella mobilità elettrica e a garantire la creazione di valore e posti di lavoro in Europa. La proposta Euro 7 nella sua forma attuale, tuttavia, sottrarrebbe ingenti risorse umane e finanziarie all’elettrificazione, proprio nel momento in cui altre regioni del mondo stanno creando condizioni di investimento attraente per la mobilità a emissioni zero», ha aggiunto de Meo, spiegando che «Acea continuerà a promuovere un equilibrio tra ciò che è positivo per l’ambiente, ciò che è positivo per l’economia europea e ciò che è positivo per la società».

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«Questi ultimi anni sono stati segnati dalla pandemia di Covid, dalle interruzioni della catena di approvvigionamento, dalla guerra in Ucraina e dalla crisi energetica», circostanze «che hanno avuto un profondo impatto sul nostro settore», ha affermato Zipse. «Tuttavia, l’industria automobilistica europea è stata l’affidabile spina dorsale dell’industria dell’Ue in tempi di alta volatilità. Allo stesso tempo, abbiamo messo in guardia contro l’eccesso di regolamentazione e chiesto che la neutralità tecnologica sia la base della competitività dell’Ue».

L’industria automobilistica europea è un gigante che dà lavoro a 2,5 milioni di persone, ma arriva a 13 milioni con l’indotto (7% del totale degli occupati nell’Unione europea). Il gettito fiscale assicurato nel 2021 è stato di 374,6 miliardi di euro. Il volume di affari è pari al 7% del Pil dell’Unione.

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