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Auto, il mercato europeo inizia l’anno con un calo del 7,4%

Pesano la debolezza del quadro economico e la spinta sulle immatricolazioni nel mese di dicembre. Vendite in negativo in tutti i principali paesi

di Filomena Greco

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Pesano la debolezza del quadro economico e la spinta sulle immatricolazioni nel mese di dicembre. Vendite in negativo in tutti i principali paesi


2' di lettura

Inizia in salita l’anno per il mercato dell’auto in Europa, con un calo delle immatricolazioni del 7,4% a quota un milione e 135.116 autovetture registrate. Un segnale di debolezza che rientra in un quadro economico in rallentamento e che comunque, secondo gli addetti ai lavori, risente delle “forzature” fatte sulle immatricolazioni di dicembre, spinte da produttori e rivenditori per smaltire scorte di autovetture che, vendute nel corso del 2020, avrebbero fatto aumentare il computo totale di emissioni.

Secondo l’Acea, l’associazione delle imprese del settore automotive in Europa, le cause della cattiva performance di gennaio sono da ricercare anche nell’indebolimento globale delle condizioni economiche e nell’incertezza causate dall’uscita del Regno Unito dall’Unione europea.

Il calo delle immatricolazioni ha interessato tutti i principali mercati europei a cominciare dalla Francia (-13,4%), seguita dalla Spagna (-7,6%), dalla Germania (-7,3%) e infine dall’Italia (-5,9%). In calo del 7,3% anche le vendite nel Regno Unito.

Guardando ai numeri delle case produttrici, Volkswagen mantiene i volumi rispetto a gennaio 2019 a quota quasi 300mila autovetture vendute, seguono le francesi in calo rispettivamente del 14% (Psa Group) e del 16,4% (Renault). Hyundai perde il 3,9% delle immatricolazioni e si conferma quarta per volumi in Europa, seguita dal Gruppo Bmw che invece guadagna il 3,8% sul mercato.

Toyota fa un balzo del 10% nelle vendite e conquista una quota di mercato pari al 6,3% seguita da Fca che invece perde il 6,4% delle vendite. Giù anche il Gruppo Daimler che perde il 10% dei volumi nel mese accanto a Ford che scende del 18,6% e passa da una quota di mercato del 6,3 a 5,5.

Secondo Gian Primo Quagliano, responsabile del Centro Studi Promotor, «al crescente interesse per le alimentazioni alternative non corrisponde ancora un’offerta di autovetture elettriche pienamente coerente con la capacità di spesa degli automobilisti». Una situazione a cui si aggiungono i limiti nelle infrastrutture per la ricarica delle batterie, «ancora molto lontani dagli standard minimi per assicurare la possibilità alla maggior parte degli automobilisti di utilizzare senza penalizzazioni vetture elettriche».

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