IMMATRICOLAZIONI ITALIANE

Auto, mercato ancora in calo (-3,1%). Corrono suv e green. Fca giù

Premiati i marchi con offerta green e di vetture a ruote alte. Alfa Romeo perde il 68%, male anche gli altri marchi del gruppo. Crescono il settore premium e i generalisti francesi

di Mario Cianflone


default onloading pic

6' di lettura

Ancora un calo per il mercato italiano dell’auto che ad agosto segna immatricolazioni in calo del 3,1 per cento per un totale di 88.939 unità, rispetto alle 91.792 dello stesso periodo 2018. Il dato in linea con quello con cui si chiude i primi otto mesi del 2019 (-3% a 1.325.162 vetture ).

Il diesel riduce di oltreun terzo i volumi , fermandosi al 38,1% di quota di mercato con una perdita di 18,1 punti. La flessione negli 8 mesi è del 25% con una rappresentatività al 41,8% (-11,9 p.p.). Tutto ciò a vantaggio del benzina, che cresce nel mese del 45,2% in volume e di 14,7 punti percentuali in quota, raggiungendo il 43,8% del totale. Negli 8 mesi tale alimentazione si conferma al 43,5% di quota (+10,4 punti).

Sia per diesel che per benzina i trend sono confermati anche nell'analisi effettuata al netto del noleggio. Le vetture elettriche segnano un aumento del 181,1% portandosi allo 0,6% di quota sul totale (0,5% nel cumulato), in linea con l'analisi al netto del noleggio Rallenta l'incremento delle vetture ibride che crescono in agosto del 5,6% (ma al netto del noleggio si fermano al +1,1%) al 4,9% di quota nel mese e 5,4% nel cumulato (dove l'incremento dei volumi è del 25,7%). In aumento a doppia cifra in agosto anche il Gpl: +18% (ma +26,7% nell'analisi al netto del noleggio), superando il 10% di quota di mercato, con un 7,2% di rappresentatività in gennaio ad agosto.

Il metano incrementa di oltre un terzo i volumi immatricolati, portandosi al 2,5% di quota di mercato (1,7% negli 8 mesi), l'incremento è un po' attenuato nell'analisi decurtata dal noleggio.

A essere penalizzati sono soprattutto le marche prive di un'offerta elettrificata (Ibrida, mild hybrid e full electric) mentre sono premiati i brand forti nell’area suv come Audi (+27,66% ad agosto) e Volkswagen (+13.9%). Tuttavia Toyota, la regina dell’ibrido, lascia sul terreno il 5,93 di targhe, mentre Smart segna un rialzo record che sfiora il 300% a quasi 2.700 auto, grazie soprattutto alla versione elettrica. Tra l’altro dal prossimo anno le piccole tedesche di Daimler (che per metà sono cinesi, di Geely) saranno solo offerte a ioni di litio. Rinnovamento di offerta e ibrido plug-in fanno invece bene a Mitsubishi (+20%).

Per Fca agosto è stata un mese pesante: Alfa Romeo ha perso il 68.87%, Jeep il 27,04%, mentre Fiat registra un calo dell’8,37 per cento. Tra i dati degni di nota, c'è quello di Lancia, che brilla ancora con un rialzo del 95,77%, pur con un solo modello: l’intramontabile Ypsilon con 2.500 esemplari (poco meno di tutte le Audi o Bmw, quasi mille in più di Suzuk,che grazie al mild hybrid mettono a segno un incremento che sfiora il 20 per cento). Per comprendere l'andamento delle vendite di Fca nel mese, va ricordato che il 31 agosto è stato l'ultimo giorno utile per targare le vetture con omologazione Euro 6C e 6D temp. Al contrario di molti altri costruttori, nei mesi scorsi FCA ha costantemente immatricolato le auto Euro 6C e 6D temp evitando così di dover gestire in questi ultimi giorni un massiccio stock e dover ricorrere ai cosiddetti km0 per smaltirlo, sacrificando in questo modo volumi e quota a favore della redditività delle vendite.
Fiat Chrysler Automobiles in agosto immatricola quasi 20.800 vetture per una quota del 23,35%, in crescita tuttavia di 1,1 punti percentuali rispetto al risultato ottenuto a luglio 2019. Nel progressivo annuo le registrazioni FCA sono 321.700 e la quota è del 24,3%.

Sul fronte del premium, oltre al citato brand dei casa dei quattro anelli, Mercedes registra un rialzo del 25%, Bmw si “accontenta” di un +8,43% mentre la controlla a Mini vede crescere le immatricolazioni del 14,16 per cento. I suv sostengono le vendite di Jaguar Land Rover con il primo marchio che cresce di quasi il 50% (e qui pesa anche l'elettrica I-Pace, auto dell'ano del 2019), mentre Land Rover conquista il 74,44% di targhe in più (grazie a Modelli come la nuova Evoque e la Velar).

Nel mondo dei generalisti, Ford evidenzia un dato in calo: -6.85% e qui probabilmente ha inciso un’offerta di suv in via di rinnovamento (arriva la Puma e la nuova Kuga), mentre sul fronte ibrido le novità arriveranno tra qualche mese. Il gruppo Psa (Peugeot, Citroën, Ds e Opel) perde il 2,8% . Male Renault -39,05 mentre brilla la sua Dacia che cresce di quasi il 30%. Tra i giapponesi non brilla Nissan (-28,83%), ma qui pesa la fine del ciclo di vita di Juke (il nuovo modello sarà svelato il 3 settembre). In calo le coreane con Hyundai che perde oltre il 18% e Kia il 5,6 per cento.

«In uno scenario già difficile per il mercato auto – afferma Michele Crisci, Presidente dell'Unrae, l'Associazione delle Case automobilistiche estere – l'Unrae auspica che al più presto possa essere pienamente operativo un nuovo Governo, e che questo voglia mettere finalmente e seriamente nella sua agenda il rilancio del settore automotive, uno dei comparti cardine della nostra economia, che ormai da troppo tempo sta soffrendo una crisi ben più grave di quella dell'economia in generale».

Secondo l’Unrae è assolutamente necessario che le esigenze di finanza pubblica, pur imprescindibili, non vedano ancora una volta l'auto nel mirino del fisco, con misure punitive che puntano a fare cassa con accise, bolli, tasse e imposte varie, colpendo consumatori e imprese al tempo stesso. Parimenti, è sempre più urgente l'esigenza di una strategia di lungo periodo, mirante al rinnovo dell'attuale parco circolante tra i più vetusti d'Europa, un problema serissimo e non più rinviabile, tanto sotto il profilo ambientale che sotto quello della sicurezza.

«L'Unrae – conclude Crisci – si augura che il nuovo esecutivo sia in grado di mettere in campo azioni efficaci, incisive e tempestive per lo sviluppo del mercato e con esso dell'economia italiana e resta come sempre a disposizione delle Istituzioni per dare il proprio contributo nell'ottica di una mobilità sempre più innovativa e sostenibile da un punto di vista economico, sociale ed ambientale».

Secondo il Centro Studi Promotor nel corso del mese vi è stato un discreto sviluppo nell'acquisizione di ordini che, se dovesse continuare, potrebbe consentire l’avvio di una fase di moderato recupero nel secondo semestre dell'anno. Questa possibilità trova conferma anche nell’indicatore del clima di fiducia degli operatori del settore auto determinato sempre dal Centro Studi Promotor. Nel2019 questo indicatore è sceso da un livello abbastanza elevato in gennaio per toccare un minimo in giugno e risalire poi sia in luglio sia in agosto. Un segnale di moderata fiducia viene anche dalle previsioni degli operatori sull'andamento delle consegne a tre-quattro mesi. In agosto i tre quarti degli interpellati hanno ipotizzato domanda stabile, ma tra gli altri prevalgono

Per Gian Primo Quagliano presidente Econometrica e Centro Studi Promotor il Centro Studi Promotor: «Non vi sono tuttavia le condizioni per un rapido ritorno alla normalità del mercato italiano dell’auto in cui le vendite sono ancora al di sotto del livello ante-crisi del 2007 del 23,4%.Nell’attuale quadro congiunturale si può ipotizzare che, a fine 2019, il volume complessivo delle immatricolazioni si avvicini al livello del 2018, cioè tocchi quota 1.900.000 unità, che però un volume ancora largamente insufficiente per assicurare la regolare sostituzione di un parco circolante di dimensioni di tutto rispetto come quello italiano, che ha una consistenza di oltre 39 milioni di autovetture ed è fortemente invecchiato con lo shock della crisi del 2008 e soprattutto con il non ancora avvenuto raggiungimento di un livello di immatricolazioni adeguato negli anni successivi».

Sempre secondo Quagliano, in questo momento, molte speranze vengono riposte nel Governo che sta per nascere. Scongiurare l'aumento dell’Iva è essenziale anche per il settore dell’auto, per risolvere il problema dell’abnorme invecchiamento del parco circolante italiano, con tutto quello che ne consegue in termini di inquinamento e di incidentalità stradale, occorre una politica per la mobilità che incentivi innanzitutto la sostituzione delle auto più vecchie anche con auto usate più recenti e crei un percorso preferenziale per l'acquisto di vetture a basso impatto ambientale. Non solo. Occorre anche che si abbandoni la politica della ingiustificata penalizzazione dei proprietari di autovetture particolarmente inquinanti o ritenute tali.

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...