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Auto, moto e scooter: mercati azzerati dal Covid-19

Il mese scorso vendite di vetture in calo del 97,5%, da inizio anno la contrazione è del 50,7% rispetto al 2019. Due ruote : -97%

di Filomena Greco

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(Nate Hovee - stock.adobe.com)

Il mese scorso vendite di vetture in calo del 97,5%, da inizio anno la contrazione è del 50,7% rispetto al 2019. Due ruote : -97%


3' di lettura

Mercato auto azzerato nel mese di aprile, con le immatricolazioni calate del 97,5% e un intero settore alle prese con la Fase 2. Da inizio anno le registrazioni di nuove autovetture hanno registrato una contrazione del 50,7 rispetto al 2019, il Covid-19 dunque lascerà un segno pesante sul mercato auto in Italia e in Europa. Se nel corso di marzo e aprile il lockdown ha bloccato completamente le vendite, la riapertura dei concessionari darà un po’ di respiro.

Ma sul settore auto incombe un problema di mercato più generale, reso ancora più drammatico dall’emergenza sanitaria e che rischia di protrarsi per mesi. Lo rilevano gli operatori del comparto che chiedono al Governo misure organiche a sostegno del mondo dell’auto. Con oltre 76 miliardi di tasse in capo ai veicoli a motore, ad esempio, l’Italia segue Francia e Germania nella classifica delle entrate fiscali stilata dall’Acea, l’associazione a cui fanno capo i produttori auto europei.

Il dato drammatico del mercato italiano dell’auto, con soltanto 4.200 autovetture immatricolate, segue di qualche ora quello proveniente da Parigi: nel mese di aprile la Francia ha registrato un calo dell’89% delle immatricolazioni, del 48% da inizio anno, con in prospettiva la riapertura dei concessionari a partire dall’11 maggio e un piano di sostegno per il settore a settembre, come annunciato dal ministro dell’Economia Bruno le Maire.

La riapertura delle concessionarie in Italia anticipa il mercato francese di una settimana e segue invece di circa due settimane la Germania, dove gli showrooms hanno riaperto i battenti il 21 aprile. L’impatto della pandemia però resterà pesante nei prossimi mesi, anche alla luce del calo del potere d’acquisto e delle incertezze del momento.

«La forte contrazione del Pil già registrata nel primo trimestre 2020 – sottolinea Gian Primo Quagliano a capo del Centro Studi Promotor – e le prospettive negative per il resto dell’anno rendono il recupero del settore auto problematico. Per tornare alla normalità ci vuole però una terapia d’urto, come emerge anche a livello europeo».

In questo contesto, con tutte le case produttrici che perdono fino al 90% di vendite, Fca registra ad aprile 1.620 auto vendute, il 96,3% in meno dello stesso mese del 2019 con una quota di mercato del 37,9%. Nei primi quattro mesi dell’aanno le immatricolazioni del gruppo sono state 87.504, in calo del 50,39% sul 2019 e una quota vicina al 25%.

Moto e scooter, il mercato non esiste più
Il mercato di aprile delle due ruote chiude con un netto e atteso - 97% sullo stesso mese dell'anno scorso, mentre i primi quattro mesi del 2020 fanno segnare un - 4 6 % su base annua.

“Di fronte a questo prevedibile e preoccupante azzeramento del mercato nel periodo di massima vendita, il nostro settore industriale e la sua filiera dovranno essere aiutati o altrimenti saranno a fortissimo rischio. Per questo torniamo a chiedere all'esecutivo e al ministro Patuanelli che vengano previsti subito incentivi all'acquisto al fine di sostenere la domanda di tutte le due ruote in un mercato che vive di forte stagionalità e che proprio per questo, a differenza di altri, non riuscirà a recuperare i volu mi persi nel lockdown ”.

È quanto ha dichiarato oggi il presidente di Ancma (Associazione ciclo motociclo e accessori) Paolo Magri, commentando i dati di immatricolazione delle due ruote a motore. “Abbiamo apprezzato l'idea del ministro De Micheli di prevedere il buono mobilità alternativa , tuttavia è evidente che, alla luce del ridimensionamento del trasporto pubblico, – ha rimarcato Magri – anche motocicli, scooter e ciclomotori saranno protagonisti della mobilità della Fase 2 per le loro prerogative esclusive, tra cui il minore impatto ambientale e quello sul traffico urbano, la garanzia di distanziamento sociale e la velocità negli spostamenti di lunga percorrenza”

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